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Stragliati: «Gravi i ritardi per le prenotazioni delle visite specialistiche»

La consigliera regionale della Lega, Valentina Stragliati, ha segnalato il caso drammatico della provincia di Piacenza

«La Giunta regionale ha indicato nella prossima primavera il termine per recuperare il forte arretrato delle visite specialistiche e diagnostiche dell’Ausl di Piacenza dopo la pandemia da Covid 19. Ci sembra un termine molto lontano e comunque chiediamo che il caso di Piacenza sia seguito con particolare attenzione e siano trovate soluzioni mirate per evitare  la fuga del personale medico». Lo ha detto la consigliera regionale della Lega, Valentina Stragliati, che ha segnalato il caso drammatico della provincia di Piacenza nel corso del question time discusso in apertura della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, ricordando il fatto che proprio la provincia di Piacenza «ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane e contagi» per il Covid. «Osservando il portale regionale delle visite specialistiche con sistema a semaforo – ha detto Stragliati -  si può notare come vi siano tempi di attesa al di sotto degli standard regionali in tutte le province. Sulla base dei parametri regionali, i principali rossi segnalati, ovvero prenotazioni entro lo standard inferiori al 60 per cento del totale, riguardano l’Ausl di Piacenza. Tra visite specialistiche e esami strumentali, raggiunge lo standard regionale solo il 17 per cento delle 302 prenotazioni per una visita oculistica nella settimana dal 27 settembre al 3 ottobre. Prenotazioni entro il parametro dei 60 giorni solo per il 33 per cento delle 48 prestazioni settimanali per una colonscopia. Valori in rosso per la prenotazione di una visita dermatologica, solo il 22 per cento su 195 richieste di appuntamento. Male anche le visite urologiche, dove unicamente il per cento delle 78 prenotazioni ha potuto effettuarsi entro i tempi standard della sanità regionale. Attese prolungate anche per sottoporsi ad un ecodoppler cardiaco: 159 prenotazioni avanzate nella settimana, ma una copertura entro i limiti standard che è arrivata solo al 16 per cento.  Addirittura 4 mesi per sottoporsi a un esame di gastroscopia, circa sei mesi per una visita oculistica». Alla luce di questi dati la consigliera della Lega ha definito questi tempi di attesa «inaccettabili». La situazione, secondo Stragliati, è ancora più delicata se si considera che «tra pensionamenti e medici in fuga la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente anche sul versante chirurgico, tale situazione stride con la definizione dell’esecutivo regionale della sanità emiliano-romagnola come il sistema sanitario più in salute del Paese» ha concluso la consigliera Stragliati.

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