Stranieri in crescita, Tagliaferri: «Fenomeno da governare con lungimiranza e non con spot»

«Popolazione straniera in crescita – commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri - nel piacentino. Al primo gennaio 2018 era il 14,4 per cento dell’intera popolazione residente. Più della media regionale che è al 12,1 per cento, molto più della media nazionale dell’8,8 per cento che corrisponde a oltre 5 milioni di stranieri di cui, sembra, solo la metà è occupata in qualche attività. C’è poi un esercito di immigrati irregolari la cui entità è imprecisata e che ci si chiede di che cosa vivano. Si può ipotizzare che svolgano lavori in nero o siano sovvenzionati dal welfare pubblico quando va bene, che si mantengano con proventi da attività criminali, quando va male. Non ci nascondiamo la verità come i falsi spot buonisti della sinistra. Se c’è lavoro per tutti, anche per i lavoratori stranieri, che quindi, esattamente come gli italiani, prendono uno stipendio, pagano l’affitto e le tasse, tutto va bene. Ma se l’Emilia-Romagna attira stranieri solo perché di manica più larga delle altre, solo perchè vengono garantiti a qualunque straniero nullafacente servizi pubblici gratuiti e risorse, allora i nodi vengono al pettine. Non perché siamo intolleranti, ma perché appare evidente che come paese non siamo in grado, né lo saremo, di mantenere a vita nuclei stranieri senza alcuna entrata da lavoro. Stupisce quindi l’irresponsabilità con cui anche la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna affronta la preponderante presenza di stranieri in regione. La stessa vicepresidente Elisabetta Gualmini sembra non capire che il suo entusiasmo di fronte a questo fenomeno è del tutto sfasato rispetto alla realtà. Gualmini, infatti, che ci ammaestra come fosse sempre in cattedra, parla di una serena e civile convivenza con gli stranieri, in particolare giovani, dimenticando il fenomeno della gang di giovani stranieri e dei casi di violenza che li vedono protagonisti. Parla poi di una cultura dell’accoglienza che ci contraddistingue. Cosa vera ma da non scambiare con il fatto che l’accoglienza non deve essere disgiunta dalla reciprocità, ovvero accoglienza non è dispensare il nostro welfare agli stranieri, penalizzando gli italiani, come sembra accadere in molti comuni a guida centrosinistra. Dunque, ben vengano gli stranieri, quelli regolari, perché sugli irregolari il discorso cambia radicalmente, quando i loro diritti sono pari ai doveri, quando contribuiscono con la loro attività al benessere collettivo, quando si adeguano alle nostre regole, alle leggi e alle nostre tradizioni. Perché l’altro storico errore delle sinistre è quello di far prevalere un’ideologia multiculturalista e relativista che tende ad annullare le nostre radici per consentire e addirittura far prevalere altre culture antitetiche alla nostra. Una strada che è già clamorosamente fallita in paesi esteri che l’hanno sperimentata prima di noi. E che il Pd ci vorrebbe sconsideratamente imporre».

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