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Strategia nazionale per le aree interne, Foti: "Penalizzati molti comuni montani"

In una interrogazione alla Giunta, il consigliere chiede la sospensione del documento istruttorio con cui la Regione individua le zone da candidare: "I criteri generali risultano inopinatamente penalizzanti per i territori montani (in particolare nella provincia di Piacenza)"

Con la deliberazione 1111/2015, la Giunta regionale ha approvato il documento istruttorio per l’individuazione di una proposta di identificazione delle aree regionali da candidare per la ‘Strategia nazionale per le aree interne’. Un atto di cui Tommaso Foti (Fdi-An) chiede alla Regione venga "sospesa l'efficacia, aprendo un tavolo di confronto con i territori interessati e, quindi, modifichi i criteri, ad oggi adottati, che penalizzano in modo inopinato la gran parte dei comuni montani della provincia di Piacenza che, invece e per contro, avrebbero estrema necessità di essere candidati per la ‘Strategia nazionale per le Aree interne’".

“Ai criteri generali per l’individuazione delle aree regionali candidabili per la ‘Strategia nazionale per le aree interne’- specifica il consigliere in una interrogazione alla Giunta- se ne sono aggiunti altri individuati dalla Regione che, nei fatti, risultano inopinatamente penalizzanti per i territori montani (in particolare nella provincia di Piacenza) e che paiono contraddire lo spirito annunciato dalla Giunta di volere salvaguardare e incrementare la presenza della popolazione nelle aree montane”. In particolare, aggiunge, “vengono escluse dalla candidatura e conseguentemente dalla possibilità di accedere ai relativi finanziamenti quelle aree in cui la popolazione anziana (oltre i 65 anni di età) supera il 35% del totale. Al tempo stesso sono parimenti escluse quelle aree in cui la popolazione complessiva dei comuni aggregati sia inferiore a 15.000 unità”.

Criteri, sottolinea il capogruppo Fdi-An, che “appaiono oltremodo penalizzanti per gli otto comuni che compongono l’Unione montana Valli Trebbia e Luretta, esclusi dalla candidatura perché ‘colpevoli’ di avere una popolazione anziana pari al 36.55%. Analogamente, ma con differente motivazione, risultano esclusi i 3 comuni piacentini che compongono l’Unione dei comuni della Val Tidone, per il solo fatto di non avere raggiunto il numero complessivo di 15.000 abitanti”.

Queste scelte, conclude Foti, “incentivano la desertificazione della montagna piacentina, nella quale la diminuzione progressiva delle residenze va crescendo di anno in anno”.

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