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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

«Stravolto il progetto di Roncaglia, frazione ormai accerchiata dalla logistica»

Le minoranze rivendicano il proprio ruolo: «Continueremo a presentare atti e formulare critiche e osservazioni nonostante i capricci e la permalosità della Giunta». Cugini: «Atteggiamento “bullo” da parte della maggioranza». Rabuffi: «Il proprietario dell’area produttiva di Roncaglia ha dei debiti con il Comune, imbarazzante»

IL PD: «NO UNANIME AD ALTRA LOGISTICA»

«Il risultato più concreto di questa Giunta – è l’intervento del capogruppo del Pd Stefano Cugini - è stato il ricompattamento di una minoranza molto eterogenea.  Ravviso un modo “bullo” di affrontare le critiche delle opposizioni. Quelle della Giunta sono le peggior risposte che si possono dare per allontanare i cittadini dalla politica. E anche su Roncaglia vedo lo stesso atteggiamento. Roncaglia è l’elemento più evidente di un ragionamento esteso della qualità della vita della città in futuro. È un tema che impatta su ambiente e salute, e anche sul lavoro, perché ci sono impieghi ai limiti dello sfruttamento nella logistica». Cugini ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Daniel Negri, presidente di Confcooperative (con un passato da consigliere Pd), che ritiene necessario l’intervento a Roncaglia per creare ulteriore sviluppo. «La logistica ha portato dei vantaggi a Piacenza nella prima fase – è la discontinuità di atteggiamento del Pd marcata da Cugini nei confronti del passato -, ma ora non fa più lo sviluppo di Piacenza. Il nostro è un “no” unanime a nuovi insediamenti: i 76mila metri quadrati sono un antipasto rispetto a quelli del “Bollone”, che quantomeno dovrà essere affrontato in Consiglio comunale. Sull’ex Mandelli c’erano le condizioni per affrontare con più prudenza questo cambio di destinazione, anche perché in quell’area è passato l’alluvione, e il proprietario del terreno non era neanche in regola con il versamento dei tributi locali. Siamo per una forte mobilitazione dei cittadini su questo tema di interesse pubblico».

«Il sindaco di Piacenza – ha detto Christian Fiazza (Pd) - non può avere lo stesso atteggiamento di quando faceva il sindaco a Castelvetro. Deve preoccuparsi meno di farsi fotografare sui giornali e mettere la testa sulle cose. Quando qualcosa non va – cioè sempre - è sempre colpa degli altri. Ci vuole un’assunzione di responsabilità da parte di questo esecutivo. Perché non è passata in Consiglio? Perché oltre a noi anche qualcuno della maggioranza – penso alla Lega – non è d’accordo su questo atto: non sono voluti venire a discuterla in Consiglio per non rompere la maggioranza. In mezzo a questa permalosità della Giunta la città sta affondando: le promesse non vengono concretizzate, i problemi sono gli stessi di due anni fa, abbiamo perso tempo».

«Il sindaco pensa di aver risolto la questione ambientale di Piacenza – ha osservato Giulia Piroli (Pd) - solo con la destinazione a parco della Pertite. Non c’è solo questo, a quella decisione ne devono seguire altre. Gli atti successivi non hanno mostrato di certo una sensibilità ambientalista».

LIBERI: «LA GIUNTA SI NASCONDE DIETRO A UN DITO»

Mauro Monti (Liberi) «Non penso che la logistica sia il male assoluto. C’è buona logistica e cattiva logistica, la prima ad esempio si sposta sempre più dalla gomma al trasporto su ferro. Qua a Piacenza si sono fatte scelte sbagliate: insistiamo su in territorio che ha problemi ambientali, una città devastata dall’inquinamento». La conclusione è stata affidata a Massimo Trespidi (Liberi), che nelle scorse ore ha avuto un battibecco a distanza con il sindaco e i capogruppo di maggioranza. «Occorre un serio dibattito sulla quantità della logistica – ha detto l’esponente di Liberi - non solo sulla qualità. Questa variante “cambia il bambino nella culla”, da insediamento artigianale a logistica. E il cambiamento l’ha deciso la Giunta Barbieri, non chi c’era prima. Se un sindaco e una maggioranza si nascondono dietro un dito e non vogliono ammettere che si debbano dare una mossa... Lo spessore delle persone si vede sui temi e contenuti, non sul piano personale. Noi continueremo a sollecitarli sui contenuti, anche se abbiamo perso le Elezioni. Lamentarsi in questo modo è un segno di debolezza politica e amministrativa: per vincere le Elezioni può bastare qualche passeggiata con qualche leader nazionale in un momento di grande consenso popolare (si riferisce alle visite di Matteo Salvini in campagna elettorale, nda), poi per governare ci vuole altro. L’opposizione, perciò, continuerà a incalzare sui contenuti la Giunta».

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