«Sul nuovo ospedale voglio ascoltare tutti, poi deciderà il Consiglio»

Il sindaco Barbieri si confronta in Consiglio sull'ospedale prima di ascoltare i portatori d'interesse. Trespidi (Liberi): «Il progetto era solo un’operazione pre-elettorale e oggi ne vediamo i limiti». Dagnino (5 Stelle): «Affare immobiliare». Foti (Fd’I): «Baldino non sta gestendo bene la situazione». Cugini (Pd): «Occasione da non perdere»

Patrizia Barbieri

Il nuovo ospedale è il primo “grande tema” - non che gli altri siano di poco conto, ma in questo caso si parla di un progetto complesso e lungo – affrontato dall’Amministrazione Barbieri in Consiglio comunale. Nella seduta del Consiglio comunale dell’11 dicembre, il primo cittadino Patrizia Barbieri ha riportato in aula l’esito dei colloqui di Bologna della scorsa settimana. Il sindaco ha ricevuto lo studio di pre-fattibilità dell’Agenzia del Demanio sulla possibilità di realizzare l’ospedale o nell’area della caserma Lusignani o in quella della Pertite, e ha detto la sua ai consiglieri presenti sul documento. «Si tratta di un elaborato tecnico, uno studio di pre-fattibilità, una base per un ragionamento che però non prende in considerazione gli aspetti sanitari ma solo quelli urbanistici. Sulla Pertite inoltre non v’è alcun carotaggio, meriterebbe uno studio più approfondito, oltre alle analisi sull’amianto. Ci sono diverse imprecisioni nella relazione: si dice della Pertite che è un’area “completamente in disuso” quando in realtà c’è una pista di prova carrarmati, per fare un esempio».

Barbieri rimane molto scettica sullo studio e sulle due aree prese come riferimento. «Non si è ancora capito che modello di ospedale abbiamo in mente per la sanità piacentina. Sulla Pertite si parla un’area da 59mila quadrati con un edificio a piastra con cinque torri intorno, quattro piani e uno interrato. Sulla Lusignani si parla invece di 88mila metri quadrati d’area, andando a espropriarne 14mila intorno per costruire sette piani. Insomma, sono due modelli di ospedale diversi. Occorre chiarire che modello di ospedale ci serve per poi pensare all’area: di quale struttura necessitiamo? Nelle relazioni, inoltre, non si parla del futuro dell’attuale struttura».

L’Amministrazione contesta anche l’aspetto pecuniario della vicenda. «Vanno chiarite le risorse: c’è stato un balletto di cifre intorno ai 200 milioni di euro per diversi mesi. Però fino al 5 dicembre sembrava chiaro che il 100% della struttura sarebbe stato pagato dalla Regione Emilia-Romagna. In realtà ora scopriamo che la Regione è sì interessata a dare un contributo sostanzioso, però l’ospedale nuovo non sarà totalmente finanziato dall’ente. L’ospedale di Cesena costerà 160 milioni ad esempio, la Regione ne mette 100, il resto l’azienda Ausl. Ma prima la Regione vuole conoscere il progetto del nostro ospedale, solo dopo stimerà la sua partecipazione economica».

«A Cesena – il sindaco ha confrontato i due percorsi - prima hanno considerato le criticità del Bufalini, poi hanno riflettuto sul modello di nuovo ospedale che serviva, e solo dopo hanno pensato all’area. Il percorso deve essere virtuoso». Il sindaco avrà un incontro la prossima settimana con il direttore generale Ausl Luca Baldino per discutere di queste criticità. «Non mi sono piaciuti i “giochetti” del tipo: “Ora il sindaco decida”. Devono decidere i piacentini l’area e prima bisogna decidere che modello di ospedale serve. Bisogna avere delle risposte per definire il modello di sanità sul territorio». Nei prossimi giorni il sindaco vorrebbe innescare un meccanismo di partecipazione: un confronto tra un consigliere per ogni gruppo politico, i rappresentanti degli ordini professionali, le associazioni di categoria, i sindacati, rappresentanti della sanità. «Al momento mancano ancora tutti gli elementi per decidere».

I COMMENTI DEL CONSIGLIO COMUNALE

Molto critico sul ruolo della Regione il capogruppo di “Liberi” Massimo Trespidi. «Dalla ricostruzione del sindaco – ha tuonato Trespidi - emergono tutte le lacune e il pressapochismo che ha contraddistinto questa operazione dal principio. È stata una operazione pre-elettorale, perciò ha tutti i limiti di un’azione fatta in fretta per gettare fumo negli occhi. Scontiamo il problema che il direttore del Demanio è di Piacenza e qualsiasi operazione deve per forza coinvolgere un’area demaniale o militare. È partita male perché c’è stata da subito questa intenzione, di costruire su queste aree. Non ci siamo chiesti se quello attuale va bene o male e cosa farne in futuro, quale sia il modello di ospedale e le risorse della Regione. Per noi di “Liberi” l’ospedale comunque non può essere costruito all’ex Pertite: qua i cittadini hanno già deciso con un Referendum che vogliono un parco. E a quel Referendum ha votato più gente che al ballottaggio di giugno. Sento un “ricatto”: facciamolo alla Pertite che è l’unico modo per bonificare l’area senza pagare. La Lusignani è un’area troppo piccola e già è in un’area intasata. Però non vogliamo che a decidere del nuovo ospedale siano i “soliti” piacentini: persone che cambiano incarichi e ruolo ma sono sempre al tavolo delle trattative. Prima di tutto deve decidere questo Consiglio comunale, eletto dal popolo. Gli altri sono tutti “portatori di interesse”».

«Il nuovo ospedale serve – ha commentato Lorella Cappucciati (Lega Nord), dipendente Ausl che lavora all’interno del Guglielmo da Saliceto - i reparti e le strutture sono lontane tra loro. E’ difficile trasportare i pazienti, l’attuale ospedale non va bene. Ci vuole una struttura idonea per accogliere i pazienti e con servizi che funzionino. Prima di tutto occorre pensare ai bisogni, non deve essere un investimento tanto per fare».

«Noi siamo sempre stati contrari – ha preso la parola Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - al progetto di un nuovo ospedale, più che altro perché si tratta di un affare immobiliare. Abbiamo sempre pensato che la Lusignani fosse uno spazio ristretto. E sulla Pertite sono vent’anni che i piacentini dicono alla politica che vogliono un parco». «In campagna elettorale – ha osservato Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - i cittadini ci chiedevano come si facevano a trovare 250 milioni di euro per un ospedale che ancora non era stato pensato e non si trovavano per migliorare i servizi della sanità piacentina. I soldi per l’edificio ci sono e quelli per assumere professionisti no. Come lo finanzieremo il nuovo ospedale? Vendendo quello attuale in centro?».

Stefano Cugini (Pd) ha provato a parare i colpi: il sindaco ha criticato l'atteggiamento della Regione (guidata dal centrosinistra) e del Pd locale. «Se è un percorso partecipato – ha spiegato il capogruppo del Partito Democratico - bisogna dare uguale valore a tutte le proposte. Parlare di “ricatti” non mi sembra il caso. Si tratta di dotare la città di una struttura ideale, come ha espresso bene il consigliere Cappucciati». Il capogruppo ha poi letto una nota del suo partito. «Il Pd attende le decisioni vere dopo lo studio di pre-fattibilità tecnico. Siamo per fare il nuovo ospedale in un’area pubblica, militare o demaniale. Sia su Lusignani che Pertite si avrebbero benefici grazie all’opera di bonifica. Invitiamo la Giunta a un riscontro rapido per individuare, se lo ritiene necessario, tra i privati nuove aree con la massima trasparenza. Passeranno decenni prima di avere l’opportunità di realizzare un’opera del genere. Cedendo questa occasione ad altre realtà perderemo per trent’anni la possibilità di avere una sanità moderna e saremo condannati a continuare con una struttura pensata per gli anni ’70. Siamo concordi sul valutare tutte le possibilità sul tavolo per l’interesse del territorio».

«Il Consiglio comunale si è espresso sulla Pertite – ha ricordato Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) -. E il problema iniziale, giustificazione della proposta di un nuovo ospedale, era di avere una struttura su un unico piano per rispondere dei bisogni della sanità moderna. Ora leggiamo nel documento di ospedali di quattro e sette piani… L’ingegner Baldino disse che il sindaco Barbieri “stava per far perdere 230 milioni di euro”, smentito poi dall’assessore regionale Sergio Venturi: “Mai parlato di 230 milioni”. Ora si scopre che forse sono 100 i milioni. Comunque, i soldi sono per Piacenza oppure se vanno altrove si dimostra che sono lì tanto per costruire un ospedale basta che sia». Foti si è detto preoccupato per la possibilità di «avere un buco nel cuore di Piacenza» con la dismissione del vecchio ospedale. «Ricordiamoci che fine ha fatto fare l’Ausl all’ex clinica Belvedere. Nessuno perciò dica che Baldino sta gestendo bene la partita dell’ospedale: chi lo dice è un suo amico o è in malafede». Foti ha sottolineato quanto succede a Padova, governata dal centrosinistra. «Il sindaco lì vuole realizzarlo solo nell’area del vecchio, e anche in quella città ce ne sarebbero di aree militari dove costruirlo. Qua a Piacenza alcuni vogliono condizionare da fuori il tavolo del progetto».

«Il nuovo ospedale è una grande bufala – ha commentato Davide Garilli (Lega Nord) -, una manovra elettorale che non rispetta i cittadini. Bisogna anche coinvolgere la provincia piacentina su un tema del genere. Negli ultimi anni abbiamo visto depotenziare tutte le strutture piacentine: Castelsangiovanni, Villanova, Fiorenzuola. L’ospedale Guglielmo Da Saliceto è nato già vecchio. Sarebbe meglio puntare sulla qualità dei servizi offerti nella sanità piacentina». «All'inizio sembrava una spesa inutile – ha dichiarato Roberto Colla (Piacenza Più) - poi ho parlato con tanti professionisti del nostro ospedale e ho cambiato idea. Prima di parlare del contenitore dobbiamo sapere che modello di ospedale vogliamo». «Noi non rimarremo – ha detto il capogruppo della Lega Nord Stefano Cavalli - con il cerino in mano, Bonaccini non può credere che la Regione sia Bologna-Modena-centrica. Si sta trasferendo sempre più l’eccellenza della medicina verso quei territori. Ma noi non siamo dei burattini».

BARBIERI: «PRIMA SENTIREMO TUTTI, POI DECIDERA’ IL CONSIGLIO»

Il sindaco, al termine del dibattito, ha voluto precisare ancora qualche riflessione. «Ho ricevuto un pressing del tutto ingiustificato che faceva credere che dovevamo assumere delle decisioni alla svelta. Il mondo sanitario piacentino, non interessato al mattone, ci ha già segnalato le sue richieste. Peccato che lo studio di pre-fattibilità in questione indichi modelli di ospedale diversi tra loro, segno che non si è riflettuto in partenza su questo». Barbieri ha evidenziato al Pd che la Pertite non verrà presa in considerazione. «Su quest’area la città si è già espressa, trentamila persone hanno detto la loro. Però dire “no” alla Pertite non significa che per forza di cose lo dobbiamo fare alla Lusignani. Voglio tranquillizzare Trespidi: non saranno i soliti noti a decidere dove farlo. Tutti saranno ascoltati e sentiti, poi deciderà il Consiglio comunale». 

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