«Sul piano Ausl siamo stati presi in giro dai sindaci»

Lettera ai cittadini della provincia di Piacenza dal comitato “I castlan i disan no”

«E’ con amarezza e dolore nel cuore che commentiamo ciò che è stato votato ed approvato, avendo ottenuto l’approvazione per un solo punto, col voto di venerdì 31 marzo scorso nella seduta della Conferenza Sociosanitaria composta dai Sindaci piacentini, dal Presidente della Provincia ed alla presenza del D.G. ASL Ing. Baldino.

E’ stata decretata, con l’ approvazione del Piano di riordino Sanitario Ospedaliero e Territoriale, ciò che noi riteniamo la definitiva condanna a morte dell’Ospedale di Villanova che verrà chiuso per essere probabilmente poi spostato a Fiorenzuola dove oggi esiste un cratere al posto dell’Ospedale demolito, con la promessa della sua prossima ricostruzione entro due anni. E dopo che l’anno scorso dovemmo assistere alla farsa dell’inaugurazione dei lavori di ricostruzione da parte degli gli alti vertici dell’Amministrazione regionale accompagnati dai compagni di

partito locali. Ma nei giorni successivi i lavori furono puntualmente bloccati per le note vicende di inquinamento da idrocarburi che oggi sembrano volatilizzati nel nulla. Il precedente non ci lascia affatto tranquilli di fronte alle nuove promesse del piano di riordino. Sempre sperando che a lavori ultimati, con ingenti esborsi di danaro pubblico, non ci si accorga dell’inadeguatezza ambientale del nuovo sito e si annunci il trasferimento dell’unità spinale li appena costituita a Montecatone.

Con l’approvazione del piano, si è anche tracciato il percorso, che noi consideriamo di depotenziamento dell’Ospedale di Castel San Giovanni. L’eliminazione completa dei trattamenti delle “acuzie” cioè dei casi più gravi a favore di interventi di gravità medio bassa, la cosiddetta day surgery, quasi certamente provocherà la perdita di attrattività del nostro ospedale e lo renderà facilmente “attaccabile” in un prossimo futuro, dalla tagliola della legge Balduzzi per i numeri di ingresso calanti. Ed il pronto soccorso, senza urgenze potrà rimanere tale o diventerà un pronto intervento? Le acuzie nel frattempo andranno quasi sicuramente ad “intasare” l’operatività di Piacenza che in attesa del nuovo ospedale (fra 10, 20 anni?) è già oggi molto oberata.

E che dire dei Sindaci che si sono resi responsabili con ASL dell’approvazione di tale, a nostro avviso, disastrato progetto sanitario contro il parere della gente che in 40.000 sono venuti a firmare ai nostri banchetti? Ci siamo sentiti dire dall’assessore Cugini in rappresentanza del Sindaco Dosi di essere una “entità indefinita”, considerati sicuramente meno capaci di comprendere le problematiche socio sanitarie rispetto ai politici (come lui?) che hanno più tempo per informarsi e documentarsi, trascurando, ci permettiamo di aggiungere, che senza sale in zucca come hanno molti politici che conosciamo, sarebbe tutto tempo perso.

Vedremo fra non molto alle prossime elezioni di Piacenza come si comporterà nei suoi confronti di politico in carriera l’”entità indefinita” della gente, che è poi la “massa” nei vecchi trattati Marxisti e Leninisti che dovrebbe ben conoscere data la sua appartenenza politica.  I sindaci che hanno votato no al Progetto ASL sono dei Comuni di : Besenzone, Caorso, Castel San Giovanni, Cortemaggiore, Lugagnano, Monticelli, Pecorara, San Giorgio, Villanova.

A loro va il nostro ringraziamento per avere ascoltato il grido dei cittadini che hanno assistito di anno in anno al depauperamento di Servizi sul territorio Provinciale. Ci lascia invece assolutamente perplessi ed ancor più sconsolati il voto positivo al progetto Baldino di 3 sindaci. Il Sindaco di Bobbio che ha votato si pur avendo subito la trasformare del proprio Ospedale in OSCO (Ospedale di Comunità) quindi una lungodegenza per la quale non sarebbe prevista ai termini di legge neppure la presenza di un medico, ma solo il personale infermieristico.

 Il Sindaco di Fiorenzuola, sostenuto dalla giunta a trazione leghista, che ha accondisceso al piano per avere confermato la costruzione di un nuovo nosocomio. Ma che, nonostante le promesse della Direzione Sanitaria, a nostro avviso, difficilmente potrà soddisfare i servizi di cura come unità spinale in sostituzione di Villanova per gravi carenze di spazio, ambientali, naturalistiche e di idoneità delle strutture cittadine contro le barriere architettoniche. In netta contrapposizione con l’accordo sottoscritto nel 2014 da tutti i sindaci e dalla AUSL che prevedeva la rinascita dell’ospedale con i servizi presenti prima della demolizione.

votare a favore del piano di riordino sanitario inoltre ha condannato a morte il nosocomio d’eccellenza di Villanova, e la perdita di 50 posti letto solo in Val D’Arda. Il terzo sindaco, di Rottofreno dopo avere espresso tutto il suo disagio, dispiacere e grande sofferenza, per la chiusura, considerata la sua anche personale vicinanza con l’ “istituzione Villanova” avrebbe votato il piano di riordino presentando però una mozione che prevede la realizzazione di un centro sportivo paralimpico nella struttura che verrà abbandonata a Villanova. A noi è sembrata più una chimera che una vera proposta. Ma la mozione, immediatamente condivisa dai colleghi di Bobbio e di Fiorenzuola, è stata prontamente messa ai voti dalla Presidente Calza ed approvata. Peccato che alla seduta non fossero presenti ne’ i responsabili del Coni nè quelli della Regione che potessero avallare la richiesta dato l’ingente investimento che si renderebbe necessario.

Noi cittadini, gente comune che contribuiamo a pagarvi lo stipendio non accettiamo di essere presi in giro, vi chiederemo conto del vostro operato ora ed al momento opportuno. E che ne dica l’assessore Cugini o la presidente Calza, per ogni illustre medico presente in aula ad applaudire il piano con enfasi, per ogni disabile “solitario” pronto a scrivere un messaggio alla Presidente per avallare la chiusura di Villanova (vi sembra normale?), noi abbiamo altrettanti medici, primari, infermieri, tecnici e pazienti curati amorevolmente, disposti a testimoniare ed a lottare contro ciò che per voi è “riorganizzazione” ma per noi sono veri e propri tagli della salute sulla carne viva dei piacentini».

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