«Sul verde pubblico il Comune procede mettendo pezze qua e là»

Il consigliere di “Liberi” ancora all’attacco sul verde pubblico: «La pratica è stata fatta, disfatta, paciugata e rifatta. Tempo perso per gli uffici e soldi spesi male»

Massimo Trespidi (Liberi)

«Al peggio non c’è mai limite, siamo al tafazzismo più spinto. Non so con certezza chi abbia vergato il comunicato: l’avrà scritto sicuramente l’addetto stampa del Comune. Se però lo ha pensato l’assessore, gli mancano i fondamentali. Rispondo all’assessore Paolo Mancioppi non per polemica, ma per senso di responsabilità, nella confermata convinzione che in tutta questa vicenda di male gestione del verde pubblico cittadino – mala gestione che non è una invenzione del sottoscritto, ma è quotidianamente sotto gli occhio di tutti i cittadini  - ci sia innanzitutto una grave carenza politico-amministrativo prima che tecnica». Massimo Trespidi, consigliere di “Liberi”, torna all’attacco dell’assessore al verde e all’ambiente Mancioppi e della gestione del verde pubblico. Nei giorni scorsi avevamo pubblicato il botta e risposta tra la Giunta e il capogruppo di “Liberi”, che ora incalza nuovamente l’assessore. «Le carte le ho lette bene – risponde Trespidi - e come si può evincere da quanto riportato nell’articolo de “IlPiacenza.it” del 15 settembre, si dice che “sono stati infatti rivisti, ancora una volta, i prezzi di uno degli appalti del verde”. È vero, non ero uscito con un intervento il giorno dopo la prima variante dei prezzi adottata il 6 agosto scorso, ma come sa bene l’assessor, non ero certo in vacanza – come trequarti della Giunta – ma mi stavo occupando di altre partite legate al Comune, come possono ben dimostrare i diversi interventi pubblicati in quei giorni».

«L’importo che ho stimato – prosegue Trespidi - come maggior onere sostenuto dal Comune comprende anche l’Iva perché ricordo a chi ancora, ahimè, non lo sa che l’Iva che il Comune paga è un costo in quanto – sulla maggior parte dei servizi che non hanno natura commerciale – non la può portare a compensazione con l’Iva che incassa. Quindi, gli 82mila euro citati dall’assessore, sono Iva esclusa. Basta fare due conti e ci arriva anche lui ai circa 100mila euro di cui ho parlato».

«Mancioppi invece dovrebbe – prosegue il consigliere - invece che farsi scrivere risposte così piccate, stare attento non solo a quello che fa nel suo ruolo di Paolo Mancioppi-6-3amministratore, ma anche a quello che dice. Come sempre si evince dall’articolo pubblicato, non ho mai parlato di un aumento della spesa perché in sé non c’è stata, ma di un maggior onere a carico dell’ente questo sì. Perché? Glielo rispiego subito se ancora non è chiaro. Il Comune ha affidato un servizio in grave ritardo (5 mesi!). Contribuendo ad arrivare, come si cita nella determina, al pericolo di “danno d’immagine, danno economico e peggioramento dell’igiene pubblica e innescato un pericolo per la pubblica utilità”».

Con un capitolato che non ha previsto i problemi che poi si sono verificati. È vergognoso dire per cause impreviste e imprevedibili, perché anche un bambino sa che affidare lo sfalcio dell’erba a primavera inoltrata avrebbe avuto questi esiti evidenti a tutti. In seguito sono servite operazioni straordinarie per le ditte appaltatrici. Attività straordinarie che hanno comportato un maggior onere per le ditte affidatarie del servizio e che sono state – dico io, fortunatamente – compensate dai minori costi per una mancata attività ordinaria che doveva essere fatta nei tempi opportuni».

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«Detto questo il punto non è che sono usciti più soldi dal bilancio, è che quelli che sono stati messi a bilancio e impegnati per questo servizio ordinario e straordinario che sia, sono stati spesi male! – e quando si spende male c’è un onere che si pone a carico dell’ente – perché è stata gestita male tutta l’attività amministrativa». «Ripeto, non penso innanzitutto per negligenza degli uffici ma per incapacità di chi amministra (ricordo infatti a tutti che in corso di gara il capitolato ha subito diverse modifiche e sto parlando dal periodo tra febbraio e marzo 2019). Quindi una pratica ordinaria, ci tengo a precisarlo – ordinaria -, che è partita in ritardo, che è stata paciugata, fatta, disfatta e rifatta, sulla quale basterebbe contare il tempo in più perso dagli uffici – che potevano fare altro – per quantificare altri costi indiretti che il Comune si è dovuto accollare. Pertanto gli uffici ci hanno messo e ci stanno mettendo (visto anche quanto annunciato dall’assessore in merito ad un’altra prossima variante) l’ennesima pezza con questi atti, per chiudere almeno contabilmente le spese relative ai lavori effettuati e ci mancherebbe altro non fosse una determina in senso tecnico…Sulla qualità del servizio che abbiamo portato a casa, lasciamo perdere…».

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