«Sulla rigenerazione urbana e sul consumo di suolo Confedilizia era stata lungimirante»

Replica di Confedilizia alle affermazioni del sindaco Paolo Dosi e dell'assessore Silvio Bisotti

Bisotti e Dosi

La Confedilizia di Piacenza, riguardo al dibattito in corso sul consumo di suolo e sulla rigenerazione urbana del Comune di Piacenza ed in riferimento alle dichiarazioni di Dosi e Bisotti, fa presente che: "fin dalle prime osservazioni presentate al Psc aveva rimarcato la necessità di evitare nuovo spreco di territorio con costruzioni in qualsiasi area già non costruita, dovendosi a proprio avviso puntare esclusivamente sulla ristrutturazione e sull'utilizzabilità degli immobili già costruiti".

La Confedilizia "premettendo appunto che lo sviluppo della città deve necessariamente avvenire attraverso la ricostruzione delle periferie riqualificandole senza operare alcun ampliamento, sottolinea ancora una volta l'importanza di un 'ri-dimensionamento', che a proprio avviso si impone, ad evitare, anche, la qualificazione ad area fabbricabile di aree che, in realtà, fabbricabili non sono nell'attuale situazione economico-politica (e quindi, solo fonte – così classificate – di entrate impositive per il Comune)".

"Per incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, Confedilizia, d'altra parte, già nel 2011 aveva invitato il Comune a ridurre in modo significativo i contributi relativi agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione previsti per il recupero e la ristrutturazione dello stesso patrimonio, cosa che invece non è stata attuata. A proposito invece della Rigenerazione urbana, la Confedilizia piacentina crede che questa non possa essere presa in considerazione solo attraverso un semplice elenco di interventi – come quello che fanno Dosi e Bisotti – ma debba considerare altri aspetti fondamentali, come ad esempio quello della mobilità. Infatti gli scenari proposti non prendono in considerazione la mobilità di collegamento dei siti".

L'Associazione dei proprietari di casa, nelle proprie osservazioni al Psc, "aveva suggerito alcune importanti soluzioni in merito (oggi ancor più di grande attualità con l'ipotesi dello spostamento dell'Ospedale nella Caserma Lusignani) che di seguito integralmente si riportano: “Per collegare le funzioni delle aree militari, potrebbe essere ripristinato e integrato il giro delle mura con i binari ferroviari; i grandi progetti devono convivere con le esigenze delle aree urbane che necessitano di collegamenti con le linee principali di trasporto  pubblico in modo più organico e diretto; una monorotaia che costeggi tutto il centro città potrebbe rappresentare sia un elemento di immagine che operativo per distribuire il traffico e collegare i parcheggi creando un vero sistema del Parco delle Mura, capace di connettere le varie parti della città. Si verrebbe  così a determinare  un nuovo modello urbano costituito da progetti integrati, con il collegamento della molteplicità delle funzioni. Sempre legato alla necessità di mobilità, di collegamenti e di infrastrutture, potrebbe essere valutato il collegamento della Caserma Lusignani creando uno sbocco a detta area su Via Einaudi, e dovranno altresì essere prese in considerazione le infrastrutture necessarie al recupero della Pertite e delle aree ove saranno ricollocate le cubature ricostruite (come previsto dal Psc)".

Piacenza 7 febbraio 2017

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