Tagli ai malati di Sla, Polledri: «Il Comune di Piacenza se ne faccia carico»

Dal 1 settembre i rincari per le famiglie che si occupano di un malato di sclerosi laterale amiotrofica potrebbero ammontare a 200 euro mensili nei casi meno gravi (2.400 euro l'anno) ma si arriva fino ad un esborso pari a 100mila euro l'anno nelle situazioni di immobilità pressochè totale

Massimo Polledri

Massimo Polledri, consigliere comunale della Lega Nord, commenta i tagli del governo sull’assistenza domiciliare ai malati di Sla e annuncia di voler scendere in piazza Cavalli, a Piacenza, il prossimo 20 settembre: «Non è dignitoso che i familiari dei malati di Sla siano costretti a provvedere interamente alle spese di cura per una malattia onerosa e progressivamente invalidante. Voglio esprimere tutto il mio sdegno contro il governo che ha scelto di tagliare sull’assistenza domiciliare a persone spesso attaccate a un respiratore da anni»

«Sarò con le volontarie di Aisla - continua Polledri - per raccogliere fondi da destinare alla ricerca e all’assistenza dei malati. Alcuni dei miei familiari sono membri dell’associazione perché abbiamo avuto un caso di questa malattia in famiglia e mi sembra quindi doveroso far sentire la mia vicinanza e anche sollevare la protesta per ciò che sta accadendo».

Dall’1 settembre i rincari per le famiglie che si occupano di un malato di Sclerosi laterale amiotrofica potrebbero ammontare a 200 euro mensili nei casi meno gravi (2.400 euro l’anno), 800 euro per le paralisi in stadio più avanzato (10mila euro l’anno) fino ad arrivare a un esborso pari a 100mila euro l’anno nelle situazioni di immobilità pressochè totale.

Impossibile quasi per chiunque reggere una pressione economica così gravosa. «Vorremmo chiedere agli amministratori del Comune di Piacenza - prosegue Polledri - di mettersi una mano sul cuore, decidendo di destinare risorse ai malati “dimenticati“. I casi sul territorio sono pochissimi, sarebbe quindi opportuno fare un ragionamento sull’impiego dei fondi e magari dirottare una parte di quelli cospicui assegnati agli extracomunitari (che rappresentano meno del 10% della popolazione) verso questa emergenza».

A Piacenza risultano affetti da Sla 17 maschi e 23 femmine di cui 13 tracheostomizzati, in età media compresa tra i 65 e i 70 anni. Le cure comportano l’intervento integrato di neurologi, pneumologi, otorini e fisioterapisti. Se non è possibile raggiungere un adeguato livello assistenziale, le famiglie rimangono sole ad affrontare il progressivo deperimento del corpo dei loro cari, a fronte di funzionalità cerebrali perfettamente normali. E non solo i parenti, ma i malati stessi, se non supportati in modo idoneo, rischiano di arrendersi troppo in fretta: Aisla segnala infatti che a Piacenza sono già stati rifiutati alcuni interventi di tracheotomia, il che comporta la morte per soffocamento.

«Invito i cittadini a scendere con me in piazza il 20, che è anche la Giornata nazionale della Sla - conclude Polledri - Aisla Piacenza si prefigge, tra gli altri, un obbiettivo particolare, quello di garantire una borsa di studio a un giovane fisioterapista perché possa specializzarsi nel sostegno ai malati di Sclerosi laterale amiotrofica».

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