Tagliaferri: «Cittadini vittime di norme anticoronavirus contraddittorie»

In un’interrogazione il consigliere chiede di «difendere gli emiliano-romagnoli dalla tarantella di regole irrazionali proposte dal Governo Conte»

«Tutelare i cittadini emiliano-romagnoli in balia di norme contraddittorie sul contrasto al Coronavirus». A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come «se fino a qualche giorno fa si discuteva di allentare un altro po’, smontando le regole più irrazionali (quelle che precludevano gli spostamenti tra comuni, anche vicinissimi tra loro), improvvisamente il vento è cambiato, ed è ricominciata la gara tra ‘chiusuristi’; chi vorrebbe il lockdown totale dal 24 fino alla Befana senza interruzioni, chi – bontà sua – si limita a pretendere una soluzione del genere per otto giorni (tra festivi e prefestivi). E in questa tarantella, raccontano retroscena surreali, non sarebbe mancato nemmeno qualche pasdaran dell’ala sinistra della maggioranza, poi fortunatamente bloccato dal Viminale, pronto a chiedere nientemeno che controlli di polizia nelle case degli italiani».

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale «se intenda intervenire nei confronti del Governo nazionale per tutelare i cittadini emiliano-romagnoli in balia di ordinanze a dir poco contraddittorie; se pensa che i cittadini possano sentirsi sicuri nel sapere che tocca al Governo nazionale organizzare la riapertura delle scuole il 7 gennaio (dopo il disastro combinato da metà settembre in poi); quali misure intende adottare per tutelare gli emiliano-romagnoli che non possono certo sentirsi sollevati nel sapere che saranno sempre ‘i soliti’ a gestire la delicatissima ed enorme operazione vaccini».

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