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«Emilia-Romagna ai vertici delle valutazioni sanitarie? A Piacenza abbiamo dolorosamente capito che non è così»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia contesta i risultati dell’indagine realizzata da Demoskopika ed elenca gli innumerevoli episodi negativi nella sanità locale

«Emilia-Romagna ai vertici delle valutazioni sanitarie? Provate a dire una balla così colossale a Piacenza e vedrete il risultato che otterrete». Così il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri che contesta pesantemente i risultati divulgati dall’Istituto Demoskopika qualche giorno fa.

«Volendo soprassedere - afferma Tagliaferri - sull’autorevolezza di un Istituto che è un’entità privata e svolge ricerche economiche e sociali per chiunque lo paghi e che per sua stessa natura non può assolutamente essere paragonato ad un ente statale o sovrastatale, sottolineo che per questa indagine sono stati utilizzati 8 indici (soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita) che forse non sono così esaustivi per una foto corretta dei vari sistemi sanitari. In via generale, quindi, credo che sia meglio analizzare la situazione con un maggiore livello di dettaglio, altrimenti questa indeterminatezza rischia di portare a grossi danni».

Per l’esponente di Fratelli d’Italia, quindi è decisamente più probante riflettere sulle tante chiusure e depauperamenti di strutture sanitarie sul territorio piacentino che hanno sicuramente contribuito alla nefasta e drammatica prima ondata di contagio sul territorio. «Ricordare - prosegue il consigliere - come ha fatto giustamente il coordinamento comitati per la difesa della sanità pubblica, l’abbattimento dell’ospedale di Fiorenzuola, la trasformazione dell’ospedale di Bobbio in struttura esclusivamente infermieristica, la futura chiusura dell’ospedale di Villanova, la chiusura di alcuni reparti nel nosocomio di Castelsangiovanni, il totale fallimento delle Case della Salute e soprattutto considerando come il potenziamento degli organici sanitari tanto sbandierato dalla Regione sia basato su contratti a termine, fornisce una cifra un po’ più specifica della situazione sanitaria regionale che nella nostra provincia ha fallito miseramente su tutta la linea».

Un fallimento, sottolinea ancora Tagliaferri, che ha creato così tante rimostranze da costringere la Regione ad accelerare sul nuovo ospedale di Piacenza. «Capisco la difficile situazione del Centrosinistra - conclude il consigliere piacentino - che con l'annunciata crisi del Governo Conte teme di perdere le poltrone di comando e quindi spinge ancora di più (impossibile ma vero) su proclami e toni trionfalistici, ma raccomando per l’ennesima volta sia al Presidente Bonaccini che all’Assessore Donini un po’ di misura e tanto rispetto. Rispetto per l’altissimo prezzo in termini di decessi, pagato dalla nostra provincia e rispetto per i cittadini di questa Regione che, invece di dotte dissertazioni con l’UE sul colore da dare ai nostri territori, esigono fatti concreti sia in termini sanitari che economici per avere un po’ di sollievo in questa interminabile lotta al virus».

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