Tagliaferri (Fd'I) interroga la Regione sulla carenza di medici nel prossimo futuro

Recentemente la Federazione medici di medicina generale (Fimmg) e il Sindacato dei medici dirigenti (Anaao) hanno denunciato il rischio di una drastica carenza di medici per il turnover dei prossimi 5 anni per effetto dei pensionamenti sia nel settore dei medici di famiglia

Recentemente la Federazione medici di medicina generale (Fimmg) e il Sindacato dei medici dirigenti (Anaao) hanno denunciato il rischio di una drastica carenza di medici per il turnover dei prossimi 5 anni per effetto dei pensionamenti sia nel settore dei medici di famiglia, sia in quello della specialistica nelle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale. In relazione alle proiezioni fatte si stimano -45mila medici di base nei prossimi 5 anni e -80mila nei prossimi 10, con un saldo negativo in relazione ai nuovi ingressi di -22mila a livello nazionale. Il rischio, sottolineato da Fiammg e Anaao, è che per i prossimi 5 anni 14 milioni di italiani restino senza il medico di famiglia.

Più complesso risulta fare previsioni sulla carenza di medici specialistici, perché per le nuove assunzioni occorre basarsi sui concorsi banditi dalle regioni, alcune delle quali con il blocco del turnover parziale o totale per il rispetto dei parametri si spesa, e l’attuale sistema delle scuole di specializzazione non ne garantirà quindi la copertura degli organici, con carenze soprattutto di pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi.

Tale situazione, inoltre, fa sì che gli attuali specialisti in servizio nelle strutture pubbliche siano oberati da carichi di lavoro esagerati, turni sempre più estenuanti e continue rinunce a riposi e ferie, oltre ai de-finanziamenti del settore pubblico che rendono gli ospedali sempre più insicuri per i medici e meno soddisfacenti per i pazienti, aumentando il rischio di errori in corsia e l’esasperazione degli utenti con i noti casi sempre più frequenti di aggressioni al personale ospedaliero. Così aumentano quindi anche le fughe di giovani specialisti verso il privato e all’estero, in cerca di soluzioni lavorative meno esasperate, con meno rischi e spesso molto meglio remunerate. Nel merito il consigliere di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri chiede come giudichi la Giunta la situazione dei medici specialistici in regione, presso le strutture pubbliche, e quanti fondi abbia previsto di investire, nel prossimo futuro, in percorsi di formazione di medici specialisti da concordare con i nostri atenei e in particolare su quali settori della specialistica.

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