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Tagliaferri (Fd'I) interroga la Regione sulla crisi delle coltivazioni di pomodori

«Il nostro Paese – commenta Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia - è il primo produttore europeo, e il terzo a livello mondiale, di pomodoro da industria, e oltre i 2/3 di tale quantitativo sono prodotti in Emilia-Romagna e Puglia, rappresentando quindi la prima specie ortofrutticola del territorio regionale, da sempre considerata simbolo del made in Italy nel mondo. In diverse province, ma nel piacentino in particolare, la produzione di pomodori con l’importante presenza di industrie di lavorazione, è una filiera fondamentale per l’economia del territorio.

In questi giorni Confagricoltura regionale ha lanciato l’allarme sul futuro della produzione di pomodoro, poiché l’agricoltore produttore, a fine campagna, ha perso mediamente il 10% in valore rispetto al prezzo pattuito tra organizzazioni di produttori e industria, una perdita che si traduce in 79,75 euro a tonnellata, con punte al ribasso sino 55€/t. Con tali parametri la produzione diviene insostenibile e molte aziende agricole non sarebbero più disposte ad investire in questa coltura. A generare questa situazione, contraria alle comuni leggi di mercato – secondo Confagricoltura – avrebbe inciso soprattutto la tabella qualità accettata dalle organizzazioni di produttori nell’accordo quadro con l’industria, che avrebbe consentito evidenti distorsioni nella determinazione del prezzo al ricevimento del prodotto in stabilimento; da qui, la necessità che i meccanismi di valutazione della qualità, in particolare sulla metodologia utilizzata per stabilire la qualità, siano determinati in modo semplice e oggettivo e, una volta definiti, non vengano più modificati. La Regione raccolga quindi l’appello di Confindustria, agevolando l’istituzione di un confronto sui tavoli delle Organizzazioni interprofessionali, e offrendo un contributo diretto con le competenze specifiche dei tecnici regionali, per stabilire metodi di analisi qualitativa a garanzia di tutta la filiera – in particolare agricoltori e industria – e ulteriori controlli nel rispetto dei nuovi parametri che verranno stabiliti».

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