Tagliaferri (Fd’I): «La Regione solleciti i finanziamenti ai centri antiviolenza e case rifugio»

«In questa fase di totale emergenza, le regole di distanza sociale che coinvolgono tutti nella battaglia contro il virus ci impongono di restare chiusi nelle nostre case. Ma che succede se una persona è costretta a convivere con un compagno o un marito che la maltratta o che le usa violenza? È la situazione che deve affrontare chi è costretto a casa col proprio aguzzino, trovandosi così doppiamente isolato, con violenze che spesso avvengono anche in presenza dei figli». Così Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «L’associazione piacentina Telefono Rosa denuncia il drammatico crollo delle chiamate, solo quattro o cinque dall’inizio dell’emergenza: questo dato è indice di un fenomeno spaventoso, e avviene probabilmente perché le vittime sono ancora meno libere, sorvegliate a vista negli spazi di casa, dove per loro è quasi impossibile sfuggire al controllo del vessatore. Telefono Rosa dichiara inoltre che in questo momento le case di accoglienza protette sono sature, e i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio non hanno i mezzi per dare un aiuto concreto». «Se c’è un nuovo ingresso, bisogna effettuarlo in totale sicurezza, quindi in quarantena preventiva e non in appartamenti condivisi. In alcuni casi, anche in passato, sono state attivate stanze d’albergo: viene comunque evidenziata la necessità di trovare spazi dove le donne, magari anche con figli, abbiano ciascuna la propria stanza.  La stampa locale di Piacenza riporta il caso di una donna con due bambini che dopo avere denunciato violenze subite da parte del compagno non avrebbe un luogo adeguato dove potere sentirsi al sicuro.  Situazioni come questa non devono verificarsi. Ci sono 30 milioni di euro destinati a Centri Antiviolenza e Case Rifugio previsti dal Governo per il 2019, e ulteriori risorse per il 2020 oltre a quelle straordinarie indicate di recente dalla Ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti: la Regione si attivi e solleciti chi di dovere affinchè questi finanziamenti vengano ripartiti velocemente, e nel frattempo faccia qualcosa per fermare questa situazione assurda, magari Coinvolgendo Forze dell’Ordine, associazioni ed i sindacati. È completamente assente anche un’adeguata campagna d’informazione sul fenomeno della violenza domestica sulle donne».

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