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Tagliaferri (Fdi) chiede chiarezza su riapertura scuole: «Sbagliato occuparle per il referendum di settembre»

Il consigliere chiede poi spiegazioni su linea guida per la riapertura, impiego dei test, quarantene e responsabilità dei presidi

«Prendere in considerazione la riapertura delle scuole dopo la tornata elettorale e referendaria dei prossimi 20 e 21 settembre, oltre che per motivi di sicurezza anche per evitare spese inutili come ad esempio una ‘doppia’ sanificazione delle aule”». A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, è Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia.

Il consigliere, nel rilevare che gli appelli dei genitori per rinunciare all’utilizzo delle aule durante il referendum (a pochi giorni dall’inizio dell’attività scolastica) sono caduti nel vuoto, spiega che «né il governo nazionale né gli enti locali si sono preoccupati più di tanto della risoluzione adottata ufficialmente dal Senato nella giornata del 28 luglio scorso (in occasione del voto sulla proposta di proroga dello stato di emergenza): provvedimento che impegnava formalmente l’esecutivo a individuare gli spazi più adatti ad accogliere la prossima tornata elettorale e referendaria (il prossimo 14 settembre la maggior parte delle scuole italiane riapriranno i battenti ma il giorno 18 dovranno già richiudere per consentire lo svolgimento delle elezioni, le attività didattiche riprenderanno non prima di mercoledì 23, in più dove si svolgeranno i ballottaggi ci sarà un’ulteriore sospensione a ottobre)».

«Nessuno si mette nei panni dei genitori – sottolinea quindi il politico piacentino – che prima leggono ‘i contagi aumenteranno, ma no a nuove chiusure’, poi un super esperto del ministero della Sanità afferma che ‘le prossime elezioni, e anche la riapertura delle scuole, possono essere a rischio se la circolazione del virus torna ad aumentare’, poi la ministra dell’Istruzione parla di ‘nessun rischio per l’apertura degli istituti’, sconfessata però dallo stesso Comitato tecnico scientifico (Cts) sulla necessità di utilizzare le mascherine in classe, e ancora il commissario straordinario per l’emergenza rassicura che ‘la ripartenza il 14 settembre è necessaria, non solo per il fine altissimo dell’istruzione, ma anche perché è il primo ritorno collettivo alla normalità’, tutto questo mentre Bonaccini, sull’argomento, continua a restare in silenzio».

Tagliaferri chiede poi all’esecutivo regionale, sempre sul tema scuola, di «chiarire definitivamente se i test rapidi saranno facoltativi oppure obbligatori e da chi verranno eseguiti». Richiede poi «se verranno tracciate delle linee guida in autonomia per venire incontro ai genitori che temono di essere nuovamente costretti a far da precettori ai figli». E ancora, il consigliere vuole sapere dalla giunta «come verranno gestite le possibilità di quarantene in caso di un positivo al Covid-19 e come agirà di fronte alla responsabilità penale dei presidi già alle prese con la regnante confusione».

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