Tagliaferri (Fd'I) interroga la Regione sugli orari di lavoro dei volontari delle ambulanze

Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede quali iniziative si intende assumere per far rispettare la legge a tutela dei lavoratori stessi, pur volontari che siano, e a garanzia dei pazienti per evitare possibili errori derivanti dallo stress lavorativo

Giancarlo Tagliaferri

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, interroga la Giunta per sapere se gli risulti che la normativa europea citata non venga di fatto applicata ai volontari professionisti che prestano servizio sulle ambulanze in regione e, nel caso, quali iniziative intenda assumere per far rispettare tale legge a tutela dei lavoratori stessi, pur volontari che siano, e a garanzia dei pazienti per evitare possibili errori derivanti dallo stress lavorativo.

«La Direttiva europea L.161/2014, in tema di orari di riposo del personale sanitario dipendente e non, che ha abrogato gli articoli 41, c.13 della Legge 133/2008 e 17, c.6-bis del d.lgs.66/2003, dovrebbe essere applicata su tutti i lavoratori, dipendenti o volontari che siano. La direttiva sull’orario di lavoro rappresenta una tappa fondamentale del modello sociale europeo, poiché assicura una protezione minima a tutti i lavoratori contro orari di lavoro eccessivi e contro il mancato rispetto di periodi minimi di riposo», si legge nel comunicato.

«Per il riposo giornaliero la misura considerata ‘minima’ dalla Direttiva sopra menzionata, è quella di 11 ore consecutive nell’arco di 24ore, partendo dall’inizio attività, mentre il tempo di lavoro massimo settimanale è individuato in 48 ore, comprendenti anche le quote di lavoro straordinario. Da segnalazioni diverse però, risulta che i volontari professionisti sulle ambulanze non rispettino tale normativa, ad esempio svolgendo turni notturni e recandosi anche il giorno dopo al lavoro o, viceversa, terminando il turno alle 18 e tornando a prestare servizio dalle 20 alle 8. Nei week and si segnalano casi di volontari che superano abbondantemente le 48 ore di servizio settimanale, saltando anche il turno di riposo. Appare evidente che la mancanza di rispetto della norma possa compromettere il benessere psico-fisico dell’operatore, aumentando lo stress personale e la possibilità di errori nel delicato compito sulle ambulanze».

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