Tagliaferri (FdI): «L'adesione volontaria dei cittadini all'app di tracciamento richiede risposte su privacy e sicurezza»

In una interrogazione il consigliere chiede alla Regione di esprimersi e chiarire ruolo e responsabilità della sanità regionale nella gestione dei dati

«Che ruolo avrà la Regione nella gestione dei dati dell’App per il tracciamento volontario dei cittadini nella fase di uscita dall'emergenza? E quali saranno le responsabilità affidate alle autorità sanitarie regionali nella messa a punto e nella gestione delle operazioni di tracciamento e dei dati dei cittadini risultati positivi?».
È quanto chiede Giancarlo Tagliaferri (FdI) in una interrogazione alla Giunta regionale. «Il Governo ha recentemente selezionato la proposta dell'azienda Bending Spoons, di Milano, per la realizzazione dell'app di tracciamento dei positivi al coronavirus «Immuni». Questa scelta, e i suoi contenuti tecnici, pongono una serie di interrogativi sia sulla sicurezza che sull'opportunità. – sostiene Tagliaferri - In particolare a meritare un approfondimento e risposte certe da dare ai cittadini è l’aspetto della sicurezza dei dati sensibili e personali. Non è ancora chiaro - continua il consigliere di Fratelli d’Italia – se i dati verranno conservati su server o se invece rimarranno sul telefonino, chi sarà l’autorità che potrà vedere questi dati e gestirli. Trattandosi di dati che riguardano la salute e la vita privata è doveroso chiarire come si pensa di coinvolgere in tutto questo la sanità regionale. Se, come è stato dai più sottolineato, l’app potrà avere riscontro nel caso in cui vi aderisca il 60% della popolazione le risposte a queste domande dovranno essere molto convincenti».
Nella sua un’interrogazione Tagliaferri chiede pertanto alla Giunta anche: quali siano gli intendimenti in merito alla libera messa a disposizione del codice dell'app Immuni e delle chiavi di verifica. Il consigliere vuole anche sapere se esistano ragioni che portano la Regione a valersi di un’applicazione ancora da sviluppare in luogo di quelle open source già disponibili e che non presentano, ad esempio, il difetto di interoperabilità, cioè il problema che si crea quando a comunicare sono due cellulari di sistemi diversi.

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