Tagliaferri: «Linee guida sicure in Valnure e Valtrebbia, la Regione collabori con i comuni»

Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede la Giunta che si attivi per promuovere una seria collaborazione tra i comuni delle vallate al fine di creare progetti di incoming con una cabina di regia unica, che si affidi anche a professionisti del settore della promozione territoriale che sappiano creare progetti efficaci allo scopo

«Come era prevedibile, dopo il periodo difficilissimo dettato dal Covid, con l’inizio dell’estate le località della Val Nure e della Val Trebbia sono state prese d’assalto da innumerevoli turisti che hanno approfittato delle belle giornate per trascorrere qualche ora di libertà lungo le sponde dei torrenti piacentini», si legge nel comunicato del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia).

«Le immagini e le notizie dei fine settimana scorsi riportate sui principali organi di informazione della provincia di Piacenza, mostrano una situazione fuori controllo che, se non gestita in tempi rapidi conciliandola con le esigenze di rilancio turistico dei territori piacentini, potrebbe aprire la strada a rischi di ritorno del contagio che di certo non possiamo permetterci. Tuttavia occorre segnalare che, a differenza di quanto dichiarato dalla collega Tarasconi agli organi di stampa locali, la situazione era ben prevedibile già prima della stagione estiva, se non altro perché si tratta di un problema che si ripropone costantemente tutti gli anni e che oggi è stato notevolmente amplificato dal desiderio di libertà di molti concittadini dopo il lockdown imposto nei mesi scorsi. Voglio evidenziare che già prima dell’inizio dell’estate un’indagine di Confturismo e Confcommercio aveva rilevato come la maggioranza degli italiani non avrebbe avuto intenzione di trascorrere vacanze troppo lontano da casa. In particolare il 57% degli intervistati ha dichiarato che, anche dopo la fine dell’emergenza, non si sarebbe mosso per fare una vacanza e il 32% ha affermato che avrebbe fatto vacanze di 2 o 3 giorni senza allontanarsi troppo», continua.

«Alla luce di ciò occorre segnalare come la Regione in questi anni abbia fatto ben poco per sostenere le amministrazioni locali in interventi mirati alla gestione del turismo legato alla fruibilità dei fiumi Nure e Trebbia. Anche oggi, a parte alcune dichiarazioni sulla stampa fini a sé stesse, non ci sono proposte concrete della maggioranza per venire incontro alle amministrazioni locali a cui è addossato il problema della gestione del flusso turistico. Gli amministratori locali di Fratelli d’Italia hanno più volte avanzato proposte sul tema alle amministrazioni affinché si facessero da tramite con l’Istituzione regionale. V’è innanzitutto un problema legato alla balneabilità delle acque del Nure e del Trebbia, in alcuni tratti di questi fiumi, infatti, la balneazione non è consentita a causa del livello di inquinanti di origine antropica pericolosi per la salute. Credo per questo che sia opportuno intervenire per verificare se gli attuali impianti di depurazione siano dimensionati correttamente ed eventualmente integrarli con tecnologie ed accorgimenti che permettano il raggiungimento di livelli sostenibili di inquinanti contenuti negli sversamenti».

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«Penso sia arrivato il momento di prendere in considerazione la necessità di un aumento del personale per il controllo del rispetto delle normative vigenti al fine di consentire esclusivamente una fruizione ecosostenibile e sicura della valle e perseguire i trasgressori. Per fare questo occorre incrementare il numero di agenti di controllo dotati di tecnologie all’avanguardia. Infine credo sia necessario che la Giunta si attivi per promuovere una seria collaborazione tra i comuni delle vallate al fine di creare progetti di incoming con una cabina di regia unica, che si affidi anche a professionisti del settore della promozione territoriale che sappiano creare progetti efficaci allo scopo. Questo perché, purtroppo e troppo spesso, le scarse risorse e le capacità limitate a disposizione dei singoli Comuni hanno prodotto risultati mediocri. Per questo servono anche più risorse economiche per il turismo messe a disposizione da parte della Regione Emilia Romagna, in particolare a sostegno di progetti strutturali che portino un vero valore aggiunto al territorio e che promuovano la partecipazione delle diverse realtà economiche territoriali ai fini di un rilancio, anche occupazionale, delle vallate».

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