Tagliaferri (FdI): «Sostenere badanti, colf, tirocinanti, stagisti e lavoratori intermittenti»

Si stima, rimarca il consigliere, «che circa 200 mila emiliano-romagnoli, esclusi dal ‘Cura Italia’, siano rimasti senza stipendio né sostegno economico a fronte dell’emergenza»

Tagliaferri

«Estendere gli ammortizzatori sociali, con l’attivazione di nuovi fondi straordinari, anche alle figure professionali che non rientrano nel ‘Cura Italia’, in particolare per le colf, le badanti e le collaboratrici domestiche». A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, è Giancarlo Tagliaferri (Fdi).

Si stima, rimarca il consigliere, «che circa 200 mila emiliano-romagnoli, esclusi dal ‘Cura Italia’, siano rimasti senza stipendio e sostegno economico a fronte dell’emergenza». In particolare per le badanti, rileva il consigliere, «è stata data la possibilità di poter svolgere la propria attività solo in presenza di esigenze comprovate e indifferibili della persona seguita». Quindi, prosegue, “per tutte quelle collaboratrici familiari che hanno sospeso il servizio bisogna attivare misure straordinarie di sostegno al reddito: si stima infatti siano circa 67 mila le persone interessate dalle restrizioni, comprese badanti e colf, di cui il 92% donne». Nella stessa situazione, sottolinea l'esponente di Fdi, «si trovano anche tirocinanti e stagisti, oltre a lavoratori intermittenti e lavoratori a tempo determinato senza rinnovo».

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Tagliaferri, quindi, chiede anche per queste figure professionali «uno stanziamento straordinario una tantum per far fronte alla mancanza di reddito”. Prima dell’emergenza, spiega, «il numero di stage extracurriculari attivi nella nostra regione superava i 15 mila (di cui 1.258 di inclusione sociale e più di 14 mila di inserimento e reinserimento lavorativo), che in buona parte sono stati sospesi, inoltre risultano a casa anche 28 mila tirocinanti». Lo stesso discorso, conclude, «va fatto anche per i lavoratori intermittenti del settore culturale (musicisti, ballerini e attori) e quelli legati alla produttività del fine settimana (commessi, personale di cucina, camerieri, baristi e inservienti attivi negli alberghi), tutti esclusi dal ‘Cura Italia’».

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