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Tagliaferri (Fdi): «Spiegare immediatamente l'allarme sanitario lanciato da Ausl nell'Alta Valtrebbia»

Il consigliere piacentino chiede spiegazioni per il clima di allarme creato dalla Ausl di Piacenza in un comunicato stampa

«Fare luce sull’operato dell’Ausl (di Piacenza), sui modi in cui vengono diramati i comunicati, in particolare dopo che è stata ampiamente criticata la scelta di coinvolgere nella sorveglianza telefonica anche studenti del secondo anno in discipline biomediche».

Puntuale e circostanziata la sollecitazione che Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia) rivolge alla Giunta regionale. La richiesta di spiegazioni avanzata dall'esponente di Fratelli d'Italia trae origine da un comunicato dell'Ausl piacentina che lanciava un allarme contagio abbastanza esplicito nella zona dell'Alta Valtrebbia. Sul territorio già da diverso tempo insisteva una troupe cinematografica che doveva girare un lungometraggio nella zona di Bobbio. «Dei cinque componenti della troupe -informa Tagliaferri - uno è tornato a casa in Veneto e gli altri quattro sono isolati. Ciò che ha allarmato gli abitanti della zona sono poi state le modalità con cui si sono svolte le indagini epidemiologiche. E' un corretto modo di operare -si chiede Tagliaferri- chiamare telefonicamente un'attività commerciale per chiedere se sono sicuri di non avere il virus?».

Nonostante il diffuso clima di allarme sociale creatosi, l'esponente di Fratelli d'Italia si chiede se sia «congruo invitare solo i clienti di una trattoria e di un bar della zona a sottoporsi al tampone quando la troupe aveva visitato nei giorni precedenti innumerevoli luoghi della zona».

«I cittadini di queste zone, e non solo - prosegue Tagliaferri - vorrebbero più chiarezza e informazioni su come vengano "buttati fuori" questi comunicati, il danno economico e turistico c'è stato».

Dalla situazione creatasi la richiesta di informazioni di Tagliaferri, il quale esorta anche la Giunta a «farsi promotrice di una forma di sostegno alle attività commerciali dell’Alta Valtrebbia danneggiate dai comunicati di allerta senza senso diramati dall'Ausl».

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