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Tagliaferri interroga la Giunta sulle prenotazioni Cup con le farmacie in "tilt"

Il comunicato del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri

«Il Centro unico di prenotazione (Cup) è un servizio amministrativo offerto da diverse strutture facenti capo a pubbliche amministrazioni (Agenzia delle entrate, Ausl) o da organizzazioni private (società di servizi), con la funzione di gestire le prenotazioni necessarie per l'erogazione di vari servizi (come le visite mediche). In ambito sanitario, presente nella Asl e nei relativi distretti sanitari di competenza, dotato di uno sportello centrale aperto al pubblico e di numerosi sportelli periferici negli uffici dell'ASL e nelle farmacie (Farmacup), consente la prenotazione di analisi, esami, e visite mediche specialistiche, velocizzando l'accesso alle prestazioni sanitarie offerte dalle strutture pubbliche e private accreditate dell'area di una ASL. Grazie a questo servizio che alleggerisce i Cup, notoriamente sovraccarichi, sfruttando come sportello la farmacia sotto casa, ogni giorno - secondo dati Federfarma - vi si recano circa 4milioni di italiani. Secondo il rapporto annuale di ‘Cittadinanzattiva’ il servizio CUP è presente in circa il 63% delle circa 19.500 farmacie italiane, con una maggiore presenza in Veneto, Emilia-Romagna e Toscana», si legge nel comunicato del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia).

«Con l’emergenza sanitaria legata alla pandemia causata dal virus SARS-CoV-2, la gran parte delle visite già in programma, anche specialistiche, sono state sospese e rinviate a nuova programmazione. Ciò è stato motivato per i rischi contagio e per l’impiego di alcuni reparti che sono stati destinati a reparti Covid-19 di emergenza. Con la cosiddetta Fase2 per la drastica diminuzione dei contagi e dei decessi, si è deciso lo smantellamento di alcuni dei reparti Covid-19 aperti in emergenza. Malgrado ciò il sistema di prenotazione Cup nelle farmacie in alcune provincie ancora non riesce ad effettuare prenotazioni per i cittadini nemmeno per le visite urgenti, ossia quelle che secondo ricetta di prescrizione medica dovrebbero essere effettuate entro una decina di giorni».

«Tale situazione, al di là degli aspetti medici di urgenza per i pazienti, evidentemente, genera notevoli lamentele da parte dei cittadini verso i farmacisti, in forte imbarazzo per non trovare prenotazioni disponibili». Il consigliere di Giorgia Meloni interroga la Giunta regionale per sapere «quando si ritenga il sistema di prenotazioni, almeno delle visite urgenti, possa riprendere a pieno la propria funzionalità. Come i farmacisti debbano giustificare ai cittadini l’impossibilità di effettuare prenotazioni persino per le visite urgenti e se tale situazione sia da considerare adeguata all’immagine di una sanità - quella emiliano-romagnola – da sempre presentata ‘fiore all’occhiello’ a livello nazionale».

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