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Tagliaferri: «La Regione si esprima su nuove linee guida pillola abortiva»

Il consigliere chiede chiarezza sulle decisioni del governo di permettere la distribuzione del farmaco nei consultori e se ciò sia compatibili con la legge 194

«Chiarire se le nuove linee guida ministeriali che permettono l’uso della pillola abortiva anche nei consultori, e non solo in ospedale, sono compatibili con legge 194». A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come «sussistono elementi di preoccupazione in ordine ai profili di sicurezza e ai rischi per la salute delle donne, insiti nelle nuove procedure di accesso e somministrazione dei farmaci mifepristone e prostaglandine».

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale «se ritenga di poter conciliare la legge n. 194 del 1978 con le indicazioni contenute nelle nuove linee guida, che prevedono esplicitamente che l’aborto, nelle sue fasi più delicate, possa avvenire fuori dalle strutture sanitarie pubbliche citate espressamente dall’art. 8 della legge n. 194 e in carenza di condizioni strutturali tali da garantire un’adeguata tutela per la salute delle donne e se, in ragione dei dubbi relativi alla compatibilità tra le nuove linee di indirizzo ministeriali con la normativa vigente, nonché e prioritariamente, dei profili di rischio per la salute delle donne connesse alla riconosciuta e accertata imprevedibilità delle tempistiche di efficacia dei trattamenti farmacologici oggetto delle medesime linee di indirizzo, non valuti l’opportunità di procedere al ritiro delle stesse linee guida».

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