Tagliaferri: «La sinistra non pensa ai diritti dei bambini, ma asseconda i desideri di una minoranza»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia interviene sulla vicenda delle due mamme piacentine

Anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri interviene sulla vicenda di Sara e Irene, le due mamme piacentine che hanno polemizzato con il Comune di Piacenza che non ha consentito loro di registrare entrambe come mamme di una neonata. «Ma è davvero l’interesse prevalente del bambino – precisa Tagliaferri in una nota - quello di riconoscergli come genitori due persone dello stesso sesso? La giurisprudenza in certi casi ha detto sì perché evidentemente la legge concede spiragli. Legittimando di fatto un revanscismo ideologico e i desideri, e non certo i diritti, di adulti dello stesso sesso che hanno scelto autonomamente di impegnarsi in un’unione. Una scelta personale e libera che non deve diventare, tuttavia, un problema per la società, men che meno per il futuro di un bambino. Noi crediamo che i bambini abbiano diritto ad avere una mamma e un papà, di sesso diverso, come la natura, nel suo infinito equilibrio, prevede e come, di conseguenza, è scritto nella nostra Costituzione. Non è qui in discussione il lato affettivo, che non distingue etero e omosessuali. Ma la crescita e lo sviluppo equilibrato del minore. Perché è paradossale che tutti i riflettori siano puntati sugli adulti, sulle genitrici, in questo caso di Piacenza, sui loro desideri egoistici, sui loro supposti diritti. E mai ci si preoccupi dei diritti dei bambini. Mai che si approfondiscano noti e obiettivi studi scientifici che elencano le ricadute negative di varia natura che subiscono i bambini cresciuti da coppie omosessuali. Si legittimano, al contrario, ricerche abborracciate finalizzate a comprovare le ragioni ideologiche di movimenti e partiti che hanno fatto di questi pseudo diritti una religione fondamentalista. Per non parlare delle motivazioni interessate di chi lucra sul ‘mercato’ omosessuale, sulle fecondazioni artificiali o sugli uteri in affitto. Ma non bisogna essere scienziati per capire che per una sana formazione della persona servono figure di riferimento genitoriali diverse, una maschile e una femminile. Poi, è ovvio, nella vita si presentano situazioni impreviste, di genitori indegni o di obbligate situazioni di monogenitorialità. Che tuttavia sono l’eccezione e non la regola. Di fatto, è evidente come nella delicata psiche di un bambino ogni evento traumatico, ogni situazione estranea alla normalità, possano causare ricadute che, se non nell’immediato, potrebbero concretizzarsi nel suo futuro segnandolo indelebilmente. Per questo consideriamo assurda e strumentale la presa di posizione della sinistra anche nel caso piacentino. La loro non è una battaglia di civiltà, ma esattamente il contrario».

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