Tagliaferri: «Serve cronoprogramma per la somministrazione dei vaccini»

Il consigliere sottolinea come le 9.750 dosi arrivare in Italia a Natale siano insufficienti per una copertura vaccinale della popolazione

«Stilare un preciso cronoprogramma dei vaccini chiarendo la calendarizzazione di chi, dove e quando verrà vaccinato». A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come «le 9.750 dosi di vaccino anti Covid arrivate in Italia il giorno di Natale servivano per lo show: scortate dal Brennero alla Capitale da pattuglie di carabinieri e polizia, consegnate in pompa magna allo Spallanzani di Roma e dopo di che usate per vaccinare in diretta tv un po’ di medici e infermieri, fra i quali i soliti esperti, le fiale sono già esaurite e, come previsto, le sei scatole di vaccino Pfizer hanno consentito una distribuzione con il contagocce a scopo propagandistico. Mentre in altri Paesi si sono già accaparrati decine, quando non centinaia di migliaia di fiale e dispongono di piani per vaccinare la popolazione, da noi il grosso della fornitura, "in dosi non simboliche", avrebbe dovuto arrivare ieri, ma per motivi sconosciuti la consegna forse avverrà oggi, con un ritardo di 24 ore».

«Ma - sottolinea Tagliaferri - se anche avessimo a disposizione milioni di dosi, come tra poco avrà Berlino e prima ancora hanno avuto Londra e Washington, noi non sapremmo che cosa fare. Già, perché al di là del numero di vaccini finora arrivati nel nostro Paese, a fare la differenza è il fatto che al momento non disponiamo di un piano per inoculare le dosi, ma siamo ancora alle buone intenzioni: per una vaccinazione di massa non è sufficiente la volontà, servono persone che garantiscano il servizio e noi solo ieri abbiamo chiuso il bando per selezionare le cinque agenzie interinali che, al modico prezzo di 25 milioni di euro, a loro volta dovranno selezionare 3.000 medici e 12mila infermieri, che in pochi mesi siano disposti a fare milioni di iniezioni».

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta «se intenda fornire al più presto risposte precise a tutti gli emiliano-romagnoli che si aspettano che i problemi sopra esposti vengano risolti con urgenza e se intenda, attraverso un confronto Stato-Regioni, attivarsi, come avviene in altri Paesi, per delineare una strategia finalizzata a calendarizzare le vaccinazioni sui diversi livelli d’urgenza».

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