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Tarasconi (Pd): «Riaprire i centri diurni, la situazione è insostenibile»

La consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi, venti giorni dopo l’uscita dell’ordinanza con cui il presidente Stefano Bonaccini consentiva la riapertura dei centri diurni, torna su un tema che riguarda centinaia di famiglie della città capoluogo e della provincia

«La situazione degli anziani non autosufficienti a Piacenza è insostenibile». Non usa mezzi termini la consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi che ora, venti giorni dopo l’uscita dell’ordinanza con cui il presidente Stefano Bonaccini consentiva la riapertura dei centri diurni, torna su un tema che riguarda centinaia di famiglie della città capoluogo e della provincia. Un tema delicato che ha già fatto registrare l’accorato appello di numerosi piacentini costretti a fare i salti mortali per gestire i propri parenti anziani, a casa ormai da cinque mesi ovvero da quando il Comune di Piacenza, primo in Regione, ha disposto la chiusura delle strutture per l’emergenza covid appena prima che esplodesse in tutta la sua tragicità. Era febbraio. «All’epoca è stata una scelta sacrosanta che senz’altro ha contribuito a salvare vite - sottolinea Tarasconi - ma ora davvero non si può più aspettare: ci sono famiglie che non sanno come organizzarsi, ci sono anziani non autosufficienti che, in assenza delle loro attività nei centri, ne stanno risentendo anche in termini di salute. Siamo al 7 luglio, l’ordinanza regionale è del 17 giugno; posso comprendere le difficoltà del momento, ma vanno accelerati i tempi». E per farlo è necessario che gli enti pubblici Comune e Ausl lavorino in coprogettazione con i gestori privati e ne valutino le proposte in base alle nuove regole sul distanziamento sociale. «Le proposte ci sono - spiega la consigliera Tarasconi -, i progetti sono pronti. Certo, i costi per le pubbliche amministrazioni sono più elevati ma non potrebbe essere diversamente considerate le nuove disposizioni per prevenire i contagi. In ogni caso, se si aspetta ancora a lungo, i costi sociali rischiano di essere ben più alti. Basti pensare a quelli che oggi devono sostenere tutti coloro che hanno un anziano parente di cui occuparsi giorno e notte, e che sono tornati al lavoro dopo il lockdown, magari senza ferie perché già consumate in quel periodo. Non c’è alternativa, è una strada che va percorsa». Come in effetti è accaduto a Roveleto di Cadeo, dove nelle scorse ore ha riaperto i battenti il centro di via Toscana. «Anche a Piacenza i centri diurni devono riaprire al più presto - conclude Tarasconi - Ormai è passato troppo tempo da quando è possibile riaprirli grazie all'ordinanza regionale». 

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