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Katia Tarasconi e Gianluigi Molinari

Katia Tarasconi e Gianluigi Molinari

Tarasconi: «Se la prefettura va a Parma, la questura deve rimanere a Piacenza»

I temi al centro dell'impegno dei due consiglieri regionali del Partito Democratico: Area Vasta, sanità, sicurezza, unioni e fusioni dei comuni e montagna. Molinari: «Dobbiamo accelerare nei prossimi mesi sulle fusioni dei comuni e non perdere tempo a parlare di Piacenza in Lombardia»

«Facciamo il punto della situazione per inquadrare il nostro ruolo e le sfide che ci aspettano nei prossimi mesi». Così i due rappresentanti del Pd in Regione, Gianluigi Molinari e Katia Tarasconi, rilanciano la loro attività in Assemblea legislativa a Bologna. Ne parlano nella sede del partito in via Martiri della Resistenza: in futuro riceveranno in questi locali, in un momento della settimana che verrà comunicato, le istanze del territorio che rappresentano. "Ci sono alcune sfide avviate – spiega Molinari – che dovranno tenere sull’attenti il Piacentino. Ci sono opportunità per il sistema Piacenza: tutte le forze politiche e imprenditoriali cittadine devono sfruttare un periodo di grande cambiamento come questo".  Tarasconi siede da quest’estate sullo scranno da consigliere lasciato libero da Paola Gazzolo, sua sfidante in campagna elettorale. «C’era un po’ più di tensione al momento delle Elezioni – ha commentato al riguardo l’ex assessore al commercio di Piacenza - poi ci si parla e si comprende. Dobbiamo smetterla di litigare per andare avanti insieme. Ho ringraziato Gazzolo per l’opportunità».  «Dando le dimissioni da consigliere – ha aggiunto Molinari – Gazzolo ha dato una dimostrazione di grande attaccamento al partito. Eravamo l’unica provincia senza due rappresentanti Pd e ora siamo una squadra più forte».

«Stiamo programmando – Molinari passa in rassegna alcuni dei temi di cui si sta occupando a Bologna da sei mesi - un incontro con l’assessore regionale Emma Pettitti. Il prossimo 25 settembre verrà a Piacenza a discutere di riforme della Provincia e riordino istituzionale. Impegnarsi sulle fusioni dei comuni è infatti un impegno dei prossimi 4 anni. L’opportunità sfruttate da alcuni territori come Parma, Reggio e Samoggia nel campo delle fusioni sono determinanti. Mettere insieme funzioni e persone è difficile, ma deve essere necessariamente un obiettivo. Da ottobre si deve accelerare questo confronto sui percorsi di fusione.  Le fusioni e i cambiamenti devono essere colti dai cittadini non come un annullamento di esperienze ma come una diversa riorganizzazione dei comuni. Non è una cosa che si costruisce in un mese, ma ci sono risorse finanziarie e supporto tecnico per raggiungere questo traguardo. Speriamo di trovare la collaborazione di altri colleghi consiglieri, insieme bisogna fare un processo di crescita del territorio».

Molinari si batterà per cogliere le opportunità dei fondi. «Ci sono risorse Europe e opportunità come il piano di sviluppo rurale e il Por Fesr per sviluppare il settore pubblico e le aziende. Bisogna arrivarci con progetti validi, progetti non comunali, ma delle Unione dei Comuni: ormai la singola realtà è insufficiente. C’impegneremo dai prossimi giorni per la nostra montagna per cercare di stimolare un approccio diverso su questo tema: la montagna piacentina ha molti indici negativi, il nostro impegno sarà doppio su questo argomento. Due ragazzi che scelgono di vivere in montagna sono una ricchezza per il territorio.  Il nostro non è un lavoro di dichiarazioni alla stampa giornaliere per marcare il territorio: stiamo facendo da contatto tra territorio e Regione». Molinari  segnala al riguardo l’importanza dei Fondi provenienti dal “Gal del Ducato” (gruppo azione locale) per la montagna: un bando regionale a cui Piacenza parteciperà. «Speriamo che siano risorse superiori ai 10 milioni di euro. Però – continua Molinari - dobbiamo fare sistema perché le altre realtà arrivano con progetti condivisi da tutto il territorio all’unanimità. Non possiamo perdere tempo a parlare del Referendum per passare in Lombardia. Capisco che questa proposta sia arrivata da un partito in agonia come Forza Italia, ma non possiamo discutere di una cosa già proposta e bocciata proprio da Forza Italia nel passato. Bisogna essere seri, non fare chiacchere da bar». «C’è chi fa polemica tutti i giorni come la Lega Nord – aggiungono all’unisono i due Pd - che segue una linea nazionale ben precisa, ma c’è chi anche come Foti non chiude a tutte le proposte e s’impegna insieme a noi».

«E’ la prima volta – prosegue Katia Tarasconi - che ci sono due consiglieri piacentini del Pd e un assessore. Non siamo più la Cenerentola dell’Emilia, Bonaccini e il segretario regionale Calvano li sento vicini e non vogliono che il nostro territorio senta più questa mancanza. I temi dei prossimi mesi saranno tanti: sicuramente Piacenza non si sente lombarda, siamo emiliani e stiamo cercando di far riconoscere di più il nostro ruolo a Bologna. Si sta discutendo di area vasta in Regione: Piacenza-Parma è ormai una cosa sicura, non sappiamo ancora se Reggio Emilia sarà inclusa nella nostra area. È ovvio che alcune cose andranno a Parma, ma pensiamo che qualcosa rimarrà Piacenza. Si potrebbe pensare di dire che a Parma andrà il prefetto e a Piacenza il questore. Non si può pensare di dare tutto a loro, altrimenti sarebbe una vera e propria Unione dei Comuni tra Piacenza e Parma, e questo non lo vogliamo.

«Come consiglieri - prosegue - ci faremo carico di interloquire con gli enti: loro hanno più popolazione, un territorio più vasto, è giusto che abbiano più istituzioni, però non ci possiamo svuotare di tutto. Bisogna confrontarsi su questo. Se spostiamo il centro del potere là su un tema come la sicurezza, perdiamo di conseguenza anche risorse. Al di là di questo, Area Vasta, unione dei comuni e montagna sono i temi caldi di cui ci occuperemo io e Molinari questo inverno».

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