Tarasconi striglia il Pd nazionale: «Il partito ha perso il contatto con la realtà»

L’intervento della piacentina, consigliere regionale del Pd, dal palco dell’assemblea nazionale: «Non vedo alcuna iniziativa vera sui territori che ci riporti a parlarci e discutere, basta con le correnti»

Katia Tarasconi

Ha parlato anche la piacentina Katia Tarasconi, consigliere regionale e in passato assessore nel capoluogo, all’assemblea nazionale del Partito Democratico del 7 luglio a Roma. Tarasconi, delegata nazionale, dal palco ha provato a dare la scossa ai big nazionali del partito, da tempo impanatati in una discussione senza fine sul futuro del Pd e la sua leadership, dopo la brutta batosta delle Elezioni Politiche del 4 marzo scorso. Le sue parole stanno rimbalzando sulla rete, ricordando un poco lo storico intervento di una sconosciuta (all'epoca) Debora Serracchiani nel 2009 in Friuli davanti all'allora segretario dem Dario Franceschini. «Steve Jobs – è l’intervento integrale di Tarasconi, che in apertura ha anche bacchettato i colleghi poco propensi ad ascoltarsi a vicenda - disse: “Stay Hungry, stay Foolish! Siate affamati, Siate folli”. Ecco, io penso che voi siate affamati e che voi siate davvero folli! Ma non nel senso cui tendeva Jobs, ma nella peggiore delle accezioni. Folli nel senso di scriteriati! Faccio parte di questa assemblea da ormai tanti anni, l’ho sempre ritenuto un onore, oggi l’ho vissuto come un dovere. Il dovere di venire a garantire un precario numero legale. Ho ricevuto una mail, 4 sms e svariate telefonate per sapere se oggi sarei stata presente. Non una telefonata, incontro o riunione per parlare di cosa saremmo venuti a fare. La scorsa assemblea ci avete convocato e verso mezzogiorno ci avete annunciato che all’unanimità avevate deciso di posticipare il voto. Oggi ci avete convocato per votare qualcosa che non abbiamo discusso. Io mi domando, ma io cosa ci vengo a fare qui? E se io mi domando questo, pensate a come può sentirsi un nostro iscritto o un nostro elettore davanti a questa situazione.

Se oggi non vi avessi detto che siete dei folli, sarei stata complice della vostra follia. So perfettamente che le mie parole saranno parole al vento, ma quantomeno avrò dato voce a tutti quelli che oggi a causa vostra sono smarriti, disorientati e non si riconoscono più in questo PD. E guardate, non è questione di corrente, anche con questa cosa, ci avete sfinito.

Avete presente quando si entra in una stanza e c’è puzza? Cattivo odore? Se ci state a lungo, dopo un po’ non lo sentite più. Ecco, voi siete stati nella stanza per troppo tempo. L’assuefazione vi ha fatto perdere il contatto con la realtà e ci state trascinando a fondo. Ho iniziato a fare politica per passione, non ho mai avuto una tessera Ds o Margherita, sono nata con il Pd ed ero orgogliosa della comunità di cui facevo parte. Dov’è finita quella comunità?

Andate avanti così se volete distruggere definitivamente il sogno di tutti quelli che nel Pd ci credevano. Resto comunque dell’idea che non sia troppo tardi, possiamo ancora trovare la strada, insieme, se solo lo vorrete. Di certo, non con le modalità che state mettendo in atto. L’unica proposta seria è avviare subito il congresso, farlo entro l’autunno per arrivare pronti alle prossime sfide elettorali. Ho pensato molto a quanto forte e negativo questo mio intervento potesse essere (anche per me stessa) ma sapete cosa vi dico? Peggio di così non può andare!

Dico tutto questo con la morte nel cuore, sono orgogliosa di essere del Partito Democratico, è anche il mio partito. Però non vedo alcuna iniziativa vera sui territori che ci riporti a parlarci e discutere, che coinvolga le persone e faccia percepire loro che noi siamo qui perché rappresentiamo le loro istanze, i loro bisogni, le loro emozioni e soprattutto i loro sogni. Ai vertici del partito dico: vi prego, ricominciamo a sognare, ma subito, non tra un anno. W il Pd!».

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