Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Tassa di soggiorno a Piacenza: capitolo chiuso

La Legge di Stabilità vieta al Comune di Piacenza di introdurla dal 1 gennaio 2016. Va così in fumo la possibilità di mettere le mani su 220mila euro

«Non possiamo più istituirla e attivarla, ce ne dobbiamo fare una ragione». Durante l’incontro in Provincia con il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, l’assessore al bilancio del comune di Piacenza Luigi Gazzola è sconfortato dall’ufficialità dell’impossibilità, per l’ente, di attivare da domani - 1 gennaio 2016 - la tassa di soggiorno. Chi soggiornerà in città nelle strutture alberghiere, non dovrà versare alcuna tassa – o come la chiamava la minoranza in consiglio comunale, nessuna «gabella» -. Dopo un anno di discussioni e tavoli di confronto con gli albergatori, e le polemiche in commissione e consiglio comunale, l’Amministrazione si vede così bocciare uno degli atti più delicati: il Comune contava di avere in dote 220mila euro all’anno da investire nel campo culturale e turistico. La Legge di Stabilità obbliga il divieto di aumento della tassa di soggiorno nelle città che già la impongono, mentre vieta ai comuni che non l’hanno ancora istituita, a introdurla. Una beffa. Durante l'incontro con il sottosegretario De Micheli, Gazzola ha chiesto garanzie sul ristoro totale della Tasi ai comuni. Secondo l'assessore e numerosi sindaci del territorio, i Comuni si troveranno - senza Imu e Tasi - notevolmente in difficoltà a chiudere i bilanci in pareggio nel 2016. "La Tasi verrà rimborsata al 100% ai comuni - ha promesso De Micheli in qualità di rappresentante del Governo - che nel 2015 l'hanno fissata per tempo prima dell'inizio dell'estate".

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