Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

Tassa di soggiorno «Manovra depressiva». Gazzola: «Chi paga ne beneficerà»

Passa in commissione (1 e 4) il regolamento sulla tassa di soggiorno: numerose le esenzioni previste. Colosimo e Garetti (Piacenza Viva e Lista Sveglia) votano a favore, Stefano Perrucci (Pd) si astiene

La tassa di soggiorno procede spedita verso la sua entrata in vigore: è stato infatti approvato in commissione 1 e commissione 4 – riunite in una seduta congiunta - il regolamento che verrà poi messo ai voti in consiglio comunale. «Con ogni probabilità – ha spiegato in aula l’assessore al bilancio Luigi Gazzola – la tassa entrerà in vigore il 1 gennaio 2016. Il tetto massimo previsto per legge è di 5 euro per notte. È una tassa di scopo che serve a sviluppare e potenziare gli investimenti sul turismo. Le aliquote dell’imposta verranno decise dalla giunta, una volta approvato il regolamento in consiglio. Cultura e turismo sono sempre i temi più sofferenti, lì solitamente si va a toccare quando si parla di tagli. Abbiamo sentito le associazioni di categoria a inizio 2015, quando pensavamo di introdurre l’imposta già con il bilancio di quest’anno. Poi si è pensato di posticiparla».

Esclusi dalla tassa saranno i minori sotto i 14 anni, coloro che assistono degenti in strutture cittadini, i genitori di portatori di handicap ricoverati, persone che visitano coloro che  soggiornano in strutture riabilitative, volontari che prestano soccorso alla popolazione, i giovani-studenti fino al 25 anno di età compreso, gli autisti degli autobus che accompagnano le comitive, i dipendenti dei gestori delle strutture, i dipendenti delle forze dell’ordine e degli enti dello Stato, e gli ospiti di iniziative del Comune». Ci sarà un’apposita modulistica: l’imposta viene versata direttamente al gestore che rilascia una ricevuta. Chi si rifiuta di versare la quota, vedrà arrivarsi a casa una sanzione. Il gestore è tenuto a rendicontare l’incasso di queste quote: sono previste anche sanzioni a carico dei titolari degli alberghi.

«Ecco finalmente una tassa – ha esordito Marco Colosimo (Piacenza Viva) - non a carico dei piacentini, sono quantomeno contento che verrà investita questa cifra in capitolo di spesa che spesso passano in secondo piano. Gli uffici hanno già calcolato quante risorse potremmo incamerare? Mi pare comunque una tassa “per” i piacentini». «Ben venga questa tassa – ha dichiarato Maria Lucia Girometta (Forza Italia) - in tutte le città dove sono andata c’è questa tassa per fare investimenti. Non è una tassa esorbitante per chi si può permettere di dormire in un albergo». «Coloro che vengono per lavoro – si è espressa Laura Rapacioli (Pd) - e per assistere i malati sono esentati, perciò è una buona tassa che permetterà investimenti».

«Chi paga questa tassa – ha replicato l’assessore - beneficia dei servizi che vengono dati grazie agli investimenti. Le risorse sono scarse: con questa tassa di scopo ci possiamo candidare a diventare capitale italiana della cultura. Il gettito previsto, calcolato su città vicine a noi come grandezza e ricettività, è di circa 220mila euro. Questa è la cifra che ci aspettiamo». A Ferrara la tassa va da un euro (l’aliquota più bassa) a 3 euro e 50 centesimi (per gli hotel a 5 stelle), e più o meno queste sono le cifre di tutte le altre città dell’Emilia Romagna. Milano, per un hotel a 5 stelle, chiede invece il massimo: 5 euro. «Noi abbiamo fatto delle stime su altre città in confronto alle presenze che solitamente abbiamo a Piacenza».

«Sono consapevole delle difficoltà di bilancio – ha spiegato il suo voto contrario Mirta Quagliaroli del Movimento 5 Stelle - so bene che andrà a coprire alcune voci. Non possiamo però paragonarci ad altre città che hanno vocazioni turistiche e accessi di un certo livello. Per avere più turismo dobbiamo essere più attrattivi e avere prezzi più bassi. È una manovra depressiva». «Voto contro: è un fastidio per me da turista – è il parere di Erika Opizzi (Fratelli d’Italia) - pagare una tassa di soggiorno in altre città, si spende già abbastanza per visitarle e per mangiare. Le esenzioni hanno senso ma per principio non approverei una tassa del genere».

«Paghiamo i bus agli over 65 – ha commentato Giovanni Botti (Pdl) - e mettiamo tasse del genere, a fronte di non molti turisti che vengono in città. Il turista porta già soldi in città venendo e spostandosi per Piacenza. Non vedo quali servizi comunali in più potremmo dargli. I musei già li paga: mi sembra un piccolo dispetto che uno scopre arrivato in albergo». D’accordo con l’introduzione della tassa invece Paolo Garetti (Lista Sveglia). «In Europa è prevista e in tante altre città italiane. Stiamo attenti a non avere tariffe degli alberghi che non comprendano la tassa. L’aliquota deve essere espressa nel prezziario in modo evidente, per non avere sorprese dopo».

«Siamo alle solite – si è scagliato contro Gazzola Marco Tassi del Pdl - non posso votare un provvedimento che non contiene l’entità delle tariffe. Ci sono cifre variabili che non volete dirci. Dobbiamo fare un atto di fede verso la giunta sperando che abbia cognizione. Mi dispiace, io non la voto». «Non si tratta di una misura che farà esplodere il turismo a Piacenza – è il rilievo di Michele Bricchi (Pd) - però 220mila euro non sono pochi. Per legge in consiglio non si può definire l’entità della tassa, è compito della giunta». La tassa è stata approvata con il voto della maggioranza e del gruppo misto, ad eccezione dell’astensione del presidente della commissione 1 Stefano Perrucci (Pd). Insieme a lui si sono astenuti Tassi e Girometta (quest’ultima ha fatto capire di essere disposta a rivedere la sua posizione in sede di consiglio). Contrari Opizzi, Quagliaroli e Botti.

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