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Telefono Rosa risponde a Cugini: «Chiediamo sostegno per le donne che seguiamo»

«Ci sentiamo in dovere di evidenziare ai cittadini, per dovere di chiara informazione, alcune distrazioni nell'analisi economica nel comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune»

"L'appello del 6 maggio "S.o.s.teniamoci" deI del Centro antiviolenza Telefono Rosa Piacenza, indirizzato a tutti i candidati sindaco, ai fini del riconosciuto di un lavoro ventennale del quale, pensiamo, il nostro territorio potrebbe andare veramente fiero, si sta trasformando in una ridda di dichiarazioni economiche nelle quali non volevamo certo entrare. A questo punto però ci sentiamo in dovere di evidenziare ai cittadini, per dovere di chiara informazione, alcune distrazioni nell'analisi economica nel comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune, Assessorato al Welfare, e largamente diffuso". Si legge in una lunga nota del Telefono Rosa che riportiamo integralmente: 

Fino al 2014 il Centro antiviolenza è costato al Comune di Piacenza 13mila euro all'anno con il quale si pagava l'affitto della sede, l'affitto della struttura protetta aperta autonomamente nel 2008 e mantenuta grazie a progetti con la Fondazione Piacenza e Vigevano, bollette ecc. Nella struttura protetta ha accolto 13 donne e 11 minori. Fino al 2014 sostenute circa 1.900 donne vittime di violenza con colloqui e telefonicamente solo in modalità volontaria.

Nel 2015 il Dipartimento Statale Pari Opportunità, attraverso le Regioni, ha messo a disposizione dei comuni sedi di centri antiviolenza, importanti finanziamenti stanziati per il sostegno e il potenziamento di detti Centri al fine dell'adeguamento alla Convenzione di Istanbul. Lo Stato promette fondi anche per gli anni successivi. Elargisce ai Centri riconosciuti tali, un finanziamento anche per l'anno 2014 e a Telefono Rosa di Piacenza vanno direttamente 11.246 euro, sempre passati al Comune che poi li versa all'Associazione. Ai fini dell'ampliamento dovuto, a Piacenza vengono destinati, 97.917,48 euro che affida il capitale al Comune il quale ne destina una parte all'adeguamento richiesto delle ore di apertura della Sede del Centro e una parte all'implementazione da 5 a 17 posti per l'accoglienza protetta.

Vengono sottoscritte due convenzioni con Comune e con Asp destinataria di appartamenti da parte della Fondazione Piacenza e Vigevano messi a disposizione per l'ampliamento. Le convenzioni scadono il 31 dicembre 2015 cioè rimangono in vita pochi mesi, giusto il tempo coperto da tali finanziamenti statali. Le operatrici di Telefono Rosa si impegnano in un lavoro enorme per strutturare al meglio questo cambiamento e per spendere al meglio, in poco tempo, una grande cifra. L'investimento è stato quindi coperto in toto con i fondi statali che ci è stato "passato" (notare che molti centri ricevono direttamente i fondi senza intermediari) per un totale di 85mila rateizzato su rendicontazione: si evidenzia sull'estratto conto il fido bancario di 20mila eruo indispensabile per far fronte alle spese anticipate. 

Altri fondi statali tra i quali quelli destinati ai 2 distretti provinciali sono stati investiti nella formazione sul territorio per un totale di 32.539,00 circa alla quale hanno, in parte, partecipato anche nostre operatrici professioniste (voce gestita direttamente dal Comune e/o Asp).

Nel 2016 non essendoci "aria" di nuovi fondi statali, il Comune chiede di avanzare una richiesta scritta per i finanziamenti di gennaio e febbraio 2016 per la Sede e ci vengono allora accreditati 5.200 euro dopo di che rendiamo evidenti sull'estratto conto pubblicato su nostro sito, i versamenti "a goccia" effettuati, ai fini della nostra sopravvivenza, da Asp Città di Piacenza sia per la sede sia per le strutture protette per tutto il 2016. Con Asp è stata sottoscritta una convenzione per il 2016. Ad oggi, siamo a metà maggio, non c'è nessuna convenzione. 

Nel 2017 la Regione ha reso noti i nuovi finanziamenti e a Piacenza sono stati destinati circa 88mila euro per gli anni 2017 e 2018 quindi 44mila all'anno. Visto quindi che 44mila euro sono pensati per il 2018, vista la rateizzazione alla quale siamo assoggettate, potranno servire per coprire parte del "buco ecomomico" di Asp per i versamenti effettuati a nostro favore del 2016.

Il proseguo del servizio reperibilità in emergenza (in orari e giorni di chiusura del Centro) con numero dedicato alle forze dell'ordine e ai presidi ospedalieri, al quale rispondono con pronto intervento operatrici del centro, è garantito per il 2017 da fondi regionali con progetto del Comune di Piacenza per circa 20mila euro. 

Formazione negli istituti superiori per l'anno 2017, coperto con fondi regionali con progetto di Telefono Rosa Piacenza con l'Università Cattolica Sacro Cuore per circa 10mila. L'Amministrazione ha quindi deciso che il Centro antiviolenza dovrà sopravvivere con 5mila euro al mese gestendo 17 posti in accoglienza per donne e bambini e una sede dove vengono accolte mediamente 300 donne all'anno con colloqui multipli. Dire che non sono sufficienti ci pare ovvio.

 E' vero che nel 2017 abbiamo ricevuto già 15mila euro: 4300 euro da Asp e a febbraio per le strutture protette e 11.700, sempre da Asp il 9 maggio. Il versamento di 10.700 è giusto arrivato da Asp su sollecito S.O.S.Teniamoci inviato il 5 di maggio alle nostre referenti Asp e Comune. 

Si prega di notare che il Centro, nel frattempo, avrebbe dovuto accantonare il fondo statale 2014 di 11.246 euro, i 13mila gentilmente donati dal Comune per il 2014, il 5 per mille, donazioni importanti pubbliche e private, ma ha rimesso il piccolo "tesoretto" personale in questo gioco di rimborsi ritardati e non ha neppure accantonato, di conseguenza, il fondo tfr obbligatorio per le operatrici

Abbiamo un credito di circa 24mila euro più 3.700 da un Distretto. Le "punte" di accoglienza di 18-20 utenti tra donne e bambini nei mesi invernali ci hanno fatto sforare da quanto stabilito mensilmente dai nostri referenti.

E' vero, abbiamo vinto un Bando nazionale del dipartimento delle Pari Opportunità per l'implementazione di offerte da parte del Centro antiviolenza, dichiarato faticoso nel detto comunicato stampa, (altri 41 Comuni italiani si stanno sobbarcando questa fatica). Il primo al quale partecipiamo con progetto redatto da noi. Abbiamo condiviso con il Comune e con i Distretti questo progetto che costerà, ad ognuno, circa 3.750 euro (a noi 3mila perché 750 dovuti dal centro italiano per la promozione della mediazione).

Non abbiamo potuto gestire come capo-cordata il progetto perché impossibilitate a chiedere fideiussione bancaria e il Comune ha, gentilmente, fatto da capo-fila del progetto. Con questo progetto abbiamo garantito e stiamo svolgendo: corsi di recupero scolastico per 10 bambini, corsi di recupero linguistico per 8 donne, corso di sartoria e modellistica per 8 donne con tentativo di trasformazione in attività professionale, sostegno alla genitorialità, percorsi psicologici, gruppi di auto mutuo aiuto, laboratori ludici per i bambini/e (li abbiamo portati anche a teatro), fondo per l'autonomia economica attraverso tirocini e corsi professionali, fondo per sostegno spese tickets, spese farmaceutiche e primi sostegni per i nuclei che escono dalle strutture protette etc.

Tutto ciò in appoggio a spese che solitamente vanno in carico ai Servizi Sociali. Il problema ulteriore è che non è arrivato ancora l'acconto da parte dello Stato e quindi, non avendo soldi nostri per anticipare le spese, ci stiamo arrabattando per proseguire nelle azioni previste. Ora la questione è: i centri antiviolenza non esistono grazie ai fondi statali i quali devono invece essere utilizzati per sostenere ed implementare le azioni dei centri e non mantenerne le normali attività.  I Centri antiviolenza storici, tra i quali quello di Piacenza, riconosciuti dalla Regione, lavorano grazie a convenzioni e ad investimenti territoriali che ne riconoscono il valore e che pertanto garantiscono un proseguo di lavoro importante senza distrazioni da continui stress per il pagamento delle operatrici (3 a part-time) o per pagare le bollette con soldi personali.

Siamo cittadine e comprendiamo le problematiche economiche dei Comuni. Una scelta però, a questo punto, deve essere fatta a costo di risultare impopolari. Si vuole che a Piacenza prosegua il lavoro del Centro antiviolenza che possa sostenere in affiancamento le donne vittime di violenza con o senza figli minori, oppure no? Il territorio decide di investire nelle questioni femminili oppure no?

Infine, esauste perché anche questo dedicato è tempo volontario, diciamo al gentile assessore Stefano Cugini: «Noi operatrici e volontarie del Centro antiviolenza Telefono Rosa Piacenza ricordiamo che la violenza contro le donne è un problema serio. Non è certo per noi che chiediamo sostegno ma per le donne e i bambini che si rivolgono a noi, e loro, purtroppo, non si possono rendere riconoscibili per ringraziare nessuno.

Noi invece un "grazie" lo avremmo gradito, anche una sola volta. Un riconoscimento del lavoro faticoso, delicato e a volte anche pericoloso, che cerchiamo di svolgere con coscienza ma soprattutto con professionalità conquistata con anni di formazione in giro per l'Italia rosicchiato dalla nostra vita fatta di famiglia, lavoro, gioie e dolori come tutte le cittadine normali. I 17 posti letto non sono solo letti ma dentro ci sono bambini (a volte con malanni) e donne con le quali ci relazioniamo ogni giorno e nelle quali cerchiamo di rafforzare quelle doti, quel sapere e quella stupenda forza che sappiamo appartenere ad ognuna di loro.

Le 320 donne seguite nel 2016 non sono solo schede cartacee ma racchiudono colloqui di riflessione condivisa, di valutazione del rischio, di proposte di possibilità di riscatto sempre mettendo al centro "lei" con le sue paure, le sue potenzialità e la sua storia personale. Un forte "grazie" invece lo dobbiamo a chi, anche solo con un sorriso, ci ha gratificate unendosi a noi il 6 maggio scorso, il Comitato "Non una di Meno" - Cgil Spi e tutte le altre e altri presenti e a chi ci ha inviato la sua solidarietà. Ma soprattutto grazie alle donne che hanno fiducia in noi.

Per approfondimenti, a supporto di quanto dichiarato nel presente comunicato, si rimanda al sito dell'Associazione www.telefonorosadonnepc.it  con i seguenti allegati RENDICONTO CONTABILE - - MAIL DI SOLLECITO E DI RISCHIO CHIUSURA – IMPEGNO SOLDI PERSONALI - DELIBERE ECC. 

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