Terrepadane, il progetto slitta ancora: si va al 2020

La società non dà il suo ok al progetto definitivo e chiede alcune integrazioni al Comune di Piacenza: slitta la pratica, che non approderà in Consiglio entro l’anno

L'ex consorzio Agrario

Era atteso in Consiglio comunale per la fine delle vacanze estive, a settembre. Poi era stato spostato più in là di qualche settimana. Novembre sembrava decisivo. Il 16 dicembre c’era un’importante scadenza: la Giunta regionale termina infatti il suo mandato, essendo ormai prossime le Elezioni. Invece toccherà aspettare il 2020. È il destino – fin qui amaro - del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario di ex consorzio agrario progetto-2Piacenza, promosso dalla società “Terrepadane”, proprietaria del comparto, da molti anni in degrado.

Il progetto fa parte del Bando Periferie - un mix di investimenti statali e privati per riqualificare zone cittadine in abbandono - ed è molto atteso dalla città. Si tratta di recuperare 130mila metri quadrati tra l’asse di via Colombo e la ferrovia. Partito ai tempi della Giunta Dosi (2016), ha poi trovato sul cammino alcune ridiscussioni. Dopo diverse rivisitazioni apportate dall’Amministrazione Barbieri, subentrata in corsa al progetto, qua deve trovare sede un nuovo centro commerciale da 14.500 metri quadrati, affiancato da due medie strutture da 2500 mq a testa. Nell’area dell’ex consorzio dovrebbero essere ospitati 9mila mq di “residenziale speciale”: si parla di "case per anziani" o "studentati", ma anche alloggi per lavoratori fuori sede, area ex consorzio agrario-2residence, co-housing. Da aggiungere poi 30mila mq di aree verdi e 54mila mq di funzioni terziarie (commercio al dettaglio, pubblici esercizi, terziario diffuso, artigianato di servizio, attrezzature e sedi istituzionali e rappresentative), funzioni alberghiere e congressuali (alberghi e motel e centri congressuali), attrezzature pubbliche, sportive/ricreative/socio-culturali e relativi servizi.

LO STOP DECISO DALLA STESSA SOCIETA’

Dopo un lungo confronto tra l’Amministrazione Barbieri – che ha ritoccato più volte gli accordi stabiliti dalla Giunta Dosi – e Terrepadane, si era arrivati a trovare una quadra. La società aveva ridotto gli spazi destinati al commerciale e al residenziale, ritenuti da una parte della maggioranza (i leghisti in particolare) troppo consistenti nell’asse già saturo di via Colombo. L’iter ha subito diversi rallentamenti. Ora, un ex consorzio agrario terrepadane 4-2altro brusco stop.

Il sindaco Patrizia Barbieri nella serata del 25 novembre ha comunicato ai capigruppo di maggioranza e opposizione, in una riunione, la novità emersa. La società Terrepadane ha deciso di prendere ancora tempo per fare alcune valutazioni. Il Cda del Consorzio Agrario non ha dato il suo ok al progetto definitivo. Senza illustrare i motivi ai consiglieri, il primo cittadino ha fatto capire che la pratica slitterà così al 2020. Quando sarà in carica una nuova Giunta in Regione a Bologna, chiamata a valutare anch’essa il progetto, essendo il progetto al di fuori del perimetro della nuova legge urbanistica regionale. Prima di questo, però, sarà necessaria una nuova Conferenza dei Servizi, chiamata a ri-esprimersi ancora sul progetto.

Il Consiglio d'Amministrazione di Terrepadane - il presidente è Marco Crotti - ha infatti preso tempo e chiesto al Comune di Piacenza alcune integrazioni. Le opposizioni consiliari già temevano che il Consorzio Agrario chiedesse di rivedere la distribuzione delle aree all’interno dei 130mila metri quadrati. A IlPiacenza.it, dopo alcune verifiche, risulterebbe che in seguito a una lunga fase di valutazioni del collegio dei sindaci della società privata, il progetto (che sembrava in procinto di approdare in Consiglio comunale) non sia compatibile con lo statuto della stessa Terrepadane. La maxi operazione di riqualificazione cozzerebbe con alcuni vincoli interni alla società. Per questo sono stati richiesti chiarimenti e integrazioni al Comune capoluogo. All’Amministrazione non resta che prendere atto della decisione e rimanere in attesa di far decollare un progetto – ritenuto strategico per la città - di cui si discute dal 2016, ma non ancora approdato sui banchi del Consiglio comunale di Palazzo Mercanti.

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