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Roberto Reggi

Roberto Reggi

Tra vecchio e nuovo, a proposito di Roberto Reggi...

L'intervento di un lettore sull'operato dell'ex sindaco di Piacenza e l'Agenzia del Demanio: «Vi scrivo per raccontarvi una storia che è specchio fedele di un certo modo di agire tipicamente italiano»

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di un nostro lettore sull'operato dell'ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi e l'Agenzia del Demanio

Vi scrivo per raccontarvi una storia che è specchio fedele di un certo modo di agire tipicamente italiano e che, spero, possa incontrare il vostro interesse. Soprattutto perché mostra ancora una volta come in Italia tra vecchio e nuovo (quest'ultimo, nel nostro caso, rappresentato dal "renzismo doc") siano praticamente identici, se non a volte intercambiabili, al di là di ogni (ricorrente) slogan.

Antefatto - Autunno 2014. Viene nominato direttore generale dell'Agenzia del demanio Roberto Reggi, ex sindaco di Piacenza, personaggio ormai noto ai più. Grandi speranze animano il personale dell'Agenzia: "arriva il 'rottamatore'...porterà una ventata di cambiamento...avremo nuovi direttori centrali al posto di quelli in carica da più di 12 anni...ci sarà finalmente meritocrazia, dinamismo... cesseranno i privilegi...diminuiranno i dirigenti (circa 50 di cui solo 16 nelle Direzioni regionali)...il personale sarà finalmente valorizzato...".

Storia - Autunno 2014. In segno di rottura con i precedenti direttori, con i quali l'Agenzia aveva acquisito di volta in volta, e a caro prezzo, nuovi e talentuosi dirigenti, l'ing. Reggi, tanto per cambiare, porta con sè ben due nuovi dirigenti (scoperta recente, dato che non si capisce a che titolo svolgano la loro attività in Agenzia, neanche dai dati pubblicati sul sito web in osservanza della legge sulla trasparenza): Vittoria Avanzi e Renza Malchiodi. Da dove vengono? Guarda un pò, il Comune di Piacenza! Coincidenza? E i dipendenti, increduli: "Ma non ci bastavano già 50 dirigenti, di cui tanti senza ruolo? Altri ancora...?!"

Nel frattempo il rottamatore renziano si appresta con piglio fermo a confermare nel loro "ruolo storico" tutti i Direttori centrali in carica da "appena" 12-14 anni, con stipendi e benefit d'oro (v. sito web sezione amministrazione trasparente, che però non conteggia i benefit...) e procedure penali annesse (v. processo ad Antonio Ronza, dirigente risorse umane, per parentopoli): dovesse scappare qualcuno? Giammai! E la famosa rotazione degli incarichi? Gli stipendi (e che stipendi!) di cotanti supermanager e dirigenti sono stati pubblicati solo da 2 settimane, in seguito ad accesso civico e conseguente ricorso, inoltrati a più riprese all'ANAC e all'OIV del Mef, perchè l'Agenzia per anni ha sostenuto erroneamente e con pervicacia la non applicabilità della normativa sulla trasparenza a se stessa...

Maggio 2015. Il Direttore Generale comunica che sottoporrà la Direzione generale dell'Agenzia del demanio a una riorganizzazione, che comporterà una "dieta" ferrea: 150 dipendenti (su 320), di tutti i profili e i livelli di inquadramento, andranno fisicamente a potenziare le direzioni regionali. "Non vi preoccupate, verrà chiesto anche ai dirigenti di muoversi!", rassicurano a più riprese il Direttore Reggi e il dott. Ronza! E lo slogan renziano è pronto: 150 persone potenzieranno le direzioni regionali a vantaggio degli Enti locali (valorizzazioni) e dello Stato (razionalizzazioni, attività tecniche sugli edifici pubblici)...decentramento, sussidiarietà, snellimento delle procedure! "Ma non bastano già tutti i Comuni, le Regioni e i Provveditorati alle OO.PP.?!" e "perchè allora hanno continuato per anni ad assumere su Roma?", si chiedono esterrefatti i dipendenti, tutti assunti negli ultimi 13 anni e spesso confluiti a Roma da altre regioni. In tutti vi è la sensazione che stia per compiersi qualcosa di irreparabile per le proprie vite.

Autunno 2015. La riorganizzazione va avanti a piè spinto, ma in maniera apparentemente caotica. L'informativa è (volutamente?) scarna ed episodica, i tempi indecifrabili. La paura tra i dipendenti della DG è palpabile, ma non c'è da preoccuparsi, perchè Reggi sfoggia la sua arma vincente per il futuro dell'Agenzia: avviso di selezione-lampo (10 giorni sul sito web) per un superesperto di lavori, con competenza su tutto il territorio nazionale. Una selezione altrettanto lampo e a porte chiuse, come da buona prassi dell'Agenzia, decreta l'insospettabile vincitore: Massimo Gambardella. "E chi è?" - si chiede il personale - "ma certo, il direttore generale del Comune di...Piacenza!" - si sussurra increduli nei corridoi. E ancora, come prima: "Ma non ci bastavano già 52 dirigenti, di cui tanti senza ruolo? Altri ancora...?!" E siamo a tre (Renzi docet)! Certo il candidato è supertitolato nella materia, non poteva trovarsi di meglio: basta guardare il suo CV (v. sito web sezione amministrazione trasparente), in cui spicca il 1997-1998 come unica esperienza attinente (e infatti, guarda caso, il suo CV sul sito web dell'Agenzia parte proprio da lì!).

Nel frattempo la poderosa macchina della riorganizzazione macina traguardi impensabili: assunzione su Roma di due nuovi e giovani tecnici "energy manager", senza verifica preventiva delle competenze possedute dai tecnici interni (circa 50 in tutto), nè attività formativa finalizzata a evitare l'inevitabile deportazione di almeno due di loro...ma si sa, ormai sono stati condannati in contumacia, pena irreversibile.

Nel frattempo la magnanimità di lorsignori concede una chance di salvezza ai profili amministrativi (circa 55), che, invece di essere trasferiti, verranno destinati a una più emozionante avventura: lo slogan stavolta è "smart working", ma non quello di cui si è letto sui giornali a più riprese di recente, troppo progressista per una gestione ottocentesca del personale... si tratta invece di "lavoro da remoto", praticamente un telelavoro da ufficio per le Direzioni regionali con tanto di timbrature! Però viene venduto come un'opportunità unica e avvincente di bilanciamento tra i tempi di lavoro e quelli della vita privata...sarà! L'attesa è tanta, anche perchè ai dipendenti viene illustrata come un'attività altamente qualificante e infatti...dal terzo livello al quadro, dalla terza media alla laurea/specializzazione si finisce tutti nello stesso calderone, a svolgere attività di basso profilo, di cui le Direzioni regionali ambiscono a disfarsi al più presto. Ma si sa, i miracolati devono stare zitti, meglio che partire con famiglia al seguito! E come sono stati scelti data la complessità delle attività? Dipende: madri con figli, persone "sacrificate" dal dirigente di turno perchè non brave o poco allineate (grave delitto passibile di pena di morte) o poco protette...i motivi sono tanti e tutti strettamente riconducibili al...merito! D'altronde Reggi, se qualcuno ancora non l'avesse capito, l'ha detto apertamente a tutto il personale (testuali parole): "Qui non siamo in democrazia!". Qualcosa non quadra: "ma non era del PD?!", mormorano tutti increduli...

Inverno 2015: la dirigenza dell'Agenzia dà il meglio di sè. Mentre parte degli amministrativi viene instradata in maniera coatta allo "smart working" sui generis, con tanto di foto di gruppo da rivendere ai convegni, si scatena il toto-deportazione sui tecnici. L'amministrazione, avendo ormai del tutto appurato di non essere in democrazia, comunica ai sindacati le prossime mosse: 1) mobilità volontaria; 2) mobilità forzata. In entrambi i casi condizioni da fame: miseri accompagnamenti economici di breve durata, nessun riconoscimento professionale. I single sono segnati, partiranno per primi, indipendentemente dall'età di servizio, poi coniugati/conviventi (autocertificati!), poi coniugati/conviventi con figli (1, 2, 3, ecc). Il panico si scatena: "come farò con mutuo e affitto? come sposterò la famiglia? che cosa mi aspetterà?", ma soprattutto "quanti tecnici saranno sufficienti per placare la sete antidemocratica dell'Agenzia?". La risposta è: 25 su 50. La domanda è: "scelti come e da chi?". La risposta è: a insindacabile giudizio dell'Amministrazione, cioè quelli che non sono "indispensabili" alla Direzione generale. "Ah, vabbè, saranno 4-5 in tutto su 50 a restare allora", pensano preoccupati molti tecnici (ma non tutti!)...

Epilogo - Gennaio 2016 (aggiornamento alla data di oggi): ebbene sì, gli esclusi sono invece decine. Nessun dirigente (a parte un paio di volontari) dei circa 35 su 320 dipendenti presenti in DG (1/10!), nessun quadro, ma...tanti tecnici di inquadramento medio o basso con stipendi da operaio: insomma, i poveracci! Sfila oggi, sfila domani, l'Agenzia emana comunicazioni organizzative a ritmo febbrile per salvare questo o quel tecnico, dagli ufficiali ai soldati semplici, ma pur sempre tutti incontrovertibilmente ritenuti "indispensabili". La platea si assottiglia (meno di 25 tecnici su circa 50) e coniugati, con figli o meno, slittano inesorabilmente verso l'alto di giorno in giorno: l'altroieri eri quarantunesimo? No problem: oggi ventitreesimo! La lista è costituita da (cfr. anche "smart working"): tecnici sfigati o poco allineati (indipendenza di giudizio, per carità, che malattia terribile in Agenzia! potrebbe diffondere il pensiero democratico...al confino!); persone prive di protezione (ah santo mio, perchè mi hai abbandonato?!); tecnici, anche di valore, che nello smantellamento delle unità operative e nella creazione delle nuove, per congiuntura astrale avversa, si sono trovati improvvisamente sguarniti di colleghi e responsabile, finendo non per propria colpa nel tritacarne. Insomma, il criterio è come sempre la...meritocrazia (o la democrazia?!)

Corsi e ricorsi storici, la morale è sempre quella. Gli slogan, invece, cambiano, ma, a volte, tocca leggere tra le righe per capire che nascondono una realtà amara e sempre uguale a se stessa.

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