Trespidi: «Gestione dilettantesca, Ferrari si deve dimettere». I consiglieri: «Delusi, al Comune si chiedono solo i soldi»

Pioggia di critiche bipartisan sull’atteggiamento della galleria Ricci Oddi: «La presentazione del Klimt organizzata in maniera frettolosa, occorre tempo per una promozione fatta bene e incombe un ritorno della pandemia»

Carlo Segalini (pres. commissione 3), Massimo Ferrari e Jonathan Papamarenghi

Il più duro è stato Massimo Trespidi (Liberi), che ha chiesto subito le sue dimissioni. Ma sull’atteggiamento di Massimo Ferrari, presidente della galleria d’arte moderna Ricci Oddi, si sono abbattuti strali da tutte le forze politiche. Il presidente, invitato in commissione 3 per illustrare cosa intende fare la galleria per il suo rilancio e per la presentazione del Klimt, non ha fornito un quadro chiaro della situazione. Evidenti le divergenze con il Comune di Piacenza (sia con la parte amministrativa che quella dirigenziale e tecnica Massimo Trespidi-15dell’ente), che si sente escluso dalla gestione del maxi evento – la presentazione del quadro di Klimt dopo 23 anni dal furto -, dopo che Palazzo Mercanti ha finanziato almeno per la metà l'operazione.

«Ferrari ci racconta il nulla. È venuto qua a dirci – spiega Trespidi - che il 15 ottobre verranno illustrati dal Cda i contenuti del progetto per la galleria. Ho seri dubbi, per come è stato condotto il percorso di avvicinamento, che il 28 novembre Piacenza confezioni un evento di “portata internazionale”. Occorre una preparazione e una promozione di mesi, anzi, di un anno, per un grosso evento. Ri-esporre il Klimt così com’era dopo il furto non si può chiamare “un evento di portata internazionale”. Anche perché visto il momento storico ho qualche dubbio sulle frotte di turisti stranieri in arrivo a Piacenza per visitare il quadro». Su questi tutti i consiglieri sono d’accordo: la galleria ha respinto la possibilità da parte del Comune di Piacenza di essere partner del progetto. «Eppure il nostro ente ha deciso di stanziare 250mila euro. E abbiamo già speso 500mila euro per l’impianto di condizionamento. È un tentativo per tenere fuori il Comune da questa partita». «Mi aspetto da Ferrari che risponda alla gestione del dipinto. Come mai impieghiamo diversi mesi a rispondere alla Soprintendenza che richiede il documento di accordo del deposito temporaneo nel caveau della Banca di Piacenza? La ritengo una gestione dilettantesca della vicenda».

Trespidi ha incalzato nuovamente Ferrari. «Lo spostamento e il maneggiamento del dipinto – ha dichiarato il rappresentante di Liberi - deve avvenire con guanti in cotone. Dalle foto che ho potuto osservare che Ferrari è il primo a non rispettare questa consegna, in quanto maneggia il quadro senza guanti, in modo improprio. Ritengo che le sue dimissioni non siano solo un gesto di generosità nei Massimo Ferrari-3confronti della città e della galleria. Alla guida della galleria serve una persona adeguata in vista del suo rilancio».

«Sono stupita - ha detto Lorella Cappucciati (Lega) - mi aspettavo che il progetto fosse pronto oggi. Il Comune ci ha messo i soldi e non è stato coinvolto. Dobbiamo solo tirare fuori i 250mila euro e non dire nulla? Manca un mese e non c’è ancora nulla, e andiamo ad aprire la galleria in un momento in cui aumenteranno le restrizioni per la pandemia».

«Chi lo sta realizzando questo progetto? A chi ci siamo affidati? E il progetto dell’impianto di climatizzazione a che punto è? Anche io sono perplesso sulla mancata partnership con il Comune», è il laconico commento di Roberto Colla (Pc Oltre).  

«Il progetto non è ancora pronto – ha osservato Francesco Rabboni (Fi) - ci sono punti critici sulla campagna di promozione e di valorizzazione. Il benefattore Ricci Oddi lasciò il suo patrimonio alla galleria chiedendo al Comune di gestirlo, assurdo che oggi non si voglia la partnership con questo ente. Se la promozione non è all’altezza, neanche a livello provinciale riusciamo a far passare il messaggio. Questa è una occasione storica, non possiamo essere provinciali. Possiamo aspettare anche qualche mese in più, non bisogna essere frettolosi, anche per la questione sanitaria. Questa fretta mi sembra un modo per mettere una bandiera da parte di chi è in scadenza (Ferrari termina il suo mandato a dicembre, nda)».

L’unico a non attaccare Ferrari è stato Antonio Levoni (Liberali Piacentini). «Qua vengono tirate pietre. Comunque questa Amministrazione ha investito molto sulla galleria. Il quadro si trovava all’umido e soggetto alle intemperie, ma ci è stato restituito in buone condizioni».  

«Il Comune non può essere tagliato fuori – la voce del Pd è affidata a Giulia Piroli - dopo tutti i soldi che ha sborsato. Tutti gli anni la Ritratto di Signora Klimt-2galleria chiede risorse economiche, non possiamo sponsorizzare sempre senza incidere sulle scelte strategiche. Come si può lavorare in sinergia con il territorio se oggi non è ancora pronto il progetto? Siamo in ritardo. Io aspetterei a organizzare gli eventi, la gente ha paura ad uscire, non arriveranno di certo i bus da altrove. Tutte le volte che Ferrari viene qui cammina sui carboni ardenti. A maggior ragione non mi arrischierei a organizzare un evento del genere in questa fase di passaggio».

«Il Klimt doveva essere un volano per la città – è il parere di Mauro Saccardi (Misto) - ma qua sentiamo le stesse cose da tempo. Sono 15 anni che sento qua dentro parlare del rilancio della galleria. La Fondazione Klimt ha dato il suo ok sull’autenticità dell’opera? Com’è possibile lanciare il quadro senza di loro?».

«Sulla questione sanitaria – ha preso la parola Michele Giardino (Misto) – dissento dai colleghi- Ci sono mostre importanti organizzate in tutta Italia, come quella di Van Gogh a Padova. Non mi spaventa questo, ma il fatto che una sola tela possa diventare un fattore di attrazione nazionale e internazionale. Andiamo solo a ri-esibire un quadro che avevamo in esposizione da sempre e che negli ultimi 22 anni non sapevamo dove fosse. Non si può sperare che Dio ce la mandi buona con i soldi pubblici. Questo progetto ha molti lati oscuri, io non sono sereno nel dare 250mila euro alla galleria. La Ricci Oddi poteva puntare sulle sue risorse». Giardino ha ricordato che non è la prima volta che Ferrari venga messo all’angolo. «A Ferrari riconosco la capacità di resistere agli attacchi. Già in passato fu nel mirino della Lega, dell’ex assessore Polledri e dell’ex capogruppo Cavalli. Oggi perfino l’opposizione suggerisce a lui di dimettersi (Trespidi) o muoversi con cautela (Piroli). Io mi permetto di dire che ha deluso oggi nel non fornire spiegazioni».

Diffidenza anche da parte di Gloria Zanardi (Fd’I). «Ci vorrebbe più rispetto per il Comune e per i cittadini. Questo ente si attende condivisione. Le mostre che sono aperte in Italia in questa fase vengono da una campagna promozionale di due anni».

«Abbiamo perso il treno al momento della scoperta, – è l’intervento di Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - tutte le tv e i giornali ne parlavano, anche per colpa del Covid. Perché il quadro è stato portato nel caveau della Banca di Piacenza, che si è fatta molta pubblicità?

«Abbiamo dato tanto alla galleria – ha fatto notare Sergio Pecorara (Misto) - e ricevuto poco. Rimaniamo i pagatori, mentre la telenovela va avanti e la galleria incassa in un anno 20mila euro dai biglietti».

«Giardino sbaglia a sottovalutare la questione Covid – ha ripreso l’argomento Giampaolo Ultori (Liberali). Io ho paura, difficile programmare un grande evento. Lui cita van Gogh a Padova, sono due anni che preparano quell’evento, hanno anche pensato alla questione Covid e alla distribuzione delle 120 opere al meglio».

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«Mi pare evidente – ha chiosato Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) -, Ferrari non ha più la fiducia della maggioranza». «Come facciamo ad assegnare i fondi – è l’intervento di Carlo Segalini, capogruppo Lega - senza conoscere di cosa si parla, trovo scorretto questo comportamento di Ferrari».

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