Troppi cinghiali? Caselli: «Per i risultati occorre tempo». Foti: «La Regione dorme»

Sulla recente presa di posizione assunta dai rappresentanti del mondo agricolo (Coldiretti e Unione Agricoltori) relativa ai danni provocati dalla presenza sul territorio di ungulati, in particolare modo cinghiali, interviene il consigliere regionale piacentino Tommaso Foti

Sulla recente presa di posizione assunta dai rappresentanti del mondo agricolo (Coldiretti e Unione Agricoltori) relativa ai danni provocati dalla presenza sul territorio di ungulati, in particolare modo cinghiali, interviene il consigliere regionale piacentino Tommaso Foti che, nei mesi scorsi, aveva presentato un'interrogazione in merito. L'esponente di Fratelli d'Italia , in particolare, chiedeva alla Giunta " se e quali iniziative - anche in accordo con le Province, gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), le Aree protette, le Aziende faunistico venatorie e le associazioni agricole - intendesse assumere per una riduzione duratura degli  ungulati  e, conseguentemente, dei danni da essi provocati."

L'assessore all'agricoltura Simona Caselli, nella risposta resa in questi giorni a Foti, sottolinea che "la Regione, negli ultimi anni, si è impegnata in modo significativo per contenere i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole", ed evidenzia che "la specie più problematica è comunque rappresentata dal cinghiale che, pur evidenziando una diminuzione (dai 350.000 euro del 2009 ai 227.000 euro nel 2014) continua a provocare danni particolarmente significativi". La Caselli richiama quindi l'accordo tra la Regione Emilia-Romagna e ciascuna Provincia "nel quale sono stati sono previsti impegni puntuali finalizzati al conseguimento di indici di densità degli ungulati sia per le Province medesime, in qualità di soggetti gestori di alcuni istituti faunistici, sia per gli Ambiti territoriali di caccia (ATC), in quanto soggetti attuatori della gestione faunistica, sia per le Aree Protette e, infine, per gli Ambiti privati."


"L'abbattimento in selezione del cinghiale, pratica di elevata efficacia testimoniata dalla significativa riduzione dei danni laddove è stata esercitata sistematicamente - sostiene l'assessore all'agricoltura - ha interessato solo una parte limitata del territorio regionale per lo scarso gradimento evidenziato dal mondo venatorio." Caselli conclude osservando che "dall'approvazione dei Piani provinciali è trascorsa, nel migliore dei casi una sola stagione venatoria: di conseguenza la Giunta ritiene opportuno, prima di mettere in campo nuove idee e modificare le iniziative precedentemente dettagliate, attendere il tempo necessario per verificare i risultati di quanto fino ad oggi programmato."
Acido il commento di Foti, per il quale "è evidente che la Regione sottovaluta un problema gravissimo, arrivando addirittura ad addebitarne la diffusione al mondo venatorio, e ciò mentre la presenza di cinghiali è segnalata non più soltanto in collina, ma anche alle porte della città." L'esponente di Fratelli d'Italia nel ribadire la necessità "di interventi straordinari per la riduzione degli ungulati, con buona pace della Regione che dorme" richiama anche recenti luttuosi fatti di cronaca "dai quali emerge che la sottovalutazione della presenza dei cinghiali è da irresponsabili."

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