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Turismo, Rapetti: «C’è chi non si vuole buttare nella mischia»

Prosegue il dibattito sulla vocazione turistica di Piacenza e provincia. L’assessore di Gossolengo Rapetti: «Chi non entra in rete ha già perso»

A luci spente sull’incontro che giovedì scorso ha messo attorno a un tavolo alcune delle anime del turismo piacentino, l’assessore al commercio e sviluppo economico di Gossolengo Elisabetta Rapetti tira le somme di una serata riuscita. «Da vari feed back ricevuti – spiega Rapetti - e dalla significativa presenza di operatori e associazioni di categoria che giovedì 7 aprile hanno partecipato all’evento dedicato all’analisi del volto turistico di Piacenza risulta chiaro che, nonostante chi sostiene il contrario, l’argomento è caldo, soprattutto dopo Expo 2015. Tema caldo, abbiamo detto, ma pieno di contraddizioni. Da una parte la voglia di esserci e di non essere esclusi o poco considerati nei vari dibattiti a cominciare dal dialogo con la Regione, dall’altra la reticenza di alcuni di “buttarsi nella mischia” per riservarsi una sorta di esclusività, quindi di prerogativa ultima su qualsiasi decisione.

Tutti i tempi ormai sono scaduti. La tecnologia offre possibilità straordinarie di far convergere e rilanciare nel mondo qualsiasi progetto ma il suo utilizzo in maniera efficace richiede competenza e risorse, condizioni che spesso la singola attività non possiede. Non capire questo e continuare a viaggiare individualmente porta a un binario morto e rappresenta una strategia destinata al fallimento. Esiste la Piacenza della gastronomia, dei castelli, delle vallate, degli agriturismi, dei monumenti, delle gallerie d’arte, delle ciclabili del Po, dei palazzi antichi. Lasciare queste realtà scollegatesignifica annichilire il richiamo turistico e relegare la nostra città a semplice snodo autostradale e industriale, ma nulla di più. Bisogna mettere in rete le tante Piacenza che meritano visibilità attraverso un ente (una volta fu Piacenza Turismi) che faccia da collettore unico delle varie tematiche e sviluppi nel tempo il brand Piacenza, una philosophy che sintetizzi e valorizzi tutti. Questo ente dovrebbe esistere indipendentemente dalla politica con persone competenti in comunicazione e tecnologia informatica. Ma soprattutto occorre avere chiaro che chi resta fuori ha già perso. Il territorio avrà una ricchezza in meno e si sarà persa qualsiasi possibilità di sopravvivere». Il prossimo appuntamento con gli stati generali del turismo piacentino è fissato per il 19 maggio.

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