Politica

«Un colpo durissimo per il mondo del lavoro piacentino già colpito dalla pandemia»

Tarasconi (Pd) stigmatizza la scelta di FedEx-Tnt di chiudere lo stabilimento di Piacenza e critica gli attacchi del sindacato SiCobas alla Cgil

«Trovarsi dalla sera alla mattina con 280 posti di lavoro svaniti nel nulla è un colpo durissimo per la comunità piacentina». Così la consigliera regionale del Pd in Emilia-Romagna Katia Tarasconi sul caso che sta scuotendo Piacenza, ovvero da un lato la decisione della multinazionale FedEx-Tnt di chiudere lo stabilimento piacentino e dall’altro lo scontro sindacale che contrappone il SiCobas e la CGIL sfociato nella manifestazione di ieri mattina di fronte alla Camera del Lavoro di via XXIV Maggio. «Non ci voleva - prosegue Tarasconi riferendosi alla scelta aziendale di chiudere la sede di Piacenza - soprattutto in un momento come questo in cui è già a rischio il lavoro di tantissimi piacentini per motivi ben diversi dalle strategie di una multinazionale». E ancora: «Il comportamento di FedEx-Tnt è gravissimo e non tiene conto delle ricadute di una scelta del genere. Ricadute su 280 famiglie e, di conseguenza, su un’intera comunità già provatissima da oltre un anno di pandemia vissuta pesantemente fin dalla primissima fase». «Ma quelle di FedEx-Tnt non sono le uniche responsabilità in questa vicenda - aggiunge la consigliera dem - La lotta sindacale del SiCobas ha creato tensioni pesanti e la manifestazione di ieri di fronte alla Camera del lavoro di Piacenza si è trasformata in un attacco inaccettabile nei confronti della Cgil a cui va tutta la mia solidarietà: nessuno dovrebbe permettersi di affiancare la parola “mafia” al nome di un’organizzazione che da oltre un secolo si batte per i lavoratori». E conclude: «E’ un attacco inaccettabile e incomprensibile da parte di un sindacato nei confronti di un altro sindacato e ritengo sia una forma di lotta controproducente per gli stessi lavoratori che invece avrebbero bisogno di essere tutelati». 

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