Politica

«Un fondo straordinario a sostegno della Valtrebbia»

Il consigliere regionale piacentino Tagliaferri: «Risolvere i problemi». Il deputato Zanichelli (M5s): «Ennesima doccia freccia, ora si evitino altri rinvii»

«Occorre fare chiarezza sui lavori al Ponte Lenzino, in provincia di Piacenza». A chiederlo, in un'interrogazione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come «ieri, lunedì 31 maggio sarebbe dovuta essere una giornata decisiva per il presente e il futuro dell’Alta Valtrebbia: l'atteso momento della fine dei lavori per il ponte provvisorio a Lenzino, una di quelle date da segnare sul calendario. La struttura bailey, però, non solo non è presente al cantiere di Rovaiola di Corte Brugnatella, ma non è neppure approdata in Italia. Così il 31 maggio è stata una giornata come tante di difficoltà e scomodità per chi vive e lavora da queste parti, da quando il 3 ottobre scorso Lenzino è crollato sotto una leggerissima spinta del Trebbia». Da qui l'atto ispettivo per sapere dalla Giunta «se intenda chiarire al più presto la situazione e aggiornare il cronoprogramma dei lavori nel rispetto di tutte le difficoltà che incontra da tempo chi vive e lavora da quelle parti e se intenda istituire un fondo straordinario a sostegno dell’economia di quella specifica zona, perché proprio quando aumenta in modo esponenziale il numero di abitanti dei paesi e l’afflusso dei turisti e frequentatori del Trebbia si trovano loro malgrado a dovere affrontare queste ulteriori difficoltà».

ZANICHELLI (M5S): «ORA SI EVITINO ALTRI RINVII, LA VALTREBBIA DEVE RIPARTIRE IL PRIMA POSSIBILE»

Continua il calvario viabilità in Valtrebbia. «E’ una notizia che costituisce l’ennesima doccia fredda per una zona del nostro territorio già duramente provata», ha commentato il deputato emiliano del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli, che sta seguendo la vicenda costantemente assieme agli amministratori del territorio dallo scorso ottobre, quando si è verificato il crollo del vecchio ponte. «Questo ritardo è un duro colpo non soltanto per la gente del luogo e per i pendolari, che ancora per almeno un mese subiranno forti disagi, ma anche in prospettiva turistica, visto che l’estate è alle porte e la fase più preoccupante della pandemia sembra superata. Senza voler attribuire eccessive responsabilità all’Anas”, prosegue l’esponente pentastellato, «tengo a dire che alcuni mesi fa avevo espresso la mia preoccupazione per un possibile ritardo riguardo il ponte provvisorio, tanto che negli scorsi giorni avevo anche inviato una richiesta di chiarimenti ad Anas». «Dopo nove mesi di disagi dal punto di vista della viabilità e, conseguentemente, dell’economia della Valtrebbia e dopo un acceso dibattito tra amministratori locali, Ministero ed Anas che non ha finora portato a una soluzione condivisa per il nuovo ponte, che dovrà sostituire quello provvisorio una volta che questi sia terminato, l’ultima cosa di cui si sentiva il bisogno era il ritardo, proprio a inizio estate, nella realizzazione della struttura provvisoria, che avrebbe perlomeno aiutato la zona a rimettersi in moto. Non resta che agire affinché non ci siano altri ritardi. Nel frattempo, gli amministratori locali non demordano e chiedano di riaprire il dibattito sul nuovo ponte: un dibattito che al momento pare chiuso, ma che mi auguro si riapra ponendosi in ascolto della comunità locale e non solo di fredde valutazioni architettoniche. Tutta la Valtrebbia lo meriterebbe».

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