Un programma per i cittadini disabili proposto a Luigi Rabuffi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Nella tarda primavera di quest'anno la cittadinanza piacentina sarà chiamata ad eleggere la prossima amministrazione del proprio comune. Nel caso in cui la futura amministrazione si decida ad effettuare un intervento complesso e multisfaccettato come quello di rendere la città più vivibile per i disabili, potrebbe succedere che la futura giunta abbia paura di osare, sia per timore di sbagliare che per questioni di bilancio. Quando, come in questi ultimi anni di crisi finanziaria ed economica, il margine di errore su investimenti di denaro pubblico è così limitato, è bene avere in mente una lista di obiettivi a cui fare affidamento per non perdere di vista lo scopo ultimo. Questo, a mio fallibilissimo parere, è un piccolo vademecum di punti chiave a cui attenersi per la futura giunta, quando si porrà di fronte al suddetto tema (facendo riferimento, in questo caso, alla tetraplegia)

Il percorso di vita di ciascuno di noi si profila, fin dal principio, in base alle esperienze maturate durante gli anni di scuola. Per questo motivo, (tralasciando il discorso della copertura degli insegnanti di sostegno per cui sono competenti altre sedi), il Comune di Piacenza potrebbe creare un fondo ad hoc, dedicato a fornire all'alunno di strumenti supplementari (che, quindi, esulino dalla ordinaria dotazione di materiale didattico) atti a consentire il regolare esercizio dell'attività didattica, come ad esempio computer o tablet, secondo le necessità dell’allievo diversamente abile. Ciò permetterebbe all'istituto scolastico di cui l'alunno fa parte (purché sia una scuola pubblica) di dotarsi di questi strumenti senza troppi oneri economici a carico della famiglia e sul budget scolastico. Naturalmente starebbe all'alunno, insieme al personale docente e non docente della scuola, concordare le modalità d' uso di queste dotazioni e prenderne dimestichezza. 

Un altro tema fondamentale è quello dell'abbattimento delle barriere architettoniche in chiave di viabilità stradale ed edilizia pubblica. Sarebbe una vittoria di considerevole portata se venisse realizzato un piano che preveda la riduzione delle barriere architettoniche, soprattutto per quanto riguarda le strade. Ciò garantirebbe l'accesso ad edifici di pubblico interesse, siano essi uffici, biblioteche o cinema. Per fare un esempio pratico, talvolta un deambulante su carrozzina è impossibilitato a salire su un marciapiede, sia da solo che con una persona che lo spinge, perché il dislivello tra strada e marciapiede è troppo pronunciato ed è costretto a chiedere aiuto ai passanti. Per quanto riguarda l'accesso ad esercizi privati, sarebbe ottima cosa avere degli standard di accessibilità concordati e condivisi tra amministrazione ed esercenti.

Il terzo ed ultimo punto è più ampio, riguarda anche la disabilità, ma più precisamente il welfare tutto e riguarda l'eventuale possibilità del cittadino di poter essere relativamente autonomo senza ricorrere a forme prettamente assistenziali. Chi vive da solo, in tutti i casi, si trova spesso ad incorrere in problematiche quotidiane che richiedono costante attenzione e la risoluzione più comune al problema è provare ad arrangiarsi in qualche modo, come ad esempio l'assunzione di qualcuno che svolga lavori di cura, oppure si richiede l'assistenza domiciliare del comune. Anche l'assistito può dare il suo contributo al personale del Comune che lo viene ad aiutare, secondo le sue possibilità. Per questo sarebbe interessare tentare di instillare, in una piccola realtà cittadina come quella di Piacenza, un approccio mutualistico nell'erogazione dei servizi sociali del Comune, in modo tale che non esista una parte "debole" ed " assistita", ma entrambe contribuiscano al miglioramento della qualità della vita di ciascuno. Ad esempio, la persona che riceve assistenza da parte delle operatrici del Comune per le proprie incombenze domestiche, può - a sua volta – rendersi utile mettendo a disposizione le proprie competenze pregresse: dare lezioni gratuite, collaborare in centri d’ascolto, effettuare prestazioni online, solo per citarne alcune.

In conclusione, premettendo che non sono residente a Piacenza, darei il mio supporto in termini di voto a  Luigi Rabuffi, perché è il candidato che pone in primo piano l'uguaglianza di tutti i cittadini, anche sui temi sopracitati; poichè questa è alla base di qualsivoglia libertà che si possa realmente definire tale.    

Paolo Bossi, cittadino

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