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Andrea Tagliaferri (Pd)

Andrea Tagliaferri (Pd)

Una commissione speciale sull'inquinamento divide il consiglio: la proposta rimane in stand by

Andrea Tagliaferri (Pd) propone l'istituzione di una commissione ad hoc sul tema per monitorare il rapporto con la salute. Dal centrodestra e dai 5 Stelle piovono critiche: «Non spendiamo altri soldi pubblici», «Governate da 4 anni, una commissione adesso è inutile»

Dopo il minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Nizza e dell’incidente ferroviario, in consiglio comunale è per primo Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ad aprire la seduta. Foti ha segnalato una delibera del Comune che indica la Galleria Ricci Oddi come “società partecipata del Comune di Piacenza”, chiedendo delucidazione sul suo status. «La delibera provvisoria – ha replicato il vicesindaco Francesco Timpano - non è diventata atto definitivo perché ci sono delle novità. È un’istituzione culturale per la quale dobbiamo impegnarci per un suo rilancio. Ha difficoltà economiche perché riceve come unici contributi quelli del nostro ente. Per le normative di trasparenza e anticorruzione dell’Anac abbiamo definito provvisoriamente così la Galleria: una fondazione di diritto pubblico. Stiamo pensando con gli uffici a ridefinire la Ricci Oddi in base ai nuovi metodi di classificazione, che impongono obblighi che stiamo verificando. Entro settembre perfezioneremo gli atti in base alla nuova normativa. Attualmente è una fondazione di diritto pubblico». «Ciò che il Comune versa – ha detto di nuovo Foti - alla Galleria è un atto che il Comune compie in modo autonomo per semplificare le cose. L’atto testamentario dice che il Comune dovrebbe fornire personale, ma non dare contributi. Dovrebbe definire il Cda cosa sia la Galleria, invece che farselo dire dal Comune di Piacenza. E da nessuna parte c’è scritto che il Comune deve dare un contributo annuale alla Galleria. Se non avete più voglia di dare i soldi, restituite alla famiglia i quadri».

SIRIA

Massimo Polledri (Lega Nord) ha chiesto in una risoluzione - che riprende una lettera aperta di alcuni firmatari eccellenti del mondo ecclesiastico a livello internazionale – che il sindaco e la giunta intervengano presso il governo e i parlamentari piacentini affinché vengano tolte le sanzioni e gli embarghi alla Siria. «Si colpisce la povera gente di quella terra – ha detto Polledri - che poi scappa e crea il dramma dei profughi. Questo si ripercuote anche nel nostro territorio, oltre a bombe e guerre hanno anche embarghi». A favore si sono espressi Movimento 5 Stelle e Carlo Pallavicini, che però ha sottolineato che «di siriani in Italia ce ne sono pochi. Non c’è attinenza tra il tema dei profughi e l’embargo per quanto riguarda il nostro Paese». «L’amministrazione – gli ha risposto il sindaco Paolo Dosi - non ha posizione univoca, non ci siamo confrontati sul tema. Ringrazio Polledri per il contenuto della risoluzione, nel testo si evidenzia il carattere suo sul tema a differenza dei nuovi leghisti. Non abbiamo le competenze sufficienti per prendere una posizione. C’è inadeguatezza nei confronti di contenuti del genere, che sono comunque lontani da una rilevanza locale. Personalmente non parteciperò al voto, ma i consiglieri sono liberi di esprimere la propria opinione». Tutti a favore tranne Colla, Bricchi, Bisagni (e Dosi) che hanno preferito astenersi.

ASP CITTA' DI PIACENZA

Maria Lucia Girometta (Forza Italia) in un’interrogazione ha chiesto chiarimenti sulla situazione economica odierna di Asp “Città di Piacenza”. «La nuova Cra del Vittorio Emaniele del 2015 – ha replicato l’assessore al welfare Stefano Cugini - ha avuto un accreditamento provvisorio per un anno, per questo avevamo contratti a tempo determinato. Ora si procederà all’assunzione di relativo personale a tempo indeterminato. Aumenteremo di venti unità il personale per migliorare la gestione complessiva. Asp non ha mai avuto problemi a pagare i suoi dipendenti e ha sempre elargito i premi di produttività. Passeremo nei prossimi mesi da 258 a 583 utenti: 200 di questi saranno profughi, per gestire e valorizzare una corretta accoglienza e integrazione».

COMMERCIO

Mirta Quagliaroli (Movimento 5 Stelle) ha chiesto che vengano adottati atti idonei per «coordinare con le associazioni di categoria la definizione degli orari e dei giorni di apertura», per «far rispettare le festività, evitando aperture nei limiti del possibile la domenica» e «effettuare un piano di controlli mirati contro l’abusivismo con particolare attenzione all’esercizio di attività di estetista, benessere  o centri massaggio che operano nella sfera della salute pubblica». L’assessore al commercio Giorgia Buscarini ha chiarito l’ordinanza attuale. «Gli atti ci sono già. Gli esercizi possono stare aperti dalle 8 del mattino alle 22 di sera, con un massimo di 12 ore lavorative. Il parere è stato espresso da numerose associazioni che hanno discusso del tema con l’Amministrazione. Le festività obbligatorie sono fissate dall’ordinanza in modo preciso: sulle altre domeniche lasciamo libertà. Sui controlli possiamo dire che la Polizia Municipale si sta impegnando. Se siete a conoscenza dell’attività particolare di alcuni centri potete comunicarcelo e verificheremo». «Molti sono contenti che i cinesi tengono sempre aperto – ha rilevato Filiberto Putzu (Forza Italia) – però bisogna pensare anche a cosa costa il lavoro per loro, rispetto agli altri. Aumentare i controlli come chiedono i 5 Stelle è giusto. Dove sono e cosa fanno i vigili urbani? Togliamoli da davanti alle scuole – mettiamoci altri soggetti -, perché di vigili in giro se ne vedono. E poi non è un bello spettacolo vedere una vigilessa in divisa appoggiata in piazza Cavalli intenta a fumare una sigaretta…». La maggioranza ha però affossato tutte e tre le proposte, votate per parti separate. A favore dei 5 Stelle il centrodestra.

SOCIAL IMPACT BOND

Giovanni Botti (Pdl) ha chiesto in una mozione di sperimentare lo strumento del “Social impact bond” su settori del welfare del Comune. Si tratta di un prestito-finanziamento con restituzione del capitale e remunerazione solo in caso del successo del programma. «È un pagamento a fronte di risultati – si legge nel testo della mozione – che ha avuto successo negli Stati Uniti, un meccanismo di finanziamento in cui il rendimento per l’investitore è determinato dagli impatti positivi generati da una certa attività sociale». I 5 stelle preferirebbero prima vedere l’esperimento su altre realtà locali, prima di attuarlo a Piacenza. «In Italia è stato applicato a Napoli – ha aggiunto Lucia Carella del Pd -, può essere una prospettiva ma va studiata e approfondita». «Il contesto normativo italiano pone difficoltà – ha precisato l’assessore Cugini -». A favore della proposta ha votato il centrodestra: astenuti i 5 Stelle e Zucconi (Misto).

COMMISSIONE SPECIALE SULL'AMBIENTE

La discussione più vivace si è verificata quando dai banchi del Pd è partita la proposta di istituire una commissione speciale per lo studio della correlazione inquinamento-salute del territorio comunale. «La mia richiesta – ha spiegato Andrea Tagliaferri del Pd - parte dal timore che ho provato leggendo alcuni dati locali. Dobbiamo abbattere queste emissioni. Ci sono valori veramente allarmanti che riguardano il nostro territorio. Facciamo un database del numero di ricoveri quando l’aria risulta inquinata in città. La commissione avrebbe l’obiettivo di monitorare la situazione anche dei costi sanitari e l’informazione nei confronti dei cittadini». Miriam Bisagni (Pd) ha condiviso l’idea. «Ci vuole un piano di monitoraggio più ampio sulle malattie, ci vorrebbe un gruppo di specialisti e competenze provenienti dal mondo accademico per studiare il sorgere di malattie, che riguarda anche lo stile di vita delle persone». «Mi sembra una proposta retorica – ha detto Marco Tassi (Pdl) -, sono funzioni che già dovrebbe coprire l’assessore all’ambiente. Non avete fatto nulla sul tema in questi 4 anni. La commissione vi serve solamente per poter dire qualcosa l’anno prossimo in campagna elettorale. Intanto congestionate il traffico cittadino e l’inquinamento di alcune zone della città. Non spendiamo altri soldi pubblici per una commissione».

«Il nostro inceneritore – ha aggiunto Quagliaroli (5 Stelle) - è tra i più vecchi della Regione, non ha più tecnologie efficaci. Non c’è competenza e sensibilità sul tema dell’inquinamento. Il Pd gestisce Piacenza da 15 anni e la Regione da sempre: Tagliaferri dopo 4 anni vuole costringere i suoi colleghi a studiare il tema. Se facciamo questa commissione poi non ci sarà il tempo per intervenire: scade il mandato fra un anno. Ci vorrebbe però un impegno preciso di sindaco e Arpa per studiare il problema dell’inquinamento. Tagliaferri ha sbagliato partito, o forse vuole prendere il posto di assessore all’ambiente in futuro». «Nel programma elettorale del Pd – ha incalzato il collega Gabbiani – c’era scritto di migliorare Piacenza. Questa è l’ammissione di un fallimento della giunta sul tema. In 4 anni potevate fare un percorso importante. Queste commissioni sono solo uno spreco di soldi». «Sull’amianto come opposizione abbiamo fatto il nostro segnalando molti problemi – ha rilevato Maria Lucia Girometta (Forza Italia) -. Sono contraria alla sua istituzione». «Tagliaferri l’ha fatto in buona fede – ha aggiunto il collega Filiberto Putzu -, è dal 2012 che ci battiamo per questo tema in consiglio, e anche prima quando c’era Reggi. Le auto incidono molto sull’inquinamento. Non credo che una commissione possa fare in pochi mesi ciò che non è stato fatto in 15 anni a Piacenza. Poi quando vengono registrati casi particolari di dati rischiosi per la salute lo sappiamo che salta fuori la schiera di medici che sono diventati primari grazie alle tessere di partito e ci vengono a dire che “tutto va bene”». «La proposta di Tagliaferri – ha dichiarato Lucia Carella (Pd) – forse nasce dall’esterno. Bisogna raccogliere i dati sempre, non solo sulle polveri fini presenti in città. I dati vanno incrociati con la salute, come dice Putzu, per analizzare le ricadute sulle fasce d’età della popolazione. Lasciamo perdere il colore di partito su questi temi». «Siamo maglia nera in Regione per le polveri fini – ha ricordato Marco Colosimo (Piacenza Viva) -, in 4 anni avete detto solo belle paroline come “Smart City”, ma non c’è stato neanche un provvedimento volto ad abbassare l’inquinamento in città. Se poi spostate la centralina di Arpa che misura l’inquinamento in via Venturini chissà cosa registra, ci sono 14mila passaggi di auto al giorno…A mio giudizio Tagliaferri non è stato ascoltato in questo tempo e ora avanza questa delibera. La ritengo inutile, perché alle soluzioni avrebbero dovuto già pensarci gli assessori competenti».

Nel momento della discussione degli emendamenti il centrodestra e il Movimento 5 Stelle sono usciti dall’aula. La maggioranza è perciò rimasta da sola in aula. Claudio Ferrari, capogruppo Pd, ha chiesto di rinviare la discussione e a fronte della presenza di soli 14 consiglieri (12 della maggioranza) non vi era il numero legale per affrontare fino in fondo la pratica. La discussione è stata perciò rinviata, creando un po’ di scompiglio in aula. Centrodestra e Pd si sono rimbalzati un po’ la colpa: a detta del centrodestra l’assenza di un discreto numero di consiglieri della maggioranza rappresenta una responsabilità importante per chi deve sorreggere l'Amministrazione, mentre Manuel Rossi (Pd) ha accusato di poca serietà proprio il centrodestra, impegnato a far mancare il numero legale nel momento decisivo per mettere in difficoltà il consiglio comunale.

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