«Una Giornata in memoria delle donne nella Resistenza»

Istituire la “Giornata in memoria delle donne nella Resistenza” è l’oggetto di una proposta di legge che viene rilanciata dall’onorevole Marco Bergonzi (Pd), uno dei firmatari, proprio in coincidenza con il 28 aprile che nel 1945 segnò la Liberazione di Piacenza con l’ingresso in città delle forze partigiane

l'on. Marco Bergonzi

Istituire la “Giornata in memoria delle donne nella Resistenza” è l’oggetto di una proposta di legge che viene rilanciata dall’onorevole Marco Bergonzi (Pd), uno dei firmatari, proprio in coincidenza con il 28 aprile che nel 1945 segnò la Liberazione di Piacenza con l’ingresso in città delle forze partigiane. “L’obiettivo – spiega il parlamentare piacentino - è far riconoscere alla Repubblica il fondamentale apporto femminile alla lotta di Liberazione italiana, dichiarando il 24 aprile Giornata in memoria delle donne nella Resistenza”. 
Con l’approvazione della legge, presentata l’11 novembre 2014 ma da allora rimasta ferma in parlamento, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado organizzerebbero, nell’ambito del normale orario scolastico, iniziative mirate a far conoscere ai giovani la partecipazione femminile alla lotta di Liberazione. 

Il 24 aprile di ogni anno, inoltre le amministrazioni e gli enti pubblici, nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio, promuoverebbero convegni, incontri e dibattiti sulle donne nella Resistenza, favorendo e patrocinando la realizzazione di studi sul tema.
“Tutto questo – prosegue Bergonzi – perché, senza dimenticare quante hanno lottato anche prima, negli anni bui del fascismo, i mesi che vanno dal settembre 1943 all’aprile 1945 hanno rappresentato uno spartiacque per la vita del nostro Paese e per la formazione delle coscienze di tante persone, donne e uomini. Senza l’apporto delle donne la Liberazione non sarebbe stata possibile e, comunque, non avrebbe avuto quella portata di cambiamento così radicale nella storia del nostro Paese”.
Dagli scioperi al trasporto di materiali di propaganda, che hanno creato una prima rete di rifugi e depositi poi così importanti per tutti i partigiani, il contributo alla Resistenza da parte delle donne -  soprattutto nel nord Italia - è stato diffuso e sostanziale, ma il ruolo più ricordato dalla storiografia è quello della staffetta. “La staffetta – ricorda il parlamentare Pd - metteva in collegamento le formazioni partigiane fra loro e con il centro direttivo. Durante l’occupazione nazista il controllo del territorio era stretto ma le donne, spostandosi sia a piedi che in bicicletta, portavano ordini, volantini, armi e viveri. Il tutto con il rischio di essere perquisite ai posti di blocco, viaggiando di notte e dovendo spesso tenere all’oscuro i familiari di quanto facevano”.

“Il continuo rischio di essere intercettate dal nemico e di conseguenza arrestate, o magari violentate e torturate, dimostra – continua Bergonzi - quanto queste donne fossero forti interiormente e pienamente coscienti del ruolo che svolgevano. Un compito rilevante, benché a lungo misconosciuto: le cifre ufficiali registrano infatti 35.000 partigiane; oltre 1.000 sono cadute in combattimento e più di 2.000 sono state fucilate e impiccate”.  “Ecco perché – chiude l’onorevole - istituire la “Giornata in memoria delle donne nella Resistenza”, scegliendo con fortissima valenza simbolica il 24 aprile per evidenziare l’indispensabilità del ruolo femminile, oltre ad accrescere la consapevolezza del loro straordinario contributo aiuterebbe a definire al meglio la natura del movimento che condusse alla Liberazione”.

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