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Unioni Civili, Zanardi (Fi): «Necessarie, ma questa legge raffazzonata crea problemi»

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Gloria Zanardi, consigliere provinciale di Forza Italia

«Vorrei esprimere la mia opinione in merito alla Legge, recentemente approvata, che introduce le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto.  La premessa è doverosa: sono sempre stata favorevole alla regolamentazione dei rapporti tra persone omosessuali, ma, allo stesso tempo, ritengo che occorra prestare molta attenzione nella scelta dei contenuti sostanziali affinché una decisione teorica giusta non si scontri con una normativa di fatto imperfetta e cedevole.

Merita una preliminare considerazione la decisione del governo di porre la questione di fiducia sull'approvazione della legge: un gesto arrogante e di ostentata prepotenza (non il primo a cui assistiamo tra l'altro). Innanzi tutto, trovo paradossale e scorretto porre il voto di fiducia su una questione etica in materia di diritti civili, perché significa imbrigliare i parlamentari in una scelta forzata. L'oggetto sottoposto all'approvazione viene trasferito dal contenuto della nuova legge all'aspettativa generale sul governo. Mossa vincente per Matteo Renzi che ormai conosce con chi ha a che fare, infatti, i parlamentari del nuovo centrodestra, ancora una volta, hanno chiuso gli occhi e, alla faccia della coerenza e dei loro valori tanto sbandierati, hanno votato “favorevole”.

Passando al merito, la nuova normativa estende diritti e doveri alle coppie omosessuali che contraggono l'unione civile tra cui, a titolo esemplificativo: la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari, il diritto alla pensione di reversibilità ecc. Quali saranno gli effetti solo prendendo in considerazione questi punti? Prevedibili.

Per quanto concerne specificatamente la sostenibilità economica della legge, io voglio manifestare qualche dubbio. L'Inps ha dichiarato che la reversibilità sia sopportabile per il sistema; lo spero, anche se nutro qualche perplessità, considerando i rischi di fallimento che ha attraversato l'istituto post fusione degli enti previdenziali e la situazione pensionistica italiana attuale. Ma vorrei soffermarmi su un aspetto che tutti sottovalutano: la disciplina della convivenza di fatto, soprattutto per quanto riguarda le coppie eterosessuali. In Italia è previsto l'istituto del matrimonio civile, un accordo tra due persone di sesso opposto a cui l'ordinamento ricollega gli effetti previsti dalla normativa. Chi vuole sottoporre la propria relazione ad una regolamentazione ferma ed articolata può scegliere di contrarre matrimonio, chi vuole vivere il proprio legame liberamente e senza vincoli decide di non farlo.

Ora, perché prevedere per tutti l'automatismo di un regime di rapporto di convivenza? Perché prevedere una disciplina, seppure potenzialmente arrecante solo vantaggi (esemplare l'attribuzione di preferenza per l'assegnazione degli alloggi popolari per i conviventi di fatto), per coloro che hanno scelto di non applicarne alcuna al loro rapporto? Se due persone convivono perché “unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale” e hanno deciso di non contrarre matrimonio la loro scelta l'hanno già fatta.

Perché di questa disciplina della convivenza di fatto? A mio parere, perché, al giorno d'oggi, se si pronuncia la parola “matrimonio”  la sensazione è che il termine disturbi perché associato alla religione, quando, invece, si tratta meramente di un accordo civile che nulla ha a che fare con la fede o con la chiesa. Ma ormai si ha troppa paura di ledere la sensibilità, a volte meramente strumentale, di alcuni.  In conclusione, una legge che introducesse le unioni civili tra persone omosessuali era necessaria (no quella relativa alle convivenze di fatto), ma la fretta del governo Renzi e questa smania di volere fare le riforme a tutti i costi, porta sempre a costruire normative che sembrano raffazzonate e che, in fondo, non costituiscono una tutela fattiva a favore degli interessati, anzi, l'imperfezione della disciplina crea solamente problemi ulteriori.  Sul punto, mi auguro, altresì, che l'approvazione di questa legge non apra le porte all'ipotesi di adozioni per coppie omosessuali o, soprattutto, della stepchild adoption e, conseguentemente, alla legittimazione di fatto di condotte amorali ed illegali, quali l'utero in affitto e la fecondazione eterologa. Chiaramente, non solo occorre evitare che a tali tappe giunga il governo, ma l'auspicio è anche quello che la magistratura, a fronte di una normativa cedevole ed imperfetta, non colmi le lacune allargando la prospettiva ed esercitando, in concreto, un potere ed un compito che di fatto non le competente che è quello di legiferare».

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