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“Uniti per Podenzano”: «Non si vuole affrontare la vicenda Parmeggiani in Consiglio»

Il gruppo di minoranza: «Il sindaco Piva non iscrive al dibattito la nostra mozione sull’espressione “Il lavoro ci rende liberi” della vicesindaco»

Il gruppo consigliare di minoranza “Uniti per Podenzano”, composto dai consiglieri Raffaella Boselli, Riccardo Sparzagni, Elena Murelli e Katia Sala, aveva presentato al protocollo del Comune di Podenzano in data 21 gennaio una mozione nella quale veniva chiesto al Consiglio comunale di prendere le distanze dal contenuto, in particolare dalla frase “Il lavoro ci rende liberi”, postato sui social dalla vicesindaco e assessore Paola Parmeggiani. I consiglieri avevano rilevato la preoccupante leggerezza con la quale, nell’approssimarsi del Giorno della Memoria e nell’attuale momento di gravi difficoltà del mondo del lavoro, la vicesindaco aveva utilizzato tale espressione, «inopportuna e poco rispettosa anche in ragione dell’immagine a cui era stata affiancata». I consiglieri di minoranza avevano inoltre stigmatizzato i “mi piace” di condivisione espressi dal sindaco e da alcuni consiglieri comunali di maggioranza. La mozione, della quale si chiedeva l’iscrizione all’ordine del giorno “nel prossimo Consiglio Comunale”, chiedeva alla Vicesindaco, al sindaco e ai consiglieri coinvolti, di scusarsi con le cittadine e i cittadini, nel corso della seduta consigliare.

«Il 28 gennaio – interviene il gruppo “Uniti per Podenzano” - il sindaco Alessandro Piva ha convocato la seduta del Consiglio comunale per il 3 febbraio 2021 omettendo l’iscrizione all’ordine del giorno della mozione presentata dal gruppo di minoranza. Alla richiesta di spiegazioni per il mancato inserimento della mozione (presentata al Comune tramite PEC il 29 gennaio), il sindaco finora non ha fornito alcun riscontro. È molto grave che il primo cittadino di Podenzano si arroghi il diritto di decidere di non iscrivere una mozione all’o.d.g. del Consiglio Comunale, senza dare nessuna motivazione o giustificazione per tale decisione. La mancata iscrizione della mozione lede un diritto, peraltro non di esclusivo appannaggio della minoranza, sancito dal Regolamento per l’organizzazione e il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari. Tale Regolamento, che conserva immutato fin dal 1996, anno della sua approvazione, l’articolo 78 inerente la possibilità e i modi di presentazione delle mozioni in Consiglio Comunale, è strumento di partecipazione attiva e democratica all’amministrazione del Comune e pertanto non può essere disatteso o piegato a volontà di parte. Quella che si sta scrivendo, è una brutta pagina per l’amministrazione democratica del paese».

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