Via libera alla commissione antimafia permanente voluta dalla Giunta

Sei ore di polemiche in Consiglio comunale sull'istituzione della commissione permanente voluta dal vicesindaco Baio, che scavalca la proposta già formulata da Roberto Colla

No alla commissione speciale antimafia proposta diversi mesi fa da Roberto Colla (Piacenza Oltre) con l’ex consigliere Gianluca Bariola, sì alla commissione permanente (che sarà così la numero 5) voluta dalla Giunta Barbieri. Il Comune avrà così un nuovo organo istituzionale dedicato alla “prevenzione e al contrasto delle mafie e della corruzione”. Dopo oltre sei ore di fuoco incrociato tra maggioranza e opposizione su antimafia, infiltrazioni mafiose, la vicenda di Giuseppe Caruso, questo è il responso del Consiglio comunale. Seduta, ancora una volta, polemica. L’opposizione lamenta – non è la prima volta – la mancanza di collaborazione da parte della Giunta e del centrodestra su alcuni temi condivisibili, come in questo caso. L’opposizione si è sentita scavalcata dalla successiva decisione del vicesindaco, che è andata a coprire la proposta del consigliere civico Colla.

«Un anno fa – ha preso la parola Roberto Colla - è stato tradito il brand di Piacenza “isola felice”, bisogna combattere, distruggere e annientare questi fenomeni criminosi emersi dall’inchiesta Grimilde. Per questo qui dobbiamo misurarci, l’episodio non deve essere circoscritto alla sostituzione di Caruso da presidente, bisogna analizzare il fenomeno. Dobbiamo ripartire, il compito di portare avanti la riscossa spetta alla politica. Non c’è strumentalizzazione politica. Fossi stato in maggioranza, avrei battuto i piedi per una commissione consiliare speciale sull’antimafia, come quella proposta da me e dal collega Bariola».

Ma la Giunta ha tirato dritto per la sua strada. Meglio la commissione permanente illustrata dal vicesindaco Elena Baio, rispetto a quella Elena Baio-18-3proposta da Colla. «Ci siamo chiesti cosa potevamo fare – ha detto Baio – dopo l’arresto di Caruso e abbiamo pensato a questa commissione permanente di promozione della cultura della legalità. Acquisirà informazioni, dibatterà, approverà proposte per rendere sempre più efficace l’attività degli organi di controllo dell’ente, e promuoverà la legalità nella comunità cittadina, anche attraverso la promozione di specifiche iniziative. Commissione che lavorerà contro tutta l’illegalità, non sono contro la ‘ndrangheta. È un progetto ambizioso». «La scorsa settimana una società piacentina è stata sequestrata per usura. Si sa, in tempi di crisi, come quello attuale, l’usura avanza. Noi nomineremo sicuramente degli esperti – senza oneri per l’ente, non è possibile ascoltare esperti a pagamento all’interno delle commissioni - e coinvolgeremo anche le scuole. Non c’è contraddizione tra le due proposte, trovo che se non si trova condivisione su questa commissione, non facciamo una bella figura». Baio sostiene di aver ricevuto soltanto il 29 maggio la proposta di Colla per la “sua” commissione. Ma la proposta di Colla è stata inviata al sindaco Patrizia Barbieri il 3 febbraio, dopo averla presentata al presidente del Consiglio comunale Davide Garilli a novembre, e poi rimodulata.

Sergio Pecorara (Misto) ha ripercorso tutto l’iter e la vicenda. C’è un’emergenza sociale là fuori, dobbiamo rispondere di tanti problemi in questa fase. Qua con Caruso si vuole piantare l’ennesima bandierina politica».

«L’idea giusta – ha dichiarato il neo consigliere Samuele Raggi (Pc del futuro) - era una commissione che analizzasse il fenomeno a livello provinciale. Ora rinunciamo ai gettoni di presidenza e date la presidenza alla minoranza. La commissione non deve diventare una Roberto Colla 2-2-2operazione di marketing. Per prima cosa ascolterei le associazioni che operano sull’argomento da anni e le categorie. Poi partirei con l’analisi dei possibili luoghi di riciclaggio di denaro nella nostra città».

«In un momento in cui la nostra città, insieme ad altre quattro province, è colpita da qualcosa di così grande…Qua dentro ci stiamo facendo male – ha tuonato Antonio Levoni (Liberali) - a chi interessa parlare delle commissioni su Caruso in questa fase? Caruso è stato arrestato per il suo lavoro, dovranno discuterne dove lavora, non qua. A sentire i discorsi qua dentro sembriamo una città dove bande di mafiosi si sparano per la strada. Piacenza è una città virtuosa. I Liberali sono per affossare entrambe le commissioni, basta perdere tempo, riprendiamo la commissione di controllo e garanzia».

«L’opposizione fa proposte – spiega Giorgia Buscarini (Pd) - o pianta le bandierine come si sostiene in maggioranza. Una maggioranza che invoca collaborazione, ma non ha proposte da contrapporre a tutte quelle delle minoranze. Fatichiamo a comprendere come il vicesindaco Baio possa aver saputo soltanto a maggio della proposta, dopo che è stata presentata. Non legge neanche i giornali».

«Non siamo una città di mafia – ha osservato Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - ma abbiamo corso un rischio grossissimo. Questo atto è di facciata, non risolve nulla. E non c’è collaborazione tra noi, la maggioranza non intende ascoltare le proposte e i pareri degli altri».

«Piacenza città virtuosa sì – è il parere di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - ma non immune da criminali. Nell’inchiesta “Libera fortezza” di alcuni giorni fa, l’unica società della ‘ndrangheta coinvolta fuori dal territorio di Reggio Calabria, era a Piacenza. Occorre stare attenti, perché con il Covid manca la liquidità a tante imprese piacentine, che faticano accedere al credito. E siamo un territorio fortemente edificatorio. Sconcertante l’atteggiamento della Giunta. O qualcuno mente, o si pensa che il Consiglio comunale sia inutile».

«Non è sbagliato – ha aggiunto Giulia Piroli (Pd) - parlare di questi temi in questa fase. La malavita sa che adesso è il momento per avvicinare imprenditori e commercianti, perché sono più fragili». «Gravissimo sgarbo istituzionale – ha dichiarato Christian Fiazza (Pd) - senza precedenti, uno schiaffo. Non state guidando Piacenza, la state comandando. Siete come il Marchese del Grillo».

«Stiamo parlando da ore – è il rilievo di Gian Paolo Ultori (Liberali) - di due proposte simili. Anzi, quella della maggioranza è più completa. Anche se non ho capito cosa dovrebbero spiegarci gli esperti qua dentro. Siamo demotivati, perché si parla di ore di una targhetta e di Caruso, quando Piacenza vive altri problemi».

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«Le cosche – ha preso la parola Michele Giardino (Misto) - hanno messo nel mirino Piacenza. I cittadini hanno altre priorità, ma noi non siamo cittadini comuni. Siamo persone che si sono prese la responsabilità di occuparci di tutto, sia del Covid che dei problemi legati alla mafia. Un tema non esclude l’altro». «Su alcuni punti – ha preso la parola anche Massimo Trespidi (Liberi) - si può decidere insieme qua dentro. Si poteva gestire meglio questa proposta. Comunque non c’è una emergenza mafia in città, c’è il pericolo, ma piuttosto sta crescendo l'emergenza economica e sociale in questi mesi». «Non c’è una emergenza mafiosa – ha sottolineato il sindaco Patrizia Barbieri - ma una situazione che va attenzionata. Mi segnalano rischi di usura in questo periodo post Covid. Ci sono persone che avvicinano chi è in difficoltà all’uscita delle banche. Io ero per discutere di mafia e antimafia all’interno della commissione di controllo e garanzia, ma dopo la vicenda Caruso si è pensato di avere una commissione più completa in grado di affrontare più aspetti. Insomma, volevamo fare le cose fatte bene. Ecco perché è stata proposta una commissione permanente per discutere di legalità. Guardiamo al fine della legalità, non al metodo».  

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