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Martedì, 5 Luglio 2022
Politica

Vicepresidenza del Consiglio: l’opposizione unita su Piroli (Pd), ma il centrodestra non vota

Dopo le dimissioni di Dagnino (5 Stelle) le minoranze puntano sulla consigliera del Pd. Ma il centrodestra insorge e fa mancare i voti necessari per l’elezione: «Non ce lo avete detto»

L’opposizione si è schierata compatta sia su Piroli che con Dagnino. Roberto Colla (Pc oltre): «Non condivido le contestazioni al collega Dagnino, che ha rispetto istituzionale». «Giulia Piroli ha tutte le qualità per fare la vicepresidente – ha rimarcato Luigi Rabuffi (Pc in Comune) -. È stata assessore, consigliera, ha portato avanti a Piacenza tante battaglie, è antifascista. Dagnino, comunque, si è dimostrato molto corretto e lo avevate anche evidenziato voi del centrodestra. Per un attimo si era pensato anche di mettere lui al posto di Caruso. Ora venite a dire che fa “avanspettacolo”».

«Noi Liberali siamo a disagio – ha preso la parola Antonio Levoni - sarebbe ora di smetterla di litigare in maniera non costruttiva come oggi. Le liti portano a decadenza e perdite di opportunità. Dagnino è stato un “modello” come consigliere, l’ho apprezzato e tutti dovrebbero comportarsi come lui». «Fu il capogruppo della Lega Carlo Segalini – aveva fatto presente Christian Fiazza (Pd) - a dire che avrebbero votato un nome dell’opposizione. Dalla maggioranza ci attendiamo una dimostrazione di maturità e serietà nel votare Piroli». «Dagnino va solo ringraziato per l’aiuto che ha dato», è il parere di Gianluca Bariola (La Pc del futuro). «Duri non significa essere sgradevoli – si è smarcato dalla maggioranza Michele Giardino (Misto) - io non ho sottoscritto il comunicato del centrodestra». «Sentire certe parole su Dagnino – ha dichiarato il collega grillino Andrea Pugni - che aiutò l’Amministrazione del dopo Caruso…Non capisco la chiusura del centrodestra su Piroli». «Ignobili le parole del centrodestra – ha commentato il capogruppo Pd Stefano Cugini - nei suoi confronti. Toni volgari e maleducati».

«La vicepresidenza sarà per forza della minoranza – ha osservato Filippo Bertolini (Fd’I) - ma non sta scritto da nessuna parte che noi dobbiamo votare Piroli». «Non sapevamo – è intervenuta Gloria Zanardi (Fd’I) - fino alle 15 di oggi (data di inizio della seduta) quale era il nome della maggioranza. Non votiamo per questo». Critici anche il capogruppo della Lega Carlo Segalini - «Avremmo votato se c’era condivisione sul nome» - e la collega Lorella Cappucciati - «Non ho capito perché maggioranza e opposizione su certe cose debbano andare a braccetto» -. Ha fatto invece un passo indietro il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara: «Sono amareggiato per ciò che abbiamo scritto, ma anche noi veniamo criticati per tutto». «Il nome non è stato detto neanche 5 minuti prima al sindaco – ha detto la stessa Patrizia Barbieri -. Nulla di personale contro Piroli, ma non è il comportamento corretto per avere condivisione».

Mauro Monti (Liberi) ha rimbrottato i colleghi. «Con i giornali si usano toni molto più gravi di quelli che poi vengono utilizzati “faccia a faccia”. Questi liti mi ricordano quelle tra gli adolescenti a scuola, spesso provocate dai social e poi di poco significato “di persona”». Per l'elezione di Piroli come vicepresidente, toccherà aspettare: per la prossima votazione a scrutinio palese, la terza, basterà avere la maggioranza assoluta. 

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