Vigolzone, il centrodestra si prepara per le Comunali 2019

Il gruppo consiliare di minoranza “Amare Vigolzone” legge nel voto a favore del centrodestra alle Politiche la voglia di cambiamento in paese: «C’è già una squadra di persone che si sta impegnando per il prossimo anno»

"Amare Vigolzone": Borlenghi, Serena e Rivi

“Amare Vigolzone” - rappresentato dai consiglieri Lucia Serena, Giulio Borlenghi e Luigi Rivi - mette le mani avanti. C’è già un cantiere che sta lavorando alla costruzione di un’alternativa per le Comunali del 2019 nel paese della Valnure. Il gruppo d’opposizione – che fa riferimento all’area del centrodestra – legge nel buon risultato di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia alle Elezioni Politiche, una crescete voglia di cambiamento anche a Vigolzone. «Il centrodestra a Vigolzone è vivo e vegeto – commenta Borlenghi -, mentre il Pd è sprofondato sotto il 15%, nonostante sindaco e vicesindaco (Francesco Rolleri e Loris Caragnano) siano due esponenti di spicco del partito a livello provinciale.  Le persone condividono gli ideali e i valori del centrodestra». Da “Amare Vigolzone” c’è soddisfazione per l’elezione di Tommaso Foti e Pietro Pisani a Camera e Senato, e un particolare apprezzamento per l’elezione della podenzanese Elena Murelli. «Li conosciamo – spiegano i tre consiglieri di minoranza – e con loro ci sarà dialogo, mentre registriamo che la l’Amministrazione Rolleri è marcatamente iscritta al Pd, che è andato male a queste Elezioni».

Il centrodestra alle precedenti Comunali, nel 2009 e nel 2014, ha subito due sconfitte. «Dopo un po’ di tempo – motiva i due insuccessi Serena – un po’ di voglia di cambiamento era fisiologica, la gente aveva voglia di vedere cambiare le persone alla guida del Comune. E un secondo mandato, difficilmente, non si nega mai a un sindaco di un comune non grande: si preferisce dare continuità a un ciclo». Ma per i tre membri della minoranza balzano agli occhi una serie di errori commessi soprattutto in questo mandato. Uno su tutti? La mancata fusione del comune con Pontedellolio. «La fusione – spiega Borlenghi - è stata un fallimento per l’Amministrazione. Si sono fatti eleggere per guidare il Comune di Vigolzone, l’ente di questa comunità. Dopo metà mandato hanno proposto di eliminare l’ente per cui avevano ricevuto il mandato: si sono comportati come un curatore fallimentare. Non abbiamo mai condiviso il percorso verso la fusione con Pontedellolio. Non ci siamo schierati dichiaratamente per il “No” perché ritenevamo che, arrivati a un certo punto, la decisione spettasse ai cittadini chiamati ad esprimersi attraverso il Referendum. Non volevamo indirizzarli, come invece ha fatto l’Amministrazione che ha spinto per il Sì». «Abbiamo votato per il No – ricorda Serena - alla fusione: quella proposta è stata un errore. Podenzano, ad esempio, ha realizzato uno studio di fattibilità per la fusione e poi si è sfilato perché non ne ha visto la necessità». «Rolleri – sottolineano i tre - ci ha accusato di essere stati responsabili moralmente di questo mancato Referendum nei confronti dei nostri figli, ma contro la fusione ha votato il 60% dei cittadini, che hanno dato una risposta chiara di come la pensavano».

Per la minoranza sono altri i deficit dell’Amministrazione Rolleri. «Abbiamo segnalato diverse volte – continua Borlenghi – la mancata manutenzione ordinaria delle cunette, delle aree verdi, dei cimiteri. Si rincorre sempre l’emergenza in questo territorio, a partire dalla condizione delle strade (l’asfaltatura del quartiere Pellegrina è stata annunciata ma non ancora realizzata, incalzano i tre consiglieri). Inoltre registriamo l’assenza sul territorio degli amministratori, anzi, sono i cittadini stessi a lamentarsi della poca presenza. È importante mantenere il contatto diretto».  Altri due appunti dell’opposizione riguardano il problema della piscina (rimasta chiusa in seguito a una controversia con la società che gestiva la struttura) e il centro civico, che ha ospitato gli ultimi Consigli comunali in sostituzione del Municipio («quella sede è inadatta, stretta, non c’è spazio, alla prima seduta mancava la bandiera italiana e costringe i dipendenti comunali a sforzi inutili»).

Così i tre sono già al lavoro per le Comunali del 2019. «Stiamo lavorando – continua Serena – al programma e per costruire una squadra che tenga conto di un giusto mix tra giovani e esperienza, con persone che condividono i nostri ideali per far crescere il nostro territorio. Si è già creato un gruppo». Il candidato sindaco uscirà da questo confronto interno. «A Vigolzone si percepisce il risveglio del centrodestra, c’è fermento attorno a questa squadra. Si stanno avvicinando persone nuove: in paese sono tanti i neo-residenti che si stanno inserendo nella comunità, ma hanno difficoltà a conoscere tutte le realtà. Sappiano, ora, che c’è un gruppo che si sta impegnando per il futuro. È ora di garantire un ricambio a Vigolzone».  

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