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Violenze del '44-48, respinta la proposta di legge di Foti (Fd'I)

Bocciata in commissione Lavoro in Regione: contrari i Gruppi di maggioranza, Pd e Sel; a favore Fi e Fdi; astenuti Ln e M5s. "Nessuna vendetta, chiarire periodo storico-politico". Foti: "Inaccettabile, si svilisce la Resistenza"

La commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro e sport, presieduta da Valentina Ravaioli, ha respinto la proposta di legge alle Camere, presentata da Tommaso Foti (Fdi), che chiedeva l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla violenza politica negli anni 1944-1948. Contro la proposta si sono espressi i Gruppi di maggioranza, Pd e Sel; a favore Fi e Fdi; astenuti Ln e M5s
Scopo della commissione, si legge nella relazione del proponente, "quella di accertare il numero e l’identità delle persone uccise o scomparse in quel periodo, la cui uccisione o scomparsa possa essere collegata a moventi politici, nonché le circostanze in cui tali uccisioni o scomparse siano avvenute". Nella proposta si chiedeva inoltre di “ricostruire, documentare e illustrare, con intenti di accertamento storico politico, i caratteri della lotta politica e delle tensioni sociali degli anni 1944-1948, nonché i rischi di involuzioni antidemocratiche verificatisi in tale periodo".

Per Foti, “non c’è alcun motivo di vendetta, ma solo la possibilità di ricostruire e chiarire un periodo storico-politico e, soprattutto, dare dignità a quelle famiglie e ai quei morti innocenti rimossi dalla storia”. Per Enrico Aimi (Fi), “è mancata la sensibilità politica in grado di superare la coltre di silenzio e di omertà politica su quei fatti”.  

Contro la proposta si sono espressi i consiglieri Silvia Prodi, Massimo Iotti, Giuseppe Boschini (Pd) e Yuri Torri (Sel).

Per Silvia Prodi, “la proposta è inaccettabile e, quindi, da rigettare totalmente. Una visione storica distorta, con la sola volontà di svilire la Resistenza equiparandola ad una guerra tra bande”. Anche per Massimo Iotti “è una lettura distorta e non condivisibile nei toni e nel modo di porre la questione. Nessuno- ha poi aggiunto- si è mai sottratto sulla necessità di fare chiarezza su determinati fatti”. Per Giuseppe Boschini “è acclarata la violenza politica di alcuni fatti, nessuno lo nega, ma non possiamo macchiare il sacrificio di tanti con la violenza di pochi”.
Infine, per Yuri Torri “occorre ribadire la verità storica: c’è stato un regime che si è macchiato dei peggiori crimini e cittadini che lo hanno rigettato. Su questi ultimi si basa la nostra Costituzione”.

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