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Welfare, per contrastare i “furbi” arriva la tessera sociale

Verrà rivista nei prossimi mesi l'erogazione di contributi da parte del Comune di Piacenza a famiglie in situazioni di difficoltà. Cugini: «E' un modo per controllare se gli aiuti sono finalizzati veramente ad acquistare beni primari». A dicembre pronto anche un "emporio sociale"

Una tessera sociale - al posto dei contributi che stanzia il Comune per le famiglie e i cittadini in situazioni di difficoltà - per contrastare i “furbi” che succhiano risorse economiche che non vanno poi a coprire bisogni primari. Questa l’iniziativa dell’assessorato al nuovo welfare, guidato dall’assessore Cugini. Le Commissioni 1 e 3 si sono riunite nel pomeriggio del 30 giugno in una seduta congiunta per discutere del tema. La richiesta era stata avanzata dai consiglieri Mirta Quagliaroli (Movimento 5 Stelle) e Marco Colosimo (Piacenza Viva), che chiedevano delucidazioni sullo stato attuale dei servizi sociali del capoluogo.

«Aumentano le persone che si rivolgono ai servizi – ha spiegato Stefano Cugini, assessore al nuovo welfare -: come più volte detto in quest’aula, il nostro slogan è quello di “nessuno deve essere lasciato indietro”, ma è anche vero che “nessuno deve però essere preso in braccio”. Vogliamo un welfare generativo, le persone aiutate devono acquistare comunque autonomia e provare a dare un aiuto e farsi coinvolgere in attività sociali per gli altri. Ci deve essere un “patto di reciprocità”. Stiamo incrementando i nostri tirocini formativi (per introdurre al mercato del lavoro le persone), attività responsabilizzanti (persone collocate in enti e associazioni) e contratti sociali (persone che ricevevano contributi senza dare nulla in cambio). Il secondo passo dei nostri servizi sociali sarà quello di controllare se i contributi erogati sono finalizzati veramente ad acquistare beni e servizi importanti. Si sta pensando a una tessera per effettuare spese nei negozi di vicinato di Piacenza, per ottimizzare il contributo che versiamo. La tessera sociale è un progetto che sta partendo, stiamo preparando il bando. Questa è la logica per rivedere il nostro welfare». Il bando per il coinvolgimento dei negozi verrà organizzato solo quando verrà approvato il bilancio a metà luglio. Per l’emporio sociale si dovrà aspettare dicembre.

«Non è facile intercettare nuove povertà: ci sono persone che perdono il lavoro all’improvviso e non riescono più a pagare l’affitto. Le persone con queste tessere caricate potranno andare a fare spesa in alcuni negozi. Riusciamo a inglobare in questo progetto diverse realtà sociali sotto un unico nome e logo. Ci sarà un calendario di eventi di raccolta di prodotti per creare un emporio solidale dove compare prodotti a prezzi agevolati. Costituiremo una banca dati di quanto aiuti vengono dati alle singole famiglie: ci sono “professionisti degli aiuti” che ricevono una mano da troppe parti».

«Dovevamo discutere della rivisitazione del sistema welfare – ha osservato Marco Colosimo (Piacenza Viva) - non discutere di quello che è oggi il welfare a Piacenza. Volevamo capire le idee dell’Amministrazione sul futuro dei servizi sociali, che devono diventare sempre meno un costo e sempre più un investimento. A un anno di distanza non siamo riusciti ancora a discutere dei singoli capitoli di spesa del sociale. Forse si costituirà a breve la “commissione welfare”, ma iniziamo a parlare della nostra idea di welfare». Critiche pesanti sono piovute su Cugini dal consigliere del Pdl Marco Tassi: «Questa amministrazione non risponde ai bisogni della cittadinanza».

«Il mio assessorato non filosofeggia – ha replicato l’assessore -. I nostri tirocini – per fare un esempio – coinvolgono ben 120 cittadini. Il sistema welfare copre comunque il 25% dei bisogni degli anziani. Dobbiamo governare l’altro 75%: bisogna trovare altre logiche che ci permettono di intercettare più persone tra il mercato privato e noi». «La commissione 3 – ha aggiunto Lucia Rocchi (Moderati) - fa solo audizioni: è necessario costituire una nuova commissione dedicata al welfare? Potremmo utilizzare la 3 per studiare tutte le voci di bilancio del welfare. Mi sembra di essere tornati ai tempi della guerra vedere andare delle famiglie con una tessera a comprare gli alimenti: mi sembra un’iniziativa che lede la dignità delle persone».

«I servizi sociali di Piacenza – ha assicurato l’assessore - sono ben strutturati, tuttavia ci possono essere individui che s’inseriscono tra le maglie di questi meccanismi facendo un po’ i furbi. Vogliamo mettere in rete tutti i soggetti del territorio che s’impegnano per dare assistenza a chi ha bisogno. Il Comune non soffoca la “mission” delle singole realtà: con i progetti della tessera sociale e dell’emporio tiriamo le fila di tutte queste azioni».

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