«Aumentate le morti per tumori: tra gli agenti killer il fumo, l'amianto e i residui di combustione»

Dalle statistiche mondiali del 2015 risultano 17,5 milioni i nuovi casi di tumore e 8,7 milioni i morti

Dalle statistiche mondiali del 2015, risultano 17,5 milioni  i nuovi casi di tumore e 8,7 milioni i morti. Il Report del Global Burden of  Desease Cancer Collaboration, pubblicato su Jama Oncology, conferma che l'aumento dell'incidenza della patologia dal 2005 al 2015 è del 33%. La ricerca scientifica ha messo in evidenza diversi fattori di rischio  che assumono una importanza rilevante nella comparsa dei tumori. Molte neoplasie, infatti, non hanno origine genetica; studi multicentrici hanno dimostrato che i geni sono responsabili del 30-40% nella genesi dei tumori  e quindi una buona percentuale di essi sarebbero prevenibili modificando gli stili di vita (abolizione di fumo e alcol, alimentazione sana ed attività fisica adeguata) e riducendo l'esposizione a sostanze cancerogene  chimiche e a radiazioni. Studi epidemiologici indicano incrementi di mortalità per tumore polmonare per emissioni industriali di raffinerie e polipetrolchimici e degli stabilimenti metallurgici. Preoccupante è la crescita del cancro della tiroide, della mammella e del mesotelioma, in aree dove i terreni sono profondamente inquinati da diossina. Da studi autorevoli è emersa la relazione causa-effetto tra emissioni di polveri e biossido di zolfo e alta incidenza di tumore polmonare e infarto del miocardio.

Oggi, le indagini conoscitive in merito alla incidenza dei tumori, conseguenti ad inquinamento ambientale, riguardano anche l'epigenetica (epì dal greco “sopra”  gennetikòs “relativo alla eredità  familiare”),  lo studio delle modifiche ereditabili nella funzione del genoma che si verificano  senza cambiamenti della sequenza di DNA.  Una varietà di composti sono considerati carcinogeni epigenetici; essi danno luogo ad un incremento  della incidenza  dei tumori, ma non mostrano attività mutagena. Tra questi: il dietilstilbestrolo, l'arsenite, l'exaclorobenzene e composti contenenti nichel. In merito alla sua nocività, il fumo è responsabile del 30% delle morti per neoplasie, imputabili particolarmente al catrame ed i suoi derivati e all'acido cianidrico; il benzopirene  (idrocarburo aromatico), favorisce l'insorgenza del tumore polmonare, le nitrosammine   del tumore vescicale ed una relazione significativa  è stata dimostrata  tra fumo di sigaretta e  cancro del pancreas. Il consumo di alcol è in grado di potenziare l'effetto cancerogeno del fumo ed i tumori ad esso correlati sono: il cavo orale, faringe, laringe, esofago, fegato e mammella. Un numero elevato di sostanze conservanti, coloranti, vengono introdotte nell'organismo con potenziale effetto cancerogeno, fra queste: i nitrati usati nella industria conserviera dei salumi che sono stati implicati nello sviluppo di carcinoma dello stomaco e del colon, ma anche la affumicatura e la cottura alla brace. Anche l'acrilamide, una sostanza che si sprigiona quando i grassi friggono, tostano o cuociono al forno, fa aumentare il rischio di sviluppare il cancro ovarico, uterino o mammario.  Anche le radiazioni elettromagnetiche del sole che costituiscono il fattore di rischio più importante per i tumori cutanei, compreso il melanoma. Tra i fattori di natura fisica, le radiazioni ionizzanti (raggi x e y) sono responsabili del 3% delle neoplasie; quasi tutti i tessuti sono suscettibili di danno, ma gli organi più sensibili sono: il midollo osseo, la mammella e la tiroide.

LE FIBRE DI AMIANTO - L'amianto, secondo gli esperti è il peggior cancerogeno del terzo millennio. I nuovi dati epidemiologici diffusi dall'Osservatorio Nazionale, confermano la morte, ogni anno, in Italia, di circa 6000 persone, tra: mesotelioma pleurico ed anche altre neoplasie, tra cui: il polmone, il faringe, lo stomaco, il fegato, l'esofago, il colon-retto ed ovaie.  Sono ancora presenti in Italia, 40 milioni di tonnellate di amianto e 44.000 i siti da bonificare. L'Agenzia della Ricerca sul cancro, ha definito  l'amianto agente cancerogeno certo. Recentemente, le fibre di fluoro-edenite (simili all'amianto), sono state inserite  dall'International Agency for Research on Cancer  nel gruppo dei cancerogeni  umani certi. Le indagini dell'Istituto Superiore di Sanità hanno portato alla osservazione di un eccesso  di mortalità per mesotelioma pleurico.

I RESIDUI DALLE COMBUSTIONI - Il benzene, che si trova in alta concentrazione nei vapori della benzina è causa di leucemia tra i lavoratori dell'industria delle colle e delle vernici. Il cloruro di vinile o PVC, costituente di materiali plastici di vasto impiego, è stata posto  in relazione  con tumori epatici. Sostanze killer sono le diossine, sostanze formate da idrocarburi  aromatici legati ad atomi di cloro. La fonte accertata, maggiormente significativa  di diossine consiste  nei processi inefficienti di combustione, specialmente in elevate quantità di sostanze clorurate: incenerimento di rifiuti solidi urbani e gli ospedalieri, caratterizzati da una elevata percentuale di prodotti monouso  realizzati in PVC (polivinile cloruro). Le diossine sono gli agenti inquinanti più conosciuti prodotti dagli inceneritori e sono causa di una quantità di problemi di salute pubblica, incluso il cancro, danni al sistema immunitario, problemi riproduttivi e legati allo sviluppo. L'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, ha riconosciuto la diossina cancerogeno umano certo ed è stato dimostrato che si può formare in diversi processi di combustione: motori di auto, navi ed aerei, stufe e caminetti domestici ed incendi forestali.

Gli ossidi di azoto vengono prodotti principalmente dalla combustione del gasolio nei motoveicoli e dai processi industriali, particolarmente quelli coinvolti nella produzione di energia. Dal Centro Internazionale di ricerca sul cancro, l'OMS, conferma la nocività delle emissioni diesel e la necessità  che l'esposizione a questa miscela di prodotti chimici  (ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri sottili), sia ridotta in tutto il mondo. Le emissioni allo scarico dei motori diesel sono cancerogeni certi (gruppo 1) per gli esseri umani  e sono associate ad un rischio  maggiore di tumore polmonare e  della vescica. Secondo l'OMS, per i pesticidi, fitofarmaci e fertilizzanti sintetici, i principali rischi riguardano i tumori del sangue, ma anche del polmone, pancreas, colon- retto, vescica, prostata, cervello e melanoma, hanno dimostrato  una associazione  statisticamente significativa. 

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