Il caldo estivo prima o poi arriverà. Sintomi e consigli del medico per limitare i problemi

Parola di meteorologo, presto le giornate saranno sempre più calde e afose e le prolungate esposizioni al caldo intenso e i tassi di umidità elevati metteranno a rischio l'organismo, compromettendo soprattutto la salute di bambini e anziani

Parola di meteorologo, presto le giornate saranno sempre più calde e afose e le prolungate esposizioni al caldo intenso e i tassi di umidità elevati metteranno a rischio l'organismo, compromettendo soprattutto la salute di bambini e anziani. Il corpo, infatti, si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali, può non essere sufficiente. Se, per esempio, l'umidità è molto elevata, il sudore non evapora, il calore corporeo non viene eliminato con efficacia e di conseguenza, la temperatura del corpo aumenta.

I centri di termoregolazione sono situati nella regione ipotalamica e costituiti da neuroni sensibili alle modifiche positive o negative della temperatura corporea, cioè, nell'uomo, alle variazioni al di sopra ed al di sotto di 37° C. Se i neuroni ricevono dai centri termoregolatori segnali termici superiori alla temperatura di riferimento (37° C), per un periodo di tempo prolungato ad una temperatura ambientale elevata, rispondono modulando la riduzione della produzione di calore attraverso il metabolismo corporeo (la termogenesi) e l’incremento del calore eliminato dall'organismo (la termo dispersione) al contrario, se i neuroni dei centri termoregolatori ricevono segnali termici inferiori a 37° C). La permanenza dell'organismo per un periodo prolungato ad una temperatura ambientale elevata, causa la comparsa di manifestazioni patologiche, che possono essere lievi, come i crampi, ma anche più gravi, come il colpo sole, di calore, o fenomeni di disidratazione. Inoltre, situazioni prolungate di forte caldo, possono peggiorare le condizioni di salute di persone con malattie croniche già presenti.

Il colpo di calore, colpisce i soggetti esposti a temperatura ambientale elevata (olter 40° C), associata ad un alto grado di umidità. Il rischio aumenta con gli sforzi muscolari che incrementano la produzione endogena di calore. La sintomatologia è caratterizzata da innalzamento della temperatura corporea fino a oltre 42° C, con convulsioni, perdita di coscienza, coma od esito mortale.

La prevenzione del colpo di calore, si ottiene con l'acclimatamento, con il soggiorno del soggetto per circa una settimana, senza compiere sforzi muscolari e lavori faticosi. In particolare, si ha un adattamento renale, con ritenzione di cloruro di sodio, che, associandosi a sensazioni di sete, fa introdurre una maggiore quantità di acqua, senza reintegrare a sufficienza i liquidi persi con la sudorazione.

L'EDEMA; è causato da una ritenzione di liquidi negli arti inferiori, come conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata dovuta al calore. Un rimedio semplice ed efficace, in questi casi è di tenere le gambe sollevate ed eseguire dei movimenti per favorire il ritorno venoso, dal basso verso l'alto e dall'interno verso l'esterno, sino alla sommità della coscia, oppure, effettuare docce fredde agli arti inferiori.

I CRAMPI; Sono causati da una perdita di sodio dovuto alla sudorazione e ad una conseguente modificazione dell'equilibrio idrico-salino, oppure possono derivare da malattie venose degli arti inferiori. Si possono verificare negli anziani che assumono pochi liquidi e in persone anche giovani che svolgono attività fisica.

LA CONGESTIONE; è causata dall’assunzione di bevande ghiacciate, in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. Provoca un eccessivo afflusso di sangue all'addome che può rallentare o bloccare i processi digestivi. I sintomi si manifestano con sudorazione e dolore toracico.

LA DISIDRATAZIONE; è causata da una perdita di acqua dall'organismo, maggiore di quella introdotta, in quanto è richiesta una quantità di acqua superiore, dovuta ad alte temperature ambientali, per l'eccessiva sudorazione. I sintomi principali sono: sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari e abbassamento della pressione arteriosa.

CONSIGLI PRATICI

Tra le precauzioni per affrontare le ondate di caldo, si ricorda di limitare, per quanto possibile, la permanenza all’aperto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 17). E’ importante aumentare l’apporto di liquidi, in modo da non ridurre troppo la quantità di urine, considerando che, buona parte di acqua e di sali vengono persi con la sudorazione.

L’aumento di liquidi si ottiene bevendo poco e spesso e mangiando alimenti ricchi di acqua, come frutta e verdura. Possibilmente bere acqua non gassata, latte, succhi di frutta e limitare il consumo di alcoolici, caffè e the e, in generale, bevande ghiacciate o fredde. Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea.

Utilizzare climatizzatori, regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo.

Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini molto piccoli, degli anziani con patologie croniche (es. diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco), o che vivono da soli, delle persone non autosufficienti, oltre a chi lavora all’aperto o in ambienti nei quali c’è produzione di calore.

Molta attenzione verso le persone che soffrono di ipertensione arteriosa e che assumono ipotensivi, come i diuretici. Dato che il caldo abbassa naturalmente la pressione del sangue, è importante consultare il proprio medico di famiglia per rivedere i dosaggi di questi farmaci. Chiedere sempre al medico, inoltre la quantità di acqua che può essere assunto giornalmente, in quanto, in alcune patologie può essere controindicata l’introduzione abbondante di liquidi.

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