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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Salute

Petizione popolare per nuovi defibrillatori, Commissione Salute: «Regione già attiva»

Ad oggi 250mila persone formate e 3.053 defibrillatori nelle aziende regionali sanitarie, uso obbligatorio nei centri sportivi. Boschini (Pd): "Lo sforzo della Regione è - e continuerà ad essere - quello di mettere in rete il sistema". Tagliaferri (Fdi): "Attenzione ai costi per Regione"

Sono condivisibili i principi contenuti nella petizione popolare che chiede di rendere obbligatorio in tutti i luoghi pubblici e nelle scuole il defibrillatore semiautomatico, ma andrebbero prima svolti alcuni approfondimenti anche di carattere economico e ridefiniti nuovi criteri. Questa la risposta della Commissione Politiche per la Salute, presieduta da Paolo Zoffoli, (che ha ricevuto il sì di Pd, Si, Fdi, Ln e l'astensione del M5s), alla petizione popolare che chiede inoltre di organizzare corsi gratuiti sul soccorso e più risorse per nuovi acquisti. La legge decreta già l'obbligo di presenza negli impianti sportivi dei defibrillatori e il loro utilizzo anche al personale non medico con adeguata formazione. La Regione ha già finanziato diverse azioni sia per l'acquisto di nuovi strumenti, dove possibile, sia per la formazione gratuita. Ad oggi, viene ricordato in Commissione, sono circa 250mila le persone formate da corsi gratuiti e sono già presenti 3.053 strumenti nelle aziende regionali sanitarie. "Le azioni intraprese dalla Regione stanno già dunque contribuendo alla più ampia diffusione dei defibrillatori nelle scuole e nel luoghi pubblici anche con sostegni economici" - si specifica nella nota di risposta alla petizione. Giancarlo Tagliaferri (Fdi) interviene per sottolineare quanto sia rilevante il costo per l'acquisto di un defibrillatore, circa mille euro, a cui si aggiungono i costi di manutenzione.  "I dati" sottolinea infine Giuseppe Boschini (Pd) "mostrano comunque un grande impegno, non solo economico, sia del mondo associativo e privato sia del pubblico. Lo sforzo della Regione "è e continuerà ad essere soprattutto quello di mettere in rete il sistema perché, ricordiamolo, i defibrillatori non servono a nulla chiusi in una stanza se non vengono mappati e se non ci sono persone che li sappiano usare".

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